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Carige, la Bce punta ancora su una soluzione privata

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Redazione We Wealth
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23 Maggio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Non sarebbe ancora stata definita una tempistica precisa per trovare un acquirente, ma secondo Reuters i supervisori non sarebbero disposti ad aspettare mesi

  • La Bce è fiduciosa che i commissari di Carige arrivino presto a definire un accordo con un nuovo partner dopo il fallimento delle trattative con BlackRock

Nel futuro di Carige la Bce non vede un salvataggio pubblico. Per l’istituto di Francoforte, l’opzione migliore resta l’ipotesi acquisizione da parte di un privato. Se l’operazione non riuscisse, tuttavia, si passerebbe alla liquidazione

L’ipotesi salvataggio pubblico diCarige non piace alla Bce, che per il futuro dell’istituto ligure auspica ancora un acquirente privato. Se nessuna soluzione di mercato dovesse poi verificarsi, l’Autorità di vigilanza bancaria europea guarda alla procedura di liquidazione. Non sarebbe stata definita una tempistica precisa per trovare un acquirente, riferisce ancora Reuters, ma secondo una fonte i supervisori non sarebbero disposti ad aspettare mesi. Altre quattro fonti vicine alla situazione riferiscono che i supervisori europei, comunque, non hanno fretta di staccare la spina.

La Bce è fiduciosa che i commissari Fabio Innocenzi, Raffaele Lener e Pietro Modiano arrivino presto a definire un accordo con un nuovo partner dopo il fallimento delle trattative con BlackRock. “La supervisione si basa interamente sugli amministratori temporanei perché perseguano i loro sforzi per trovare una soluzione privata” spiega un portavoce dell’Eurotower. Secondo fonti interpellate sempre da Reuters, Carige sarebbe troppo piccola per indurre il governo italiano alla ricapitalizzazione precauzionale, peraltro già prevista dalla legge, e un intervento di questo natura non si giustificherebbe perché la banca sarebbe poco redditizia a lungo termine. Per la Bce, questa ricostruzione sarebbe stata frutto di “speculazioni“.

Intanto spunta l’ipotesi di un bonus fiscale fino a 700 milioni di euro in caso di fusione. All’interno del decreto Crescita, infatti, ci sarebbe un emendamento che permetterebbe a Carige di usufruire di un bonus fiscale accessibile solo nel caso in cui venisse fusa con una banca piccola. È su questa operazione che si starebbero concentrando i lavori per la salvezza dell’istituto ligure, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. Questo scenario potrebbe raccogliere il consenso anche del primo socio della banca, la famiglia Malacalza, che vuole continuare ad avere un ruolo nell’istituto e si è già espressa per una soluzione di tipo “industriale”. I tre commissari straordinari di Carige starebbero ancora cercando un investitore privato che possa chiudere l’aumento di capitale da 730 milioni.

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