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Carige vicina al salvataggio. E nei tempi della Bce

Carige vicina al salvataggio. E nei tempi della Bce

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Francesca Conti
Francesca Conti

25 Luglio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il consiglio di amministrazione di Cassa Centrale Banca, candidata a partner industriale di Carige, ha approvato un intervento da 165 milioni di euro

  • Il 30 luglio il consiglio del Fitd dovrà deliberare gli interventi di sua competenza nell’ambito del salvataggio di Carige, tra cui un rafforzamento patrimoniale da 900 milioni

  • I sindacati del gruppo Carige chiedono chiarezza e continuità ai protagonisti del riassetto

Per Carige si delineano i primi tasselli del piano di salvataggio. Appena in tempo per rispettare le richieste della Bce, che aveva chiesto un quadro entro il 25 luglio. I protagonisti del risanamento dell’istituto ligure dovrebbero essere Cassa Centrale Banca e il Fondo interbancario di tutela dei depositi

Per Carige c’è un piano di salvataggio. Appena in tempo per rispettare i patti con la Bce. Anche se mancano alcuni tasselli, i primi pezzi del puzzle che dovrebbe portare l’istituto ligure fuori dal rischio liquidazione sono stati scelti. Il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) e Cassa Centrale Banca (Ccb) hanno infatti trovato la quadra sul piano di salvataggio. Un’intesa che fino al 24 luglio era stata minacciata da divergenze tra i due soggetti, sanate da una notte di riflessione e un’intera giornata di confronto. In extremis rispetto alle tempistiche dettate dalla Bce, che aveva chiesto per il 25 luglio di poter avere un quadro piuttosto chiaro rispetto alle possibilità di un intervento privato per la messa in sicurezza della banca.

Il consiglio di amministrazione di Cassa Centrale Banca – candidata a partner industriale di Carige – ha approvato un intervento da 165 milioni di euro, di cui 65 serviranno per sottoscrivere una quota di poco inferiore al 10% del capitale e 100 finiranno in un bond subordinato Tier 2. Con Ccb, ha scritto il Fitd in una nota, “è in corso un positivo e costruttivo confronto per la definizione dei vari profili dell’operazione nei tempi brevi richiesti dall’Autorità di Vigilanza”. La proposta dovrà passare dal comitato di gestione e dal consiglio del Fondo, la cui convocazione è prevista per il prossimo 30 luglio.

In quell’occasione il Fondo dovrà deliberare anche gli interventi di sua competenza nell’ambito del salvataggio di Carige. Di fatto si tratta del piano di rafforzamento patrimoniale dell’istituto da 900 milioni, di cui 700 in aumento di capitale e 200 di bond subordinati Tier 2. Il Fitd sarà garante dell’intero aumento, al netto dei 65 milioni versati da Ccb e al quale contribuirà per 313 milioni attraverso la conversione del bond subordinato che lo Schema Volontario ha già deliberato di convertire in equity. A conferma del percorso positivo delle trattative, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore starebbe per essere inviata una lettera co-firmata da Fitd e Cassa Centrale indirizzata alla Bce.

Restano invece aperti degli interrogativi sugli altri soggetti che dovrebbero partecipare alla manovra Carige. Il Credito Sportivo ha riconvocato per il 26 luglio un cda per decidere rispetto un possibile investimento in Banca Carige. Il Credito Sportivo, assieme a Medio Credito Centrale, sono i due soggetti pubblici, candidati a rilevare una parte dei 200 milioni di euro di bond Tier 2 che Carige deve emettere nell’ambito della manovra di rafforzamento patrimoniale da 900 milioni di euro.

Cattolica, Mediolanum e Amissima – scrive l’Ansa citando fonti finanziarie – sono solo tre nomi di una lunga lista di investitori istituzionali, una quindicina, che sarebbero stati contattati dagli advisor al lavoro sul piano di rafforzamento patrimoniale di Carige e che potrebbero decidere di sottoscrivere quote del bond Tier 2, i cui rischi sarebbero compensati da rendimenti vicini alla doppia cifra.

“Tutti i soggetti coinvolti nella capitalizzazione si esprimano formalmente con la chiarezza dovuta e che lavorino per una soluzione che vada nella direzione di garantire continuità aziendale e occupazionale al gruppo Carige”, fanno intanto sapere i sindacati interni del gruppo Carige, che si rivolgono a Malacalza Investimenti e agli altri azionisti, il cui via libera in assemblea all’operazione di salvataggio delineata da Fitd e Cassa Centrale sarà cruciale per rendere esecutivo il riassetto.

In una nota congiunta, le segreterie di coordinamento del gruppo bancario auspicano che si vada avanti sulla strada di una “soluzione industriale” per la banca ricordando che i soggetti coinvolti hanno sempre dichiarato di preferire su questo tipo di operazione. A maggio, lo stesso Vittorio Malacalza dichiarò pubblicamente l’appoggio della famiglia a una soluzione industriale e la sua contrarietà a una puramente finanziaria.

Francesca Conti
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