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Epic sim lancia piattaforma per investimenti nelle Pmi

14 Maggio 2019 · Riccardo Sabbatini · 3 min

  • La piattaforma italiana è nata con un obiettivo più circoscritto: quello di favorire l’incontro tra aziende già avviate alla ricerca di finanziamenti e investitori istituzionali potenzialmente interessati a concederli sotto forma di equity o debt

  • Oggetto di queste attenzioni non sono ovviamente i clienti retail ma soltanto quella fascia più qualificata di investitori, tipicamente gli Hnwi (high net worth individuals) che, su richiesta, possono essere qualificati come professionali

Il ceo Andrea Crovetto spiega com’è nata l’idea di un punto d’incontro tra domanda e offerta di finanziamenti, equity o debt. La piattaforma è aperta anche agli Hnwi. Le operazioni previste nel 2019 sono 12

Un marketplace dove startup e piccole e medie imprese incontrano investitori istituzionali e private per finanziare progetti di crescita. È il modello costruito da Epic sim, società fondata da Andrea Crovetto, veterano della comunità finanziaria milanese (un passato a Citigroup, Unicredit, IntesaSanpaolo). Epic sta esportando in Italia esperienze di successo già da tempo realizzate in Usa sul tipo di Angel List, piattaforma che si promuove come il luogo “dove il mondo incontra le startup”. Per la verità la piattaforma italiana è nata con un obiettivo più circoscritto, quello di favorire l’incontro tra aziende già avviate alla ricerca di finanziamenti e investitori istituzionali potenzialmente interessati a concederli sotto forma di equity o debt. “Poi però abbiamo visto – spiega Crovetto – che un numero crescente di clienti private ci chiedeva di accedervi. Attualmente sono circa 40. Abbiamo capito che c’era una domanda potenziale da soddisfare. Ora il nostro obiettivo è quello di decuplicare il loro numero entro il prossimo anno”.

Oggetto di queste attenzioni non sono ovviamente i clienti retail ma soltanto quella fascia più qualificata di investitori, tipicamente gli Hnwi (high net worth individuals) che, su richiesta, possono essere qualificati come professionali. “Non cambia – sottolinea ancora Crovetto – il nostro modello di business legato ad alcune parole chiavi. Fondamentalmente sono tre: 1) club deal, che è il meccanismo con il quale si svolge l’investimento; 2) economia reale: l’obiettivo è finanziare la crescita della media impresa italiana con, ad esempio, un minibond o l’emissione di equity; 3) il metodo dell’investimento consapevole. È un nostro vecchio cavallo di battaglia. Rendiamo fruibili anche agli investitori private strumenti informativi che normalmente sono appannaggio soltanto degli istituzionali.

Accedendo alla piattaforma ciascuna proposta d’investimento è corredata di un information memorandum, da credit risk rating ed altri strumenti che compongono un cruscotto informativo utile per decidere”. Insomma è una sorta di “fai da te educato” – Crovetto lo definisce così – con il quale un investitore entra in una piattaforma indipendente e sceglie dopo aver visionato dossier professionali che sono identici a quelli utilizzati dai fondi.

Epic sim ha creato due tipi di profili di accesso per i privati, uno diretto e l’altro per i consulenti, così da permettere ai promotori di accompagnare i propri clienti. Ma cosa spinge investitori privati a partecipare a un club deal assieme agli istituzionali? “Vi sono motivazioni razionali ma, nell’investire assieme a un affermato private equity, c’è anche, se vogliamo, un desiderio di status, di affermazione. Da un punto di vista pratico vi sono vantaggi non indifferenti. L’investitore privato entra in una community in cui di fatto sta facendo free riding utilizzando la capacità di soggetti professionali nel selezionare aziende meritevoli. È un meccanismo che negli Stati Uniti è codificato come leader-follower. C’è un lead investor che seleziona i progetti e altri investitori, i follower, che seguono. In alcune piattaforme, ad esempio Angel List, questo meccanismo è addirittura regolato da un riconoscimento di commissioni che il follower paga al leader, quindi non è più free riding, ma pay riding”. Il meccanismo di remunerazione di Epic Sim è invece diverso. È l’azienda che paga una provvigione per entrare nella piattaforma. Epic svolge la sua attività di collocamento ed è remunerata come tale. Tipicamente le commissioni sono più alte per operazioni equity un po’ più basse nell’emissione, ad esempio, di un minibond. Una volta che le società hanno ricevuto le manifestazioni d’interesse sono libere di scegliere, in piena autonomia, chi accettare.
Dopo che le imprese ricevono i finanziamenti qual è il passo successivo? “L’exit naturale, nel caso di operazioni equity, è la quotazione all’Aim. Se vengono offerti minibond, la strada è piuttosto quella dell’Extramot. Ma, attenzione. Vi sono aziende finanziate da private equity, non interessate alla quotazione oppure altre che preferiscono quotarsi altrove”. Che possibilità di scambi vi sono sui quei titoli? “Se le operazioni sono da 20 milioni non ci sono i presupposti per una liquidità sul secondario. È una prospettiva che va costruita nel tempo con la crescita delle aziende. Nella fase iniziale gli investitori debbono abbassare le aspettative di liquidabilità delle iniziative che contribuiscono a finanziare. Un percorso virtuoso era stato innescato sull’Aim grazie ai Pir che hanno elevato significativamente la qualità delle imprese quotate. Al momento, però, con le ultime disposizioni contenute nella manovra economica quel veicolo si è bloccato. Quando si aumentano i vincoli questi sono i rischi. Mi sembra molto centrata la proposta di Assogestioni di assecondare le aspettative del governo per maggiori investimenti verso le Pmi utilizzando lo strumento dell’Eltif”.

Intanto Epic sim va avanti per la sua strada. “Penso – è ancora Crovetto a parlare – che la piattaforma elettronica possa attrarre investitori che vedono un più diretto rapporto con il deal non necessariamente intermediato. Stiamo esaminando una quarantina di aziende. Due operazioni sono già sul nostro sito, la nostra stima è di chiuderne una dozzina entro l’anno”.

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini
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