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La Cina cavalca l’onda Ipo: miliardari sempre più miliardari

La Cina cavalca l’onda Ipo: miliardari sempre più miliardari

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

23 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • I paperoni toccano quota 878, per una media di cinque nuovi miliardari alla settimana

  • Entro il 2025 oltre 10 imprenditori cinesi potrebbero superare la soglia dei 100 miliardi di dollari di patrimonio

  • Il braccio fintech di Alibaba, Ant Group, ha ottenuto il lascia passare finale della China securities regulatory commission per la doppia Ipo sulle piazze di Shanghai e Hong Kong

I miliardari della Terra del Dragone non sembrano percepire l’urto della crisi pandemica, anzi, stando a una classifica dell’Hurun research institute, il boom di Ipo ne ha rafforzato i patrimoni. In cima alla classifica per il terzo anno consecutivo Jack Ma, co-fondatore di Alibaba

La pandemia non spaventa i miliardari della Terra del Dragone. Secondo la Hengchang Shaofang, Hurun China rich list 2020 dell’Hurun research institute, nell’ultimo anno il boom dei mercati azionari e la raffica di nuove quotazioni ha portato i paperoni a toccare quota 878, per una media di cinque nuovi miliardari alla settimana. Si parla di un patrimonio di 1,5mila miliardi di dollari solo nel 2020, pari alla metà del prodotto interno lordo annuale del Regno Unito, per un totale di 4mila miliardi, più del pil della Germania.

“Il mondo non ha mai visto tanta ricchezza creata in un solo anno”, sottolinea Rupert Hoogewerf, presidente e capo ricercatore di Hurun Report. “L’Hurun China rich list ha registrato più ricchezza creata quest’anno che nei cinque anni precedenti messi insieme, suggerendo che la struttura dell’economia si è evoluta, allontanandosi dai settori tradizionali come la produzione e l’immobiliare”, continua Hoogewerf. Stando alla ricerca, continuando a questo ritmo, entro il 2025 oltre 10 imprenditori cinesi potrebbero superare la soglia dei 100 miliardi di dollari di patrimonio.

Per il terzo anno consecutivo, in particolare, in cima alla classifica si posiziona Jack Ma, co-fondatore di Alibaba, che vanta una fortuna complessiva di 58,8 miliardi di dollari. A sostenere il suo primato hanno contribuito l’Ipo (offerta pubblica iniziale, ndr) di Ant Group e le buone performance registrate da Alibaba, che hanno fatto impennare il suo patrimonio del 45% nonostante abbia accumulato donazioni per 10 miliardi di dollari. Al secondo posto, invece, Pony Ma, co-fondatore di Tencent, che ha visto incrementare la sua ricchezza del 50% a 57,4 miliardi di dollari grazie al business dei giochi della società, all’espansione di WeChat e ai buoni rendimenti di alcuni suoi investimenti. Chiude il podio Zhong Shanshan, il magnate dell’acqua in bottiglia, che raccoglie in pancia 53,7 miliardi di dollari.

Tra i miliardari di spicco nel settore dell’e-commerce si evidenziano anche Wang Xing di Meituan-Dianping, che ha visto quadruplicare i suoi asset a 25 miliardi di dollari scalando la classifica di 52 posizioni, e Wang Wei di Sf Express con un raddoppio da 35,3 miliardi. Per non dimenticare poi Zhou Qunfei di Lens Technology, definita dallo studio come la “regina del touchscreen”, che con un patrimonio da 16,9 miliardi di dollari oggi è una delle donne “self-made” più ricche del mondo.

Intanto, mentre il braccio fintech di Alibaba che gestisce il servizio Alipay (Ant Group) ha ottenuto il lascia passare finale della China securities regulatory commission per la doppia Ipo che darà vita a una delle più grandi operazioni della storia (secondo alcune indiscrezioni raccolte da Reuters il target di raccolta potrebbe toccare i 35 miliardi di dollari), i mercati cinesi si preparano a chiudere l’anno con i fuochi d’artificio. Stando agli ultimi dati di Refinitiv diffusi da Il Sole 24 Ore, da inizio anno si parla di collocamenti di azioni sui listini di Shanghai e Shenzen per un controvalore di 47,5 miliardi di dollari. E le offerte pubbliche iniziali cinesi, in questo contesto, rappresenterebbero il 27% del totale.

Rita Annunziata
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