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Banco Bpm, lascia il dg. I conti del I° trimestre non brillano

08 Maggio 2019 · Francesca Conti · 3 min

  • La decisione di Faroni segue la sospensione del manager dello scorso febbraio, collegata alla vicenda dei diamanti

  • Tra gennaio e marzo 2019 l’utile netto di Banco Bpm ha perso il 32,6% su base annua, fermandosi a 150,5 milioni di euro

Poche ore prima della pubblicazione dei conti del I° trimestre, il dg Maurizio Faroni ha rassegnato le dimissioni. L’utile dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna, intanto, si ferma a 150,5 milioni ma supera le attese degli analisti

L’annuncio è arrivato in tarda serata: il direttore generale di Banco Bpm, Maurizio Faroni ha rassegnato le dimissioni “per giusta causa essendo venuto meno da parte mia il rapporto di fiducia”. Poche ore prima della pubblicazione dei conti trimestrali dell’istituto, l’addio del direttore generale di Banco Bpm non è stata una sorpresa. La decisione di Faroni segue la sospensione del manager dello scorso febbraio, collegata alla vicenda dei diamanti, venduti a prezzi gonfiati rispetto al loro valore reale. I numeri del primo trimestre, comunque, non hanno brillato.

Le dimissioni dei manager

Il board di Banco Bpm, si legge in una nota dell’istituto, ha inoltre deliberato la risoluzione del rapporto di lavoro dell’ex responsabile Pianificazione eMarketing Retail, Pietro Gaspardo, e ha preso atto delle intervenute dimissioni dell’ex responsabile compliance, Angelo Lo Giudice, per pensionamento e con decorrenza primo maggio 2019. Anche per loro era stata disposta la sospensione cautelare dal servizio. Il consiglio di amministrazione dell’istituto “non ha riconosciuto la sussistenza dell’asserita giusta causa e ha deliberato di formulare le opportune riserve in ordine all’applicazione delle previsioni di malus e di claw-back previste nelle politiche di remunerazione nei confronti del direttore generale e degli altri due dirigenti”.

Sia la risoluzione del rapporto di lavoro del direttore generale che quella degli altri due dirigenti “non comportano l’erogazione di specifiche indennità o compensi”. Le deleghe attribuite al direttore generale “vengono esercitate, a partire dalla data di efficacia del provvedimento di sospensione cautelare, dall’amministratore delegato della banca”. Il board dell’istituto fa sapere inoltre che “sulla base delle informazioni disponibili, alla data odierna (7 maggio ndr), Faroni possiede 133.501 azioni della banca”.

I conti del primo trimestre

Tra gennaio e marzo 2019 l’utile netto dell’istituto ha perso il 32,6% su base annua, fermandosi a 150,5 milioni su base annua, rispetto al risultato netto di 223,3 milioni realizzato nel corrispondente periodo dello scorso anno. Il primo trimestre del 2018, spiega la banca, aveva però beneficiato “della plusvalenza derivante dall’operazione di riorganizzazione del comparto bancassurance”. Al netto delle componenti non ricorrenti il risultato del primo trimestre 2018 era stato pari a 38,6 milioni. I proventi operativi sono scesi dell’8,9% a 1,06 miliardi di euro. L’utile netto è di poco superiore al consensus di Bloomberg, che si attendeva profitti per 144 milioni di euro, mentre i ricavi sono leggermente inferiori agli 1,12 miliardi attesi dagli analisti. In flessione del 4,4% a 670,5 milioni gli oneri operativi, per un rapporto cost/income salito al 63%. Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 phased in è al 13,7%, il fully phased all’11,8%.

Positivo il dato sulla raccolta diretta dell’istituto, che alla fine del primo trimestre si attesta a 103,1 miliardi, in crescita dell’1,6% rispetto al trimestre precedente e dello 0,1% su base annua. La banca sottolinea un “trend particolarmente positivo di conti correnti e depositi a vista (+8,1% a/a e +3,3% nel 1T)”. Il primo trimestre 2019 “evidenzia anche una crescita dei Certificate a Capitale-protetto (+8,6%)”.

Il totale della raccolta indiretta, invece, si attesta a 89,4 miliardi, segnando una flessione dello 0,9% su base annua ma una ripresa rispetto al trimestre precedente (+3,2%),” grazie alle migliori condizioni dei mercati finanziari”. Bene anche il risparmio gestito che segna un +2,4% rispetto al trimestre precedente a quota 57 miliardi. Il valore è tuttavia in flessione (-1,9%) rispetto ai 58,1 miliardi del primo trimestre 2018. Il risparmio amministrato segna un incremento del 4,8% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% su base annua a quota 32,4 miliardi.

Francesca Conti
Francesca Conti
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