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Ecco perché per gli istituzionali il 2020 è meglio del 2008

Ecco perché per gli istituzionali il 2020 è meglio del 2008

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Livia Caivano
Livia Caivano

04 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Dalle interviste realizzate da McKinsey è emerso che fondamentale è stato coltivare la fiducia delle parti interessate, inclusa la fiducia dei membri del consiglio, dei beneficiari, dei dipendenti e di altri

  • Mentre gli investitori si interrogavano su quanto tempo avrebbero impiegato i mercati finanziari a riflettere gli impatti dell’economia reale, hanno cercato nei loro portafogli le aree che richiedano un’azione immediata

  • Molti degli investitori intervistati considerano ancora i mercati sopravvalutati – e cercano di approfittarne

Per quanto distruttiva sia stata per la pandemia per i portafogli degli investitori istituzionali, sarebbe potuta andare molto peggio. McKinsey ha intervistato i manager delle più importanti società di gestione per capire perché questa crisi è diversa dalla precedente

Dopo una corsa al rialzo decennale tra le asset class, molti investitori a fine 2019 aspettavano una correzione di mercato. Per chi ha saputo per tempo adottare una posizione difensive nei propri portafogli, l’arrivo del covid è stato ammortizzato da una buona dose di liquidità. E’ questo il risultato di un indagine McKinsey, per la quale sono stati intervistati i ceo, cio e dirigenti senior di 21 principali istituzioni di investimento del mondo – inclusi alcuni dei più influenti fondi pensione, fondi sovrani e fondi di dotazione.

 

In generale, si legge in un report firmato da Bryce Klempner, Elizabeth Skovira e Marcos Tarnowski, molti fondi pensione e fondi sovrani si sono trovati in condizioni migliori rispetto alla crisi finanziaria globale del 2008: “In tutto il settore c’è stato meno panico, maggiore disciplina di investimento e maggiore continuità”. Nessun investitore istituzionale uscirà indenne dalla pandemia ma la crisi è arrivata in una fase avanzata del ciclo di mercato, e molti investitori avevano già iniziato a spostare l’asset allocation per dare priorità a una maggiore liquidità in previsione di una correzione. “La maggior parte degli investitori con cui abbiamo parlato si è sentita molto più preparata per questa crisi rispetto alla precedente recessione”. Ma quali sono stati gli step che hanno salvato gli investitori?

Rapporto di fiducia

Dalle interviste realizzate da McKinsey è emerso che fondamentale è stato coltivare la fiducia delle parti interessate, inclusa la fiducia dei membri del consiglio, dei beneficiari, dei dipendenti e di altri. “Le priorità principali sono la salute e la sicurezza dei dipendenti, la liquidità finanziaria, la continuità aziendale – come i modelli di lavoro da casa – e rendimento degli investimenti”. In alcuni casi, le istituzioni avevano già discusso i piani di azione per un’ipotetica futura crisi: nel report viene citato il chief investment officer di un fondo pensione nordamericano: “Stavo spiegando al mio consiglio il nostro processo di ribilanciamento e cosa avremmo fatto, a quali soglie. Mi hanno fermato e hanno detto, ‘perché ci stai raccontando di nuovo tutto questo? Conosciamo il piano. E ci fidiamo di te. Andiamo avanti”. Allo stesso tempo, alcune istituzioni hanno dovuto affrontare una crisi di liquidità; due con cui abbiamo parlato l’avevano risolto in circa due settimane.

Rischio di portafoglio

Mentre gli investitori si interrogavano su quanto tempo avrebbero impiegato i mercati finanziari a riflettere gli impatti dell’economia reale, hanno cercato nei loro portafogli le aree che richiedono un’azione immediata. “I settori più colpiti dal covid sono stati un’area chiave di attenzione non solo per l’impatto a breve termine, ma anche per il futuro incerto che deve affrontare alcune di queste industrie. Le classi di attività illiquide, le cui valutazioni sono tipicamente in ritardo nei mercati pubblici, sono state fonte di preoccupazione, in particolare i portafogli immobiliari.

Resilienza

Molti degli investitori intervistati considerano ancora i mercati sopravvalutati – e cercano di approfittarne. “Solo pochi di questi investitori istituzionali stavano attivamente cercando di trarre vantaggio immediato dalle dislocazioni. La maggior parte ha espresso cautela e bisogno di essere premuroso sul percorso da seguire. Tuttavia, quasi tutti hanno riconosciuto che periodi come questi in genere portano ad alcune eccezionali possibilità di investimento per coloro che hanno la liquidità e lo stomaco per catturarli”. La crisi è stata una cartina di tornasole dell’efficacia delle diverse funzioni nelle organizzazioni.

Livia Caivano
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