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Hsbc e Standard Chartered puntano sull’Asia

Hsbc e Standard Chartered puntano sull’Asia

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

06 Aprile 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Gli investitori di Hsbc hanno chiesto esplicitamente alla banca di spostare la sua sede principale da Londra a Hong Kong

  • Hong Kong è da anni che aspetta l’arrivo del colosso bancario. Al momento però Hsbc non ha ancora spostato la sua sede, nonostante abbia riconosciuto il ruolo fondamentale che svolge l’Asia sul budget

Hong Kong stende il tappeto rosso a Hsbc e a Standard Chartered. È da giorni che si ipotizza l’apertura delle sedi centrali di queste due società nella città asiatica

Nuovi quartieri generali in arrivo. Hsbc e Standard Chartered sposteranno le loro sedi principali ad Hong Kong e la città stato gli ha dato ufficialmente il benvenuto. La scorsa settimana Hsbc ha insisto sul fatto che Londra sarebbe rimasta la sua casa. Ma Hong Kong è importante ed è un mercato in pieno sviluppo. Aspetto che il colosso bancario non può di certo sottovalutare.

“Hsbc ha sempre avuto molte operazioni in Asia e Hong Kong, e una parte sostanziale della sua redditività proviene dalla regione. Allo stesso modo Standard Chartered Bank ha una grande esposizione a Hong Kong e in Asia. Le normative e le opportunità commerciali di Hong Kong sono molte buone. Le daremo il benvenuto, se Hsbc e Standard Chartered Bank volessero trasferirsi qui”, ha dichiarato Jamese Lau Yee-cheong, segretario dei servizii finanziario della città in una recente intervista al Sout china morning post.

La questione del trasferimento della sede principale è riemersa dopo la decisione della Bank of England di eliminare i dividenti. Mossa decisa un po’ ovunque in Europa vista la crescente emergenza del coronavirus. questa è però la prima volta dal 1946 che Hsbc annulla i suoi dividenti. La scorsa settimana, entrambe le banche hanno subito il più grande sell-off in un decennio, mentre investitori e broker hanno chiesto a Hsbc di spostare la sede centrale a Hong Kong per evitare di seguire le normative del Regno Unito.

Per il momento la banca barcolla cercando di dare rassicurazioni. “Nel 2016 abbiamo preso una decisione ponderata sul domicilio e per adesso non abbiamo intenzione di cambiarlo. Hong Kong è uno dei nostri due mercati domestici che continua a contribuire in modo determinante al gruppo.

Confidiamo nella resilienza di Hong Kong come centro finanziario e ci impegniamo a sostenere la crescita e lo sviluppo” dichiara un portavoce della banca.

C’è da dire che Hong Kong è già la terza volta che prepara il tappeto rosso al colosso. La prima nel 2008 quando si pensava che avrebbe scelto la città per ragioni fiscali. La seconda nel 2015 per lo spin-off della sua attività di vendita al dettaglio nel Regno Unito e nel 2016 a causa del voto sulla Brexit. Niente ha però smosso la banca. Che il fattore determinante possa essere il coronavirus?

Da non dimenticare come Hong Kong risulta essere in continua crescita. Secondo il report: “Una questione di talento: come il capitale umano determinerà i prossimi leader globali pubblicato da Karney, la forza dell’economia asiatica ha accelerato la performance di Tokyo e Hong Kong, che si collocano al quarto e quinto posto a livello mondiale. Entrambe le città hanno infatti fatto costanti miglioramenti nei punteggi dell’indici negli ultimi anni, raggiungendo rapidamente i leader della classifica.

Giorgia Pacione Di Bello
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