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Deutsche Bank, dimissioni in vista per un top manager

Deutsche Bank, dimissioni in vista per un top manager

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Francesca Conti
Francesca Conti

28 Maggio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nel corso dell’assise di Deutsche Bank dello scorso 23 maggio, Ritchie avrebbe ricevuto il supporto solo del 61% degli investitori

  • Il manager è preoccupato per i tagli radicali alla sua divisione, proposti dall’amministratore delegato del gruppo Christian Sewing

Secondo alcune indiscrezioni pubblicate dal Financial Times, il capo dell’investment banking di Deutsche Bank, Garth Ritchie, sarebbe pronto alle dimissioni. Il manager sarebbe preoccupato dai tagli radicali annunciati per la sua divisione e dal mancato sostegno dei soci nell’ultima assemblea

I soci di Deutsche Bank colpiscono ancora. Dopo le pressioni per l’uscita del presidente Paul Achleitner, un altro top manager del gruppo bancario tedesco rischia di lasciare le fila della società. Secondo indiscrezioni rilasciate dal Financial Times infatti, Garth Ritchie, capo dell’investment banking di Deutsche Bank, sarebbe pronto alle dimissioni. Il motivo? Da un lato il manager è preoccupato per i tagli radicali alla sua divisione, proposti dall’amministratore delegato del gruppo Christian Sewing. Ma Ritchie sarebbe stato spiazzato dal fatto che all’assemblea degli azionisti dello scorso 23 maggio, i soci non l’avrebbero sostenuto abbastanza.

Il manager ha ricevuto un ampio voto di protesta durante l’assise annuale. È stato infatti supportato soltanto dal 61% degli azionisti e un veicolo di investimento del Qatar – che è tra i maggiori azionisti di Deutsche – ha votato contro di lui. Subito dopo l’assemblea, una fonte vicina al Consiglio di sorveglianza dell’istituto ha dichiarato al Financial Times che in seguito al voto sarebbe stato “negligente” non prepararsi alle potenziali dimissioni del capo dell’investment banking. Tuttavia, lo scorso 26 maggio, Ritchie ha riferito al quotidiano economico di essere “completamente impegnato” nel suo compito “di presidente e di capo della corporate e investment bank Deutsche Bank”, specificando di essere “completamente in linea con il nostro ceo Christian Sewing” rispetto ai piani di sviluppo della banca.

Il cinquantatreenne sudafricano, in Deutsche Bank da oltre vent’anni, aveva già minacciato di uscire dal gruppo due volte: nell’autunno del 2017 e nella primavera del 2018. In entrambe le occasioni era stato convinto dal presindente Achleitner a restare. Alla fine del 2017, gli è stato promesso un extra di 3 milioni di euro l’anno fino al 2020 per la supervisione dei preparativi del gruppo in vista della Brexit. Se dovesse decidere davvero di lasciare Deutsche, il numero uno dell’obbligazionario Yanni Pipilis, il responsabile degli Stati Uniti Mark Fedorcik e il presidente della divisione investment banking Ram Nayak sarebbero i suoi più probabili successori interni. Così come un altro candidato a prendere il suo posto potrebbe essere Stefan Hoops, un uomo di fiducia Sewing che dirige la global transaction bank.

Dopo la rottura dei colloqui di acquisizione con Commerzbank, il ceo di Deutsche Bank Christian Sewing aveva annunciato il ridimensionamento del ruolo dell’investment banking nella banca tedesca. L’ad si è detto pronti a “tagli pesanti” ma mirati e a un ridimensionamento dei costi. L’ad non ha poi specificato i dettagli, ma ha sottolineato che la società di gestione del risparmio Dws rimarrà parte di Deutsche anche in caso di accorpamenti con altre società.

Francesca Conti
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