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Cosa può imparare la finanza italiana dal caso Fraser

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

11 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Claudia Segre: “L’esempio di Citigroup ci parla di una cultura aperta nell’offrire un’opportunità concreta di affermazione alle donne anche nell’olimpo della finanza, sino ad ora considerato di dominio maschile”

  • Jane Fraser ha iniziato la sua carriera in Goldman Sachs per poi debuttare in Citigroup nel 2004

  • Presente solo il 4,2% di donne nelle posizioni di comando delle banche italiane

Il prossimo febbraio Jane Fraser assumerà le redini di Citigroup diventando la prima donna ceo di una grande banca d’investimento americana. Cosa può imparare la finanza italiana dal suo esempio? I dati e il futuro del settore nelle parole di Claudia Segre, presidente della Global Thinking Foundation

Potrebbe sembrare un semplice cambio della guardia, ma sul fronte della parità di genere si presenta come la prima scheggia pronta a scalfire quell’impenetrabile “soffitto di cristallo” che fino a oggi ha bloccato le carriere delle donne di Wall Street. Il prossimo febbraio Jane Fraser assumerà le redini di Citigroup, diventando la prima chief executive officer donna di una grande banca d’investimento americana.

Classe 1967, ha iniziato la sua carriera in Goldman Sachs nel dipartimento mergers&acquisitions di Londra per poi volare in Spagna per Asesores Bursátiles, approdare in McKinsey&Company e debuttare in Citigroup 16 anni fa nella divisione corporate and investment banking. Attualmente direttore generale del colosso americano, succederà a Michail Corbat che, dopo 37 anni in Citi, ha annunciato l’intenzione di ritirarsi e dimettersi dal Consiglio di amministrazione. “Sono estremamente orgoglioso di quello che abbiamo fatto negli ultimi otto anni – ha commentato Corbat – Dalla crisi finanziaria abbiamo completato la nostra trasformazione e siamo emersi come un’istituzione più semplice, sicura e forte. Ho lavorato con Jane per diversi anni e sono orgoglioso che sia lei a succedermi. Con la sua leadership, la sua esperienza e i suoi valori, so che diventerà un ceo eccezionale”. Sulla stessa linea d’onda anche John C. Dugan, presidente del Consiglio di amministrazione, che ha dichiarato che le “capacità di Jane di pensare in modo strategico e di gestire un’impresa rappresentino una combinazione unica che farà del bene all’azienda”.

Fu proprio Jane Fraser a dichiarare nel 2018 alla Cnn di non vedere l’ora di rompere il soffitto di cristallo, una metafora utilizzata per indicare una situazione in cui l’avanzamento di carriera viene bloccato da discriminazioni di origine razziale o sessuale. Una nomina, spiega Claudia Segre, presidente della Global Thinking Foundation, che non resta isolata nel panorama mondiale ma che vede l’Italia ancora indietro nella corsa verso la parità di genere. “Negli ultimi anni sono diverse le donne che son state nominate alla presidenza di importanti banche soprattutto negli Stati Uniti d’America e in pochi altri Paesi, partendo da Karen Peetz nominata nel 2013 alla guida di una banca per la prima volta al mondo come presidente alla Bny Mellon, sino alla più recente nomina di Christine Lagarde alla Banca centrale europea”. Secondo la Segre, tutte le donne che “in questo lasso di tempo hanno conquistato con grinta un posto di comando hanno dimostrato che se è vero che in qualsiasi settore dominato dagli uomini sarà sempre una sfida, impostare una guida con integrità morale ed etica e prendersi cura delle persone aiuta il successo dell’azienda e dei team con risultati misurabili e tangibili nel tempo”.

In Italia solo il 4,2% di donne ai vertici delle banche

Ma la situazione italiana, spiega l’esperta, vede solo il 4,2% di donne nelle posizioni di comando delle banche italiane. Solo nel mondo del credito cooperativo va un po’ meglio con sette donne su 259 istituti con la nomina di presidente o ceo, mentre solo due donne su 20 banche popolari ricoprirebbero una posizione analoga. “Tra le più accreditate manager che stanno lasciando un segno tangibile del loro impegno nel settore sicuramente eccellono la Dott.ssa Rossella Leidi, vice direttore generale e chief wealth and welfare officer di Ubi Banca, e Alessandra Gritti, vice presidente e amministratore delegato di Tamburi investment partners”, dichiara la Segre.

“L’esempio di Citigroup come gli altri provenienti dal mondo anglosassone ci parlano di una cultura aperta nell’offrire un’opportunità concreta di affermazione alle donne anche nell’olimpo della finanza, sino ad ora considerato di dominio maschile”, continua l’esperta, poi conclude: “Per quanto mi riguarda, personalmente ho avuto come guida una madre agente di cambio e ho avuto la fortuna di crescere con la certezza che la sfida si può vincere, facendo la differenza, combattendo il pregiudizio e senza dimenticare che i retaggi culturali che penalizzano la finanza italiana verso una vera uguaglianza salariale e di genere avranno vita breve, perché ormai il soffitto di cristallo è andato in mille pezzi”.

Le top manager della finanza italiana

Nell’ultima classifica di Forbes Italia sulle 100 donne di successo non mancano alcuni volti noti della finanza. Tra questi ricordiamo Paola Corna Pellegrini, ceo di Allianz Partners, Giovanna Della Posta, ceo di Invimit, Enrica Detragiache, vicedirettore della divisione europea del Fondo monetario internazionale, Anna Fasano, presidente di Banca Etica, Elena Lavezzi, head of southern Europe di Revolut, Federica Levato, partner di Bain & Company, Barbara Lunghi, head of primary markets di Borsa italiana, Annapaola Negri-Clementi, managing partner di Negri-Clementi studio legale associato, Francesca Sesia, responsabile marketing di BlackRock Italia, Paola Trecarichi, country manager di HiPay Italia, Claudia Vassena, head di Buddybank, Giovanna Vitelli, vicepresidente di Azimut Benetti, e l’economista Eliana La Ferrara.

A vincere invece i Women in Finance Awards Italy per l’eccellenza femminile nel mondo della finanza organizzati da Borsa Italiana insieme all’Ambasciata Britannica e lo studio legale Freshfields Bruckhaus Deringer nel 2019, sono state Maria Luisa Gota, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram Vita, Laura Oliva, co-fondatrice e amministratore di Ekuota, Camilla Tinari, responsabile capital light bank di Intesa Sanpaolo, Lorena Pelliciari, cfo di FinecoBank, e Michela Del Piero, presidente di CiviBank.

 

Leggi le interviste alle donne della finanza raccolte ogni mese nella sezione Women del magazine di We Wealth:

Rita Annunziata
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