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La consulenza indipendente di MoneyFarm

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Livia Caivano
Livia Caivano

20 Giugno 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • MoneyFarm gestisce i risparmi di oltre 27.000 clienti in Italia, Regno Unito e Germania

  • Nel 2017 ha triplicato la sua base clienti

Il modello ibrido di consulenza di MoneyFarm integra tecnologie robo advisor e consulenza tradizionale. Paolo Galvani, presidente e co-fondatore, ci ha spiegato come funziona e in che modo Mifid2 cambierà l’industria

MoneyFarm è la società di gestione del risparmio indipendente fondata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà, che gestisce il patrimonio di oltre 27.000 risparmiatori tra Italia e Regno Unito e che da poco è operativa anche in Germania. Nata nel 2011, nel 2017 ha visto triplicare la sua base clienti e crescere le masse in gestione del 225%. We Wealth ne ha intervistato il presidente e co-fondatore Paolo Galvani per capire a che punto è la consulenza indipendente in Italia e quale ruolo gioca la tecnologia in questo momento storico.

  • Consulenza indipendente: come funziona all’estero e come in Italia?

“Un paragone agevole può essere quello del Regno Unito, dove la consulenza indipendente è ormai il modello prevalente. Da quando la norma Rdr (una norma che condivide i principi di Mifid2, con un approccio ancora piu radicale) è stata introdotta, il panorama della consulenza è cambiato, e anche quello per gli investitori.  Sicuramente la diminuzione dei margini si è fatta sentire, il numero dei consulenti è diminuito, il numero di aziende attive si è consolidato. Credo sia pacifico che oggi i clienti si trovino ad avere a che fare con un contesto migliore rispetto a quello di qualche anno fa: le aziende hanno investito per migliorare il servizio, i costi si sono abbassati, gli standard di trasparenza sono tra i più alti al mondo.  In Italia, la consulenza indipendente resta ancora marginale. Sono convinto che la Mifid2 cambierà le carte in tavola nei prossimi anni.

  • Come cambia l’approccio della clientela alla consulenza?

I clienti riescono a scindere tra la soluzione e il consiglio, si inizia a dare valore alla consulenza e meno allo strumento. Questa tendenza è sicuramente in atto, a vari livelli. Credo che l’industria del risparmio abbia una responsabilità importante, anche da un punto di vista educativo. Come Moneyfarm abbiamo disegnato il nostro modello proprio cercando di superare la logica di prodotto. La tecnologia può aiutare a offrire su ampia scala una consulenza olistica e personalizzata attraverso un modello sostenibile.

  • Che ruolo gioca la tecnologia?

La tecnologia non è semplicemente un’opzione ma è il nuovo minimo comun denominatore del settore dei servizi. La domanda di consulenza cresce e l’ampio uso del digitale (sia nelle operazioni, sia nella distribuzione) permette di colmare questo spazio con una consulenza di qualità, all’altezza delle aspettative degli investitori. Non solo, la tecnologia aiuta a rendere gli investitori (anche quelli con minori conoscenze finanziarie) più coinvolti e consapevoli rispetto alla gestione del proprio risparmio (grazie alla trasparenza e dell’accessibilità totale garantita dalle soluzioni digitali). Crediamo che avere investitori più attivi e coinvolti non solo sia sicuramente un fattore positivo in generale ma sia anche uno stimolo per l’industria per rinnovarsi ed innovare.

  • Vi avvalete di figure professionali esterne?

Il nostro modello non prevede ad oggi figure professionali esterne: le tecnologie che usiamo sono proprietarie e sono sviluppate dal nostro team di sviluppo. L’asset allocation e l’area di consulenza sono realizzate da figure interne. Moneyfarm è stata una delle prime aziende del segmento ad adottare il modello cosiddetto “ibrido”, ovvero l’integrazione tra le tecnologie della robo advisory e la consulenza tradizionale con un professionista interno che viene messo a disposizione dell’investitore durante tutto il percorso di investimento. Quando l’utente si iscrive al servizio, viene invitato a rispondere a un questionario che serve a delineare il suo profilo di investitore e tratti comportamentali rilevanti come la propensione al rischio e la capacità di attraversare fasi di mercato volatili. A questo punto la tecnologia indirizza l’investitore verso una delle linee di gestione offerte da Moneyfarm, percorso che viene perfezionato con l’ausilio del consulente. I portafogli sono gestiti dalla squadra (di persone fisiche) di asset allocation Moneyfarm, che monitora quotidianamente i mercati e determina nel tempo la composizione dei portafogli, ribilanciandoli all’occasione (di solito ogni 3 mesi) e accertandosi che essi rispettino sempre le soglie di rischio predefinite. Tutti i movimenti relativi alle operazioni, ai trade, all’aggiunta fondi e al disinvestimento sono automatizzati. Il sistema si occupa poi di verificare periodicamente che la soluzione di investimento sia ancora adeguata al profilo dell’investitore e, nel caso non lo fosse, segnala la necessità di un intervento.

L’investitore inoltre, nella propria area personale o mediante l’app Moneyfarm, può verificare in tempo reale l’andamento dei suoi portafogli d’investimento e altre informazioni utili e ha un canale di comunicazione diretto con il proprio consulente dedicato.

Livia Caivano
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