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Coronavirus: Italia, imprese -470 miliardi

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

16 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Ci sono due scenari che ipotizza Cerved. Il primo, più positivo, che vede la fine dell’emergenza coronavirus a maggio 2020. In questo caso le perdite per le aziende sono più ridotte

  • Nel secondo caso l’emergenza durerà fino a dicembre 2020 e ci vorranno sei mesi per riprendersi del tutto. L’impatto economico in questo caso sarà devastante

Secondo l’ultima analisi pubblicata dal Cerved, le imprese italiane saranno messe in ginocchio dal coronavirus. Nello scenario pessimistico le società perderanno 470 miliardi nel 2020 e 172 nel 2021

Persi 470 miliardi di euro nel 2020 e 172 nel 2021. Questo l’impatto che il coronavirus avrà sulle imprese italiane. A stimare l’impatto economico è l’ultimo rapporto pubblicato da Cerved che prevede due scenari ipotetici. Nel primo l’emergenza cornavirus dura fino a maggio 2020. Stimando che ci vorranno due mesi per tornare alla normalità, ci saranno importanti impatti sulle economie mondiali e sull’export. In questo scenario non è però contemplata una crisi finanziaria. Secondo Cerved questo porterà a una perdita per le imprese italiane di 220 miliardi di euro nel 2020 e di 55 nel 2021.

Il secondo scenario analizzato è quello pessimistico. E dunque l’emergenza coronavirus durerà fino a dicembre 2020 e per tornare alla normalità ci vorranno non due, ma sei mesi. Questa dilatazione del virus porterà a un completo isolamento e chiusura da parte dei paesi dell’Ue. L’aspetto positivo è che anche in questo caso non è prevista una crisi finanziaria legata all’emergenza coronavirus. In questo caso le imprese italiane saranno messe ancora più in ginocchio. E si sono stimate perdite per 470 miliardi di euro nel 2020 e 172 nel 2021.

Secondo il report di Cerved ci sono alcuni settori in Italia che risultano essere più colpiti rispetto agli altri. E dunque glialberghi registreranno un calo dal 2019 al 2020 del 37,5%. Agenzie di viaggi e tour operator anche loro in calo del 35,5%. I trasporti aerei anche loro registreranno un -25%. Stessa sorte per l’organizzazione di fiere e convegni. Cali anche per le concessionarie auto del 24,5%, i parrucchieri con il 22,3% e gli autonoleggi (-21,7%).

Dall’altra parte ci sono però settori che registrano un incremento considerevole. E dunque il commercio online registra un +26,3% rispetto al 2019. Seguono a ruota la distribuzione alimentare moderna con un +12,9%, gli apparecchi medicali con un +11%, le specialità farmaceutiche con un +7,8%, gas industriali medicali con un +5,2%, e la produzione ortofrutta con un +2,7%.

Altra analisi fatta da Cerved è a livello geografico, e più nel dettaglio a livello regionale. Nello scenario “positivo”, laLombardia, la regione più colpita dal coronavirus ci saranno perdite per 80 miliardi nel 2020-2021. Nel dettaglio dunque, senza lo shock del coronavirus le imprese della Lombardia avrebbero registrato un fatturato pari a 764,8 miliardi di euro. Nel 2021 si sarebbe arrivati a 780 miliardi di euro. Con il coronavirus il fatturato scende notevolmente. E dunque nel 2020 si registrano entrate per 702,6 miliardi di euro (- 62,1% rispetto al 2020 senza coronavirus) e nel 2021 di 763 miliardi (-17,8% rispetto al 2021 senza il coronavirus).

Nello scenario pessimistico la Lombardia arriverà a perdere 182 miliardi nel 2020-2021 e il Lazio 118 miliardi. E dunque la Lombardia registra, in questo caso specifico, nel 2020 senza coronavirus si registrava un fatturato per le imprese italiane pari a 751,9 miliardi di euro. Nel 2020 con coronavirus le imprese italiane registreranno un coronavirus pari a 634,7 miliardi di euro. Un calo del 130%.

Giorgia Pacione Di Bello
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