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Generali: sì al pagamento della seconda tranche del dividendo

Generali: sì al pagamento della seconda tranche del dividendo

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Redazione We Wealth
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12 Novembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Gruppo Generali debole in Piazza Affari dopo i conti dei primi 9 mesi dell’anno. Il titolo segna infatti un calo del 2,15% a 13,18 euro

  • L’utile del gruppo è sceso del 40% a 1,29 miliardi, frenato da svalutazioni per 310 milioni

Generali ha tutti i pre requisiti per pagare la seconda tranche del dividendo, ovvero liquidità, solidità e risultati operativi di grande qualità, ma il regolatore Ivass non ci ha autorizzato a pagarla per ragioni di mercato”. Queste le parole di Frederic de Courtois general manager di Generali

Generali ha tutti i pre requisiti per pagare la seconda tranche del dividendo, ovvero liquidità, solidità e risultati operativi di grande qualità, ma il regolatore Ivass non ci ha autorizzato a pagarla per ragioni di mercato. Rispettiamo questa decisione ma restiamo impegnati a seguire il nostro piano di dividendi e a pagare la seconda tranche non appena avremo l’autorizzazione”, dichiara Frederic de Courtois general manager di Generali nel corso della presentazione dei risultati consolidati al 30 settembre 2020 del gruppo assicurativo.

De Courtois ha anche sottolineato come la decisione dell’Ivass ha riguardato tutto il mercato italiano. “Altri regolatori in Europa hanno avuto una diversa interpretazione della richiesta dell’Esrb (sul dividendo) – sottolinea Courtois- “la Germania ha lasciato Allianz pagare il suo dividendo, il regolatore francese a oggi ha permesso ad Axa di pagare solo la prima tranche, come noi, e non sappiamo ancora cosa deciderà sulla seconda tranche del dividendo di Axa”. Il general manger sottolinea dunque come “in diverse giurisdizioni possono esserci state interpretazioni diverse ma noi siamo soggetti all’interpretazione e alle decisioni del regolatore italiano”.

I risultati

Gruppo Generali debole in Piazza Affari dopo i conti dei primi 9 mesi dell’anno. Il titolo segna infatti un calo del 2,15% a 13,18 euro. L’utile del gruppo è sceso del 40% a 1,29 miliardi, frenato da svalutazioni per 310 milioni. Sul calo dell’utile netto hanno pesato anche 183 milioni per la conclusione dell’arbitrato sulla cessione di Bsi, del contributo di 100 milioni per il fondo straordinario internazionale per l’emergenza da pandemia e dell’onere di 73 milioni “derivante dall’operazione di liability management”. L’utile netto normalizzato, escludendo l’onere del fondo per il Covid19 e l’onere dell’operazione di liability management, si attesta a 1.629 milioni
Il risultato operativo vita registra un calo del 14,8%. Il buon andamento del margine tecnico al netto delle spese di gestione assicurativa è più che compensato dalla riduzione del risultato degli investimenti, dovuta all’impatto negativo dei mercati finanziari (anche a seguito degli effetti del covid-19) e, in misura più rilevante, alla prosecuzione dell’accelerazione degli accantonamenti relativi alle garanzie verso gli assicurati in Svizzera, che riflette ipotesi finanziarie di lungo termine più conservative.
Cresce del 27,3% il risultato operativo del segmento asset management, principalmente a seguito dell’aumento dei ricavi operativi pari a 635 milioni (+15,9%), grazie soprattutto all’approccio disciplinato che fa leva sulla strategia multi-boutique e alla performance dei nostri partner.
Migliora anche il risultato operativo del segmento Holding e altre attività, per effetto del maggiore risultato di banca Generali e della performance straordinaria del terzo trimestre del private equity rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente.
Infine, la variazione delle elisioni intersettoriali è principalmente dovuta a maggiori dividendi infragruppo, principalmente nel terzo trimestre, da parte dei fondi di real estate e private equity.

Focus premi

I premi lordi ammontano a 51.989 milioni, evidenziando una lieve crescita rispetto allo scorso anno (+0,3%), grazie al contributo del segmento vita. Stabile il danni. Escludendo i premi di un fondo pensione collettivo vita sottoscritto in Italia pari a circa 1,5 miliardi, i premi complessivi registrerebbero un decremento del 3,9%. Per quanto riguarda quelli vita i dati mostrano come ci sia stata una lieve crescita grazie all’ aumento dei prodotti unit- linked (+24,6%), trainato dall’andamento in Italia e Germania. In calo invece le linee risparmio (-12,7%), principalmente in Italia, Francia e Spagna. Quelle puro rischio e malattia (+1,6%) registrano invece andamenti differenziati nei vari paesi di operatività del Gruppo. Positivo il contributo delle accettazioni nella linea puro rischio e malattia, in crescita per una nuova partnership stipulata in Francia.

Posizione patrimoniale

Il patrimonio netto di Gruppo si attesta a 27.624 milioni (28.360 milioni nel 2019). A fronte del risultato del periodo di pertinenza pari a 1.297 milioni, la variazione del -2,6% è principalmente ascrivibile alla contabilizzazione del dividendo 2019 per complessivi 1.513 milioni, la cui prima tranche è stata erogata nel mese di maggio. Il solvency II ratio, che rappresenta la visione regolamentare del capitale di Gruppo e si basa sull’utilizzo del modello interno unicamente per le compagnie che hanno ottenuto la relativa approvazione da parte dell’IVASS, e sulla standard formula per le altre compagnie, è pari a 203%, evidenziando un rafforzamento del già solido livello del semestre. Rispetto alla posizione di fine anno (224%), la diminuzione è in larga parte ascrivibile all’impatto negativo delle varianze di mercato (-21 p.p.) legate all’attuale situazione economica e finanziaria internazionale caratterizzata da grande incertezza.

Redazione We Wealth
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