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Federico Sella: radici nel territorio e anima tech

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

02 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Federico Sella, ad e dg di Banca Patrimoni Sella & C., apre a We Wealth le porte di una realtà antica nella sua sartorialità, ma fortemente intrisa di cultura digitale e tech

Un patrimonio è prima di tutto un impegno. Un impegno verso coloro che lo hanno costruito e verso coloro che ne raccoglieranno il testimone”. Sono le parole con cui Federico Sella, amministratore delegato e direttore generale di Banca Patrimoni Sella & C., illustra missione e valori di una delle realtà bancarie più antiche (Gaudenzio Sella & C. nasce nel 1886) e solide d’Italia. Dall’alto dei 133 anni di storia del gruppo, dove si colloca attualmente Banca Patrimoni Sella & C. nel panorama del wealth management italiano? A questa e ad altre domande ha risposto Federico Sella durante una chiacchierata con We Wealth.

“Oggi ci troviamo in un momento ideale e in un’ottima posizione, fra le prime dieci realtà nazionali quanto a masse gestite. Nel complesso amministriamo 14 miliardi di euro, 15,5 miliardi includendo la fiduciaria. Il nostro modello è utile e forte: cresciamo di circa un miliardo all’anno come masse, soprattutto nella fascia alta della clientela, tra 500mila euro e 7 milioni di euro”. È la qualità del servizio, il motore di Banca Patrimoni Sella & C., che non si limita ad essere una boutique per pochi. “Sorprendentemente, abbiamo anche molti clienti da 50mila euro”, prosegue Federico Sella. Che si tratti di patrimoni “piccoli, medi, grandi, grandissimi, privati o istituzionali”, la con- notazione della banca è, spiega, la sartorialità.

Federico Sella: il patrimonio, un impegno costante

Non siamo una banca d’élite, siamo una banca specializzata su tutti i servizi di investimento. Se un risparmiatore ha 30mila euro, da noi troverà professionisti pronti a servirlo e strumenti adatti per lui. I nostri servizi di private bankingterminano con patrimoni dasette/ 10 milioni di euro. Poi, subentra il nostro family office, più adeguato per i nostri clienti con patrimoni da 100, 150 milioni di euro e oltre”. I grandi clienti non hanno esigenze comuni, se non una: “La clientela hnwi e uhnwi domanda solo elevata qualità professionale. E noi vi facciamo fronte elevando la qualità dei nostri collaboratori: l’italiano ricco è alla ricerca di servizi offerti da professionisti credibili, capaci di andare a scovare tutte le possibilità di rendimento nel mercato”.

Al tempo stesso il dna del gruppo ha una forte impronta tecno- logica. Il gruppo Banca Sella è una delle realtà leader in Italia per quanto riguarda lo sviluppo del banking digitale: nel 1997, Banca Sella è stata tra i primi nel nostro paese a fornire un ser-vizio di internet banking informativo in tempo reale, nel 1998 ha lanciato il primo conto esclusivamente online italiano ed è stata la prima banca a effettuare un ordine di trading online in real time.

“Oggi abbiamo Hype, l’innovativo modo di gestire il denaro via smartphone. Il 44% del mercato e-commerce in Italia adotta i nostri sistemi di pagamento. Abbiamo una potente cultura in fatto di innovazione a livello di gruppo, siamo all’avanguardia. Anche Banca Patrimoni Sella & C. guarda con grande favore alla trasformazione digitale, pur avendo un’operatività di tipo classico e tradizionale. Il che non vuol dire che essa non sia dotata di soluzioni innovative, come ad esempio la firma digitale”.

“Partiamo dalle fondamenta”

Anche in virtù della sua eredità dunque “Banca Patrimoni Sella & C. sta affrontando la sfida dell’accelerazione della trasformazione digitale con grande energia ed investimenti. La sfida è lì, noi partiamo dalle fondamenta, avendo il grande vantaggio di avere una profonda cultura digitale rispetto ai concorrenti. Una trasformazione radicale come questa avviene con il contributo fondamentale dell’evoluzione del sistema informativo”.

In tal senso, i competitori principali di Banca Patrimoni Sella & C. oggi sono le banche reti. Del resto “oggi nel settore del wealth management non c’è il bisogno cogente di digitalizzarsi: la nostra è piuttosto una volontà di farlo. Tutti noi manager di Sella siamo sulla stessa lunghezza d’onda, quello della digitalizzazione è forse per noi il progetto più pervasivo da 15 anni a questa parte. Il sistema informativo di Banca Sella va adattato alla banca da investimenti attraverso un percorso straordinario volto a ripensare l’approccio tecnologico di Banca Patrimoni Sella & C. In tal modo, si andranno ad innestare processi ancora più virtuosi, più efficienti, più rapidi, più adatti al private banking”.

Il territorio, una ricchezza articolata

L’altro tratto distintivo del “modello Sella” è quello dell’articolazione territoriale. “Io amo la rete e amo il territorio, parlare con la gente. Mi piace portare la banca sul territorio. È la mia cultura: gestire i risparmi di un commercialista, di un artigiano di provincia e restituirli sul territorio”. Certo, il business plan deve consentirlo: “Sono anche un imprenditore. Se i conti non tornano, non si apre. Ma oggi offrire servizi di investimento paga, da nord a sud. La soglia è quella dei 300 milioni di masse, altrimenti i costi di struttura sono troppo elevati. Assumere gente del territorio, esservi fisicamente, è remunerativo.

E la banca vuole continuare a espandersi territorialmente. Per aprire però, è essenziale aspettare il momento opportuno. Oggi contiamo 16 succursali e 15 uffici di consulenza finanziaria su tutto il territorio nazionale. Per aprire però, è essenziale aspettare il momento opportuno”.

Credits Alessandra Chemollo

L’anno e la chiacchierata si concludono come da buona tradizione con un bilancio e un augurio. Nel 2020 infatti Banca Patrimoni Sella & C. compirà 15 anni. “Ci siamo conquistati la nostra posizione, costruendoci un buono spazio per poter cogliere le opportunità di medio lungo termine laddove si presenteranno. Dipenderà da noi. Abbiamo numeri e competenze per occupare spazi sempre maggiori. E il bello deve ancora venire”.

Palazzo Bricherasio a Torino, sede di Banca Patrimoni Sella & C. Credits Alessandra Chemollo
Teresa Scarale
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caporedattore
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