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Abi, diminuiscono le attività finanziarie delle famiglie italiane

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Redazione We Wealth
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14 Maggio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • I dati evidenziano come le attività finanziarie delle famiglie in Italiane sono pari a 4.244 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2018, con un decremento su base annua del 2,4%

  • 1.172 miliardi di euro i titoli a custodia presso le banche italiane a marzo 2019, di cui il 23,8% detenuti direttamente dalle famiglie consumatrici

Secondo l’ultimo report pubblicato dall’Associazione bancaria italiana le attività finanziarie delle famiglie italiane sono diminuite rispetto al 2017

Le attività finanziarie delle famiglie italiane sono diminuite del 2,4% nel terzo trimestre del 2018, rispetto allo stesso trimestre del 2017. Positive le assicurazioni ramo vita e i fondi pensione e Tfr. In negativo invece i fondi comuni, le obbligazioni, le azioni e partecipazioni. Dall’analisi, fatta dall’Associazione bancaria italiana emerge come le attività finanziarie delle famiglie in Italiane siano pari a 4.244 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2018, con un decremento su base annua del 2,4%. Dall’analisi dell’Abi emerge dunque come siano in crescita del 2,9% le monete e i depositi bancari. La quota di questo aggregato sul totale delle attività finanziarie delle famiglie risulta essere pari al 32,5% (in aumento rispetto al 30,8% di un anno prima). Le assicurazioni ramo vita, fondi pensione e Tfr hanno segnato una variazione positiva del 2,3% (la quota di questo aggregato risulta pari al 22,9%). In flessione risultano invece le obbligazioni, che hanno segnato un -13,3% segno condiviso sia dalla componente bancaria (-38%) sia da quella pubblica (-8%). La quota di questo aggregato sul totale delle attività finanziarie delle famiglie risulta essere pari all’6,9% (7,8% nel precedente anno). Per quanto riguarda le azioni e partecipazioni, queste risultano essere in diminuzione del -11,7% su base annua. Sul totale delle attività finanziaria risultano invece essere pari al 21,6% del totale delle (in diminuzione rispetto al 23,8% di dodici mesi prima). Le quote di fondi comuni sono in diminuzione del -0,8%, su base annua, e risultano pari al 12% delle attività finanziarie delle famiglie (in lieve crescita rispetto all’11,8% dello stesso periodo dell’anno precedente).

Risparmio amministrato e gestito

Secondo il report ci sono circa 1.172 miliardi di euro i titoli a custodia presso le banche italiane a marzo 2019, di cui il 23,8% detenuti direttamente dalle famiglie consumatrici. Gli ultimi dati sulla consistenza del totale dei titoli a custodia presso le banche italiane pari a circa 1.172,3 miliardi di euro a marzo 2019 (15 miliardi in più rispetto ad un anno prima) mostrano come essa sia detenuta per circa il 23,8% direttamente dalle famiglie consumatrici (+0,3 la variazione annua), per il 23% dalle istituzioni finanziarie (+4,2%), per il 44,3% dalle imprese di assicurazione (+4% la variazione annua), per il 4,4% dalle società non finanziarie (-19,9%) e circa il 2,8% è detenuto dalle amministrazioni pubbliche e dalle famiglie produttrici. I titoli da non residenti, circa l’1,7% del totale, hanno segnato nell’ultimo anno una variazione di -20,4%.

Il 2019

Il patrimonio dei fondi aperti di diritto italiano ed estero a marzo 2019 risultano essere in aumento, collocandosi intorno ai 1.005 miliardi di euro (+6,1 miliardi rispetto al mese precedente). Questo patrimonio è composto per il 24,4% da fondi di diritto italiano e per il restante 75,6% da fondi di diritto estero. Rispetto a marzo 2018, vi è stata una riduzione di 10,7 miliardi di fondi azionari, 15 miliardi di fondi obbligazionari, 209 milioni di fondi hedge, cui ha corrisposto un aumento di 6,2 miliardi di fondi flessibili, 6,3 miliardi di fondi monetari e 16,6 miliardi di fondi bilanciati. La quota dei fondi bilanciati sia salita dal 9,8% di marzo 2018 all’11,4% di marzo 2019, quella dei fondi flessibili è passata dal 24,6% al 25,2%, quella dei fondi monetari dal 2,9% al 3,5% mentre la quota dei fondi obbligazionari è scesa dal 39,9% al 38,3% e quella dei fondi azionari dal 22,4% al 21,3%. La quota dei fondi hedge è rimasta invariata allo 0,4%.

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