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Deutsche, pressioni da Cerberus per dimissioni Achleitner

Deutsche, pressioni da Cerberus per dimissioni Achleitner

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Livia Caivano
Livia Caivano

12 Novembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Achleitner è diventato presidente di Deutsche Bank nel 2012

  • All’incontro annuale degli azionisti della banca lo scorso maggio, il 90% degli investitori presenti ha già votato contro una mozione per rimuovere Achleitner dal consiglio di amministrazione

La società di private equity Usa è il terzo azionista della banca tedesca. Secondo le indiscrezioni, la chiusura delle trattative per la fusione con Commerzbank sarebbe il motivo per cui Cerberus spinge perchè il presidente si dimetta prima della fine del mandato

Cerberus ha perso fiducia nel presidente della Deutsche Bank, Paul Achleitner, e sta spingendo per la sua sostituzione. È quanto riporta il Financial Times: secondo il quotidiano inglese il desiderio di un cambio di regime si sarebbe inasprito da quando ad aprile la banca tedesca ha abbandonato i colloqui per la fusione con Commerzbank. Cerberus detiene il 3% delle azioni di Deutsche Bank (ne è infatti terzo azionista) ma è anche il secondo maggiore azionista di Commerzbank. E’ stato Achleitner ad approvare la conclusione dei colloqui, attirando così le critiche della società di private equity americana. Non va meglio con gli altri grandi azionisti di Deutsche Bank, due membri della famiglia reale del Qatar, fondi gestiti dall’ex dirigente della JP Chase Doug Braunstein e dal gestore patrimoniale Black Rock: secondo il FT nel corso di colloqui informali con gli investitori anche questi soci avrebbero espresso perplessità sulla figura del presidente in carica. Tuttavia, sebbene gli azionisti vorrebbero che Achleitner si dimettesse prima della scadenza del mandato nel 2022, non sarebbero convinti che sia questo il momento giusto per un cambio della guardia.

Le opinioni di Cerberus sulle operazioni di Deutsche non sono però state apprezzate da tutti all’interno della banca. “Cerberus è molto più invadente (degli altri, ndr)”, avrebbe dichiarato una persona vicina a uno dei primi cinque investitori, precisando che queste pressioni potrebbero destabilizzare ulteriormente l’istituto, già in difficoltà per la ristrutturazione – la più importante dei 149 anni della sua storia. La banca “è già sottoposta a molte pressioni e tensioni e dobbiamo assicurarci di non aggiungerne altre”, ha affermato una seconda persona vicina alla questione, aggiungendo che “diversi investitori hanno opinioni diverse su questo argomento”.

Va ribadito che all’incontro annuale degli azionisti della banca a maggio, il 90% degli investitori presenti ha votato contro una mozione per rimuovere Achleitner dal consiglio di amministrazione.

Un gestore patrimoniale con sede a Francoforte avrebbe dichiarato al FT che Theo Weimer, amministratore delegato di Deutsche Börse, sarebbe un candidato plausibile, dato il suo passato come partner di Goldman Sachs e amministratore delegato di HypoVereinsbank.

Interpellata da We Wealth, Deutsche Bank ha rifiutato di commentare.

Livia Caivano
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