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T. Rowe Price: nasce il fondo US High Yield Bond

T. Rowe Price: nasce il fondo US High Yield Bond

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

08 Maggio 2018
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  • La Sicav lussemburghese di Rowe Price coglie le opportunità attuali di investimento insite nell’inefficiente mercato dei bond ad alto rendimento Usa.

  • Loome, gestore del fondo, è in realtà una vecchia conoscenza della società.

T. Rowe Price è un asset manager globale indipendente fondato a Baltimora nel 1937, con un patrimonio in gestione pari a $1.023 miliardi. Il fondo Us high yield bond è stato aggiunto alla gamma della sua Sicav lussemburghese. Il fondo è guidato dalla lunga esperienza di Kevin Loome.

T. Rowe Price è un asset manager globale indipendente fondato a Baltimora nel 1937, con un patrimonio in gestione pari a $1.023 miliardi. Da poco, ha  aggiunto il fondo Us high yield bond alla gamma della sua Sicav lussemburghese. Il fondo è guidato dalla lunga esperienza di Kevin Loome,    gestore di fondi obbligazionari.

Loome e il suo team di investimento composto da cinque persone sono entrati a far parte di T. Rowe Price Group Inc. lo scorso anno. In precedenza, avevano lavorato per Henderson Global Investors (North America) Inc. Poi, è stato proprio T. Rowe Price ad acquisire il fondo comune statunitense gestito da Loome. Per quest’ultimo del resto non si tratta di una novità, avendo già trascorso oltre un decennio nel gruppo tra il 1996 e il 2007.

Per gestire il fondo Us high yield bond, Loome utilizza un processo di selezione dei titoli obbligazionari rigoroso, di tipo bottom-up. Insieme con una ricerca lungimirante e certosina, esso sfrutta le inefficienze del mercato obbligazionario ad alto rendimento degli Stati Uniti.

Il gestore si affida alla selezione dei titoli del credito come principale generatore di guadagno. L’approccio flessibile all’investimento soregge l’intero spettro della struttura del capitale.

Loome ha commentato: “Gli Stati Uniti rimangono il mercato ad alto rendimento più ampio e più liquido al mondo. Offrono agli investitori l’esposizione a una sezione trasversale di società a piccola e media capitalizzazione che rappresentano le radici dell’economia statunitense. I settori sono quello energetico, delle telecomunicazioni, industriale e dei servizi al consumatore”.

“Questa combinazione di settori differisce invece dall’Europa, dove le banche più piccole rappresentano ancora una parte significativa del mercato”.

“Aiutate dal miglioramento del contesto economico nazionale, le società statunitensi che emettono bond ad alto rendimento hanno beneficiato di flussi di cassa più solidi e di migliori fondamentali aziendali. Di conseguenza, il tasso di default del 2% per il mercato high yield degli Stati Uniti è all’incirca pari alla metà della media storica“.

Il mercato high yield delle obbligazioni Usa ad alto rendimento continua ad essere piuttosto concentrato, con solo 20 emittenti a rappresentare circa il 20% del debito in essere.

Caratteristica che Loome ritiene ideale per essere sfruttata dai gestori attivi di maggiore esperienza. Aggiunge: “Le obbligazioni statunitensi ad alto rendimento continuano a rappresentare un terreno fertile per gli investitori alla ricerca di utili, ma vi sono una serie di aree del mercato che risultano più affollate”.

“I gestori attivi in grado di scavare nei segmenti più piccoli e meno trafficati potranno sovraperformare in modo significativo nei prossimi anni”.

Infine, conclude: “In questo momento è anche importante per gli investitori prestare una maggiore attenzione al rischio di credito, poiché siamo alle ultime fasi di un ciclo espansivo di questa asset class.

Con i tassi di interesse in continuo rialzo, è probabile che i default aumenteranno rispetto agli attuali bassi livelli. Come sempre, sarà di cruciale importanza selezionare in maniera attiva i titoli per evitare gli emittenti deboli”.

 

Teresa Scarale
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