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Intesa – Ubi, un campione europeo con radici italiane

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

18 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • La prospettiva di Intesa è quella di costruire un campione europeo dalle forti radici identitarie italiane

  • La scelta di Ubi consente grandi sinergie per le fabbriche prodotto e per il modello di wealth management protection

  • Costruire un nuovo gruppo combinato di questo tipo consentirà, dice Messina, di poter disporre di “30 miliardi di credito in più per il Paese e di 10 miliardi di credito in più alla green economy

  • Il decisionismo è opportuno per il benessere del Paese. Noi siamo un’azienda italiana, guidata da manager italiani. E tale vogliamo restare

Il gruppo combinato Intesa – Ubi diventerà un “campione europeo”. In conferenza stampa Carlo Messina spiega tutti i retroscena e i perché di una mossa che rivoluzionerà l’asset management e il sistema bancario italiano

Sinergia. È questa la ratio dell’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo nei confronti di Ubi Banca. Esito molto più semplice da realizzare se l’acquisizione avviene fra modelli di business omogenei e all’interno dei confini nazionali. Se i protagonisti condividono poi la stessa cultura e gli stessi valori, il successo dell’operazione dovrebbe essere assicurato.

La prospettiva di Intesa è quella di costruire un campione europeo, risolvendo in anticipo le problematiche di antitrust con la cessione di alcuni sportelli a Bper Banca. Questo in sintesi, l’intervento di Carlo Messina, ad di Intesa Sanpaolo, nella conferenza stampa pomeridiana del 18/02/2020, l’indomani dell’annuncio a sorpresa dell’offerta pubblica di scambio su Ubi Banca, “la seconda migliore banca del Paese dopo Intesa”.

Ubi e Intesa, i perché di una scelta. Guardando al wealth management protection

Messina dice di voler “generare creazione di valore per gli azionisti, per il Paese”. E in tal modo miglioreranno anche “le condizioni strutturali del credito grazie alla nostra posizione di maggiore solidità relativa”. Intesa inoltre si farà carico di tutti i crediti deteriorati di Ubi grazie a due miliardi di goodwill negativa.

“Dopo aver effettuato tutte le analisi, siamo giunti ad una banca affine per condizioni valoriali”. La scelta di Ubi consente grandi sinergie per le fabbriche prodotto”, e per “il modello di wealth management protection. In Europa non esistono modelli alternativi”. Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, sottolinea dal canto suo che “molti merger falliscono per incompatibilità delle culture aziendali.” L’acquisizione darà vita al terzo gruppo dell’eurozona per dimensioni e quarto in termini di utili generati. Il nuovo gruppo combinato sarà messo in grado di poter operare congiuntamente, gestendo masse pari a 1.100 miliardi di euro.

Costruire un nuovo gruppo combinato di questo tipo consentirà, dice Messina, di poter disporre di “30 miliardi di credito in più per il Paese e di 10 miliardi di credito in più alla green economy, di finanziare i progetti di impatto”.

Per il ceo, “motivo di orgoglio è che in Italia siamo stati i primi a lanciare il processo di consolidamento bancario a livello europeo. Il decisionismo è opportuno per il benessere del Paese. Noi siamo un’azienda italiana, guidata da manager italiani. E tale vogliamo restare: un’azienda europea con base di riferimento italiana”. Il gruppo deve essere in grado di “generare risultati [anche] per poterli restituire alla comunità.  Il più grande progetto per la povertà in Italia è gestito oggi da Intesa Sanpaolo”.

I perché di un “blitz”

A chi gli rende conto del “blitz” notturno e della estrema segretezza dell’operazione, il ceo di Intesa risponde che tutta la sequenza ha comportato un certo grado di decisionismo, necessario “per creare condizioni di svolta” ed evitare fenomeni di insider trading. Sul perché del lancio improvviso dell’Ops, Messina spiega che “le acquisizioni non posso essere concordate. È molto complesso realizzare operazioni di questo tipo, ma il nostro atteggiamento è assolutamente amichevole. Le 15.000 persone di Ubi faranno parte a tutti gli effetti della famiglia di Intesa Sanpaolo. Ostile non è sinonimo di ‘non concordato’”.

Il comparto assicurativo

In seguito all’operazione, Unipol prenderà la componente assicurativa degli sportelli che verranno ceduti a Bper, solo quella che è già in carico a quegli sportelli.

Teresa Scarale
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