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Think Tank, missione educazione finanziaria e inclusione di genere

Think Tank, missione educazione finanziaria e inclusione di genere

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Livia Caivano
Livia Caivano

10 Maggio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Partecipano all’iniziativa Allianz GI, Columbia Threadneedle, Credit Suisse, Invesco, JpMorgan AM, Lazard Fund Managers, Schroders, Standard Life Aberdeen e State Street

  • L’obiettivo è comunicare, informare, educare, facendo leva su alcuni principi chiave che sono stati definiti su un manifesto

Una fondazione no profit e nove società di gestione per promuovere l’alfabetizzazione finanziaria. Intervista a Laura Nateri, managing director e country head Italia di Lazard Fund Managers

L’alfabetizzazione finanziaria si fa ogni giorno più importante per l’evoluzione della società, per una l’inclusione sociale e di genere. In che modo? Ne abbiamo parlato con Laura Nateri, managing director e country head Italia di Lazard Fund Managers.

 Educazione finanziaria: a che punto siamo in Italia oggi?

L’Italia è un Paese di risparmiatori prima che di investitori, complici diversi fattori economici e culturali. Fino al nuovo millennio la maggior parte dei risparmi degli italiani era concentrata in immobili – bene rifugio negli anni di inflazione a doppia cifra – e nei titoli governativi italiani, dai zero-coupon a brevissimo termine preferiti dai cosiddetti bot-people agli amanti del trentennale che stanno ancora beneficiando del periodo lower for longerdel reddito fisso. È verso la fine degli anni novanta che nasce il desiderio di investire in altre asset class, qualche anno prima della bolla di Internet, che coglie impreparati la maggior parte degli investitori e li allontana nuovamente dai mercati. Da allora l’industria del risparmio gestito ha cominciato a gettare i semi per una crescita della cultura finanziaria, verso una maggiore consapevolezza negli investimenti, una migliore comprensione e conoscenza dei rischi collegati. A che punto siamo, quindi? Molto avanti rispetto a 20 anni fa, ma ancora molto indietro rispetto a paesi come gli Usa.

Su quali argomenti l’educazione è più avanzata e su quali arranchiamo?

Non penso sia un problema di argomenti, ma più di fonti. Ci dobbiamo chiedere dove si dovrebbe fare educazione finanziaria e se esistano competenze adeguate a questo ruolo cruciale per la crescita della cultura finanziaria del paese. Le associazioni dell’industria e di categoria si stanno impegnando da anni, insieme ad alcune iniziative nate dall’impegno di pochi – come la Global Thinking Foundation di Claudia Segre – ma non credo che basti. Penso che il terreno per far germogliare i semi di qualsiasi curiosità intellettuale debba partire dall’infanzia, dalla scuola. C’è ancora da fare tanta strada.

Diversità di genere: anche su questo campo c’è ancora bisogno di fare chiarezza? Da dove partire?

In questo caso bisogna partire molto prima della scuola. La forma più semplice e involontaria di apprendimento è la simulazione. L’esistenza di role model di riferimento in famiglia, a scuola, nel mondo del lavoro, sin dalla prima infanzia apre la strada a un mondo di possibilità che altrimenti rimane appannaggio di un’elite. In altre parole diversità di ruoli a casa, dove il papà può scegliere di essere presente quanto o più di una mamma, diversità nell’ambiente scolastico dove le attese in termini di presenza sono diverse nei confronti della madre e del padre, diversità nel mondo del lavoro, dove la competenza, le carriere e gli stipendi non devono avere genere. Ma è una rivoluzione che uomini e donne devono compiere insieme, perché è nell’interesse delle future generazioni.

Che cos’è il progetto Think Tank e quali i suoi princìpi? Quali obiettivi si pone sul breve e sul lungo termine?

Mi piace pensare al Think Tank come a un trasformatore, una macchina capace di trasferire energia da un circuito ad un altro. Per la prima volta, una fondazione no profit, riunisce nove tra le più importanti società di gestione del risparmio, Allianz GI, Columbia Threadneedle, Credit Suisse, Invesco, JP Morgan AM, Lazard Fund Managers, Schroders, Standard Life Aberdeen, State Street. L’obiettivo è comunicare, informare, educare, facendo leva su alcuni principi chiave che sono stati definiti su un manifesto. Bisogna mutuare il concetto che non esistono barriere nelle competenze e che occorre attivarsi tutti sul tema dell’uguaglianza di genere che deve rimanere prioritaria. L’innovazione deve essere volano di sviluppo, ma in un contesto di inclusione che lo renda sostenibile. Per realizzare questi ambiziosi traguardi è necessario un bagaglio di esperienze forti e condivise, “Vision first: inspired by experience”, che il Think Tank sta mettendo insieme al servizio di un futuro migliore.

Livia Caivano
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