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Un solo partner per tutte le operazioni

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

16 Luglio 2020
Tempo di lettura: 7 min
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L’acquisizione di Charles River da parte di State Street ha permesso di dare vita a una soluzione che supporta le attività di back, middle e front office lungo tutte le fasi del ciclo d’investimento, dall’analisi del portafoglio alla custodia

Consentire al cliente di “focalizzarsi sulla generazione di alfa”. È questo il vero valore aggiunto delle soluzioni offerte da Charles River, piattaforma di front e middle office. Automatizzando e semplificando il processo di investimento degli investitori istituzionali – dalla gestione del portafoglio alla negoziazione, fino al post-trade e alla compliance – la piattaforma consente agli investment manager, agli asset owner, agli hedge fund di concentrarsi sulla generazione di rendimenti per i loro investitori, sulla gestione del rischio e sul rispetto degli obblighi normativi.

“Serviamo oltre 300 clienti in tutto il mondo, con oltre 30mila professionisti del settore che quotidianamente usano la nostra piattaforma. Per quanto riguarda l’Europa forniamo servizi ad importanti player nel mercato italiano” spiega a We WealthGavin Lavelle, managing director della regione Emea di Charles River. In 30 anni di attività, l’azienda è riuscita a costruirsi una base clienti in tutto il mondo, con significativi investimenti di R&D sulla piattaforma. Questi investimenti sono aumentati dal 2018, in coincidenza con l’acquisizione della società da parte di State Street, annunciata ad ottobre dello stesso anno.

L’unione tra le due realtà ha permesso di integrare le soluzioni di front e middle office di Charles River con le funzionalità di middle, back office e custodia di State Street, andando a coprire l’intera catena del valore attraverso un’unica soluzione front to back. Una novità in cui State Street ha fatto da pioniere. “Dall’annuncio della nuova piattaforma” spiega infatti Lavelle “molti dei nostri concorrenti hanno cercato di emularci con le loro strategie front to back e penso che sia la conferma del fatto che State Street abbia avuto il vantaggio di muoversi per prima in questo campo”, fornendo così un supporto a tutto tondo in tutte le fasi del ciclo di investimento istituzionale.

Parola d’ordine “interoperabilità”. La piattaforma, che opera con una tecnologia ad architettura aperta, consente infatti ai clienti una flessibilità tale da permettere loro di scegliere quale parte della catena del valore desiderano affidare in outsourcing. Inoltre, consente ai clienti di accedere alle piattaforme di risk analytics, liquidity venues e data provider preferiti e utilizzare le depositarie di loro scelta. Lavelle passa poi in rassegna tre dei maggiori trend che attualmente coinvolgono gli operatori del settore, spiegando come la piattaforma front to back, sviluppata e integrata a livello di gruppo, si inserisca perfettamente nell’attuale scenario di mercato.

In primis, il passaggio alla gestione passiva e l’evoluzione degli etf con la conseguente pressione al ribasso sui costi e sulle commissioni. Attraverso la soluzione di Charles River e State Street, spiega Lavelle, “possiamo ridurre i costi infrastrutturali dei nostri clienti”.Il secondo trend che sta prendendo sempre più piede è quello della sostenibilità. “Forniamo molte analisi sui dati Esg e dal punto di vista degli investimenti crediamo che sia un fattore di crescita nel mercato e che la soluzione di Charles River può gestire”. Infine, la transizione verso il cloud è un altro elemento chiave di crescita del mercato che Charles River ha abbracciato, in quanto “crediamo che possa aiutarci a ridimensionare le risorse, ridurre i costi ed essere molto più efficienti dal punto di vista operativo”, ha affermato Lavelle.

Virginia Bizzarri
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