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Credem WM e la logica del doppio binario

Credem WM e la logica del doppio binario

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

19 Marzo 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Tra le iniziative: potenziamento dell’area dei servizi assicurativi sia ramo vita sia danni, ampliamento della gamma prodotti gestiti, con nuovi fondi (tra cui uno sui non performing loans e uno di private debt), focus su investimenti tematici legati ai megatrend e alla tecnologia, e infine integrazione dei criteri Esg nel processo di investimento

  • Grande importanza sarà data al servizio di consulenza finanziaria indipendente prestato da Euromobiliare Advisory Sim caratterizzato dall’ampiezza della gamma di strumenti finanziari trattati e dall’assenza di accordi di collocamento e incentivi monetari

Dall’Esg al private market, passando per la consulenza indipendente, i servizi assicurativi e il supporto integrato alle reti del gruppo. Ecco i 5 pilastri dello sviluppo dell’area wealth management del gruppo Credem nel 2019

Investimenti socialmente responsabili (Esg) e tematici, private market, consulenza indipendente, servizi assicurativi e supporto integrato alle reti del gruppo. Sono queste le cinque linee guida su cui si basa lo sviluppo dell’area wealth management del gruppo Credem nel 2019. Le ha illustrate il coodinatore dell’area wealth management, Paolo Magnani, ricordando che l’area è composta da sei società: Euromobiliare advisory Sim (che opera nei servizi di gestione di patrimoni, di consulenza finanziaria indipendente e fornisce anche servizi di wealth management), Euromobiliare Asset Management Sgr (società di gestione che sviluppa soluzioni di investimento principalmente per le reti del gruppo), Credemvita e Credemassicurazioni
(quest’ultima in partnership al 50% con Reale Mutua), Euromobiliare Fiduciaria e, infine, a partire da marzo 2019, Credem Private Equity Sgr (struttura di private market e illiquid asset).

“Adottando la logica del doppio binario, noi crediamo che sia importante mantenere un approccio costruttivo verso un modello di business che oggi è lontano dall’immaginazione degli italiani, ma che potrà avere un ritorno in termini di opportunità e bisogni”, ha dichiarato Magnani. E il riferimento va, in particolare, alla consulenza indipendente e non indipendente, tipica dell’architettura del gruppo emiliano, che è pronto a inviare le rendicontazioni richieste dalla Mifid2 su costi e oneri dei prodotti e servizi finanziari. Magnani ha spiegato che l’istituto è già in grado di spedire le rendicontazioni, anche se non sarebbero del tutto Mifid2 compliant perché per essere completamente conformi alla normativa avrebbero bisogno di tutti i dati dalle loro controparti, visto che operano con un regime di architettura aperta. “In ogni caso, credo che il gruppo sia in grado di spedire le rendicontazioni Mifid2 compliant al 30 giugno”, ha precisato.

Parlando delle linee guida dello sviluppo del wealth management, il primo riferimento è andato al tema Esg. “Crediamo molto sul progetto degli investimenti socialmente responsabili e ritengo non si tratti semplicemente di una moda ma di una realtà che consente di coniugare elementi di creazione di valore per il risparmiatore con una crescente sensibilità a temi ambientali, etici e sociali da parte della nostra clientela”, ha spiegato il coordinatore dell’area wealth management, che poi ha aggiunto: “Vogliamo fornire al cliente un servizio globale di protezione e valorizzazione del patrimonio, non limitato al solo ambito finanziario, continuando a investire sul digitale”.

E il fatto di offrire nuove soluzioni di investimento, capaci di dare una maggiore diversificazione di portafoglio, a fronte di uno scenario di mercato che risulta incerto, va proprio in questa direzione. Per esempio, Credem Private Equity Sgr ha terminato il collocamento di due fondi di private equity per 100 milioni di euro a fine gennaio e ora si prepara a investire in pmi italiane. “Ho molta fiducia in questa attività che ci permette di investire sulle imprese italiane e di offrire ai nostri clienti di fascia altissima una buona diversificazione di portafoglio”, ha spiegato Magnani, il cui obiettivo è quello di arrivare a creare una piattaforma che sia in grado di offrire tutti gli strumenti cosiddetti alternativi (quindi anche private debt e fondi Npl), al fine di soddisfare i bisogni attuali dei clienti nei confronti di quella piccola parte del portafoglio (circa il 5-7-10%) da allocare su questi strumenti illiquidi.

In occasione della presentazione delle linee guida per il wealth management erano presenti anche Gianmarco Zanetti, direttore generale di Euromobiliare Advisory Sim, che ha fornito un outlook sull’anno in corso, indicando quella che è la loro esposizione per un profilo bilanciato (considerando che nel 2019 la view resta costruttiva sull’azionario e sulle obbligazioni a spread) e Andrea Dolsa, direttore investimenti di Euromobiliare Asset Management Sgr, che ha annunciato il lancio a breve di una gamma di fondi Esg e ha spiegato che nella società è in atto anche una revisione del modello di gestione e del processo di investimento, con l’inserimento di nuove figure quantitative (data scientist) nel team di gestione.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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