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Julius Baer, i deflussi di Kairos minacciano la raccolta

Julius Baer, i deflussi di Kairos minacciano la raccolta

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Francesca Conti
Francesca Conti

19 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nei primi 10 mesi del 2019 la raccolta netta di nuovi fondi di Julius Baer è cresciuta di poco meno del 3%

  • Per l’intero 2018 la raccolta del gruppo era cresciuta del 4,5%. Nella prima metà dell’anno la crescita era stata pari al 3,2%

  • “La raccolta di asset ha visto un forte slancio nei nostri mercati principali, sebbene sia stata parzialmente compensata da venti contrari temporanei e da deflussi deludenti dai fondi di Kairos”, ha spiegato il neo amministratore delegato di Julius Baer, Philipp Rickenbacher

I deflussi della controllata italiana Kairos impediranno molto probabilmente a Julius Baer di rispettare i propri obiettivi di raccolta per il 2019. A dirlo è la stessa private bank svizzera, presentando i risultati dei primi 10 mesi

La banca svizzera Julius Baer non riuscirà molto probabilmente a centrare il target di una crescita del 4-6% della nuova raccolta 2019. La causa? I deflussi della controllata italiana Kairos. I continui deflussi dalla boutique di gestione patrimoniale, infatti, uniti a un certo numero di uscite manageriali di rilievo negli ultimi quattro mesi si sono tradotti in un peso non indifferente sui flussi registrati dal gruppo.

A dirlo è la stessa private bank svizzera, in una nota che accompagna la pubblicazione dei risultati dei primi 10 mesi del 2019. Tra gennaio e ottobre 2019 la raccolta netta di nuovi fondi è cresciuta di poco meno del 3%. Un risultato che si confronta con la crescita del 4,5% registrata per l’intero 2018 e con il 3,2% messo a segno nella prima metà dell’anno e che rende improbabile che il gruppo riesca a raggiungere il proprio obiettivo di raccolta alla fine di quest’anno.

“La raccolta di asset ha visto un forte slancio nei nostri mercati principali, sebbene sia stata parzialmente compensata da venti contrari temporanei e da deflussi deludenti dai fondi di Kairos”, ha spiegato il neo amministratore delegato di Julius Baer, Philipp Rickenbacher.

“Allo stesso tempo – ha aggiunto – la società si sta muovendo verso una struttura più agile, in linea con il nostro annuncio di inizio di ottobre, e il gruppo manageriale sta lavorando ai piani strategici per garantire una crescita sostenibile a medio termine”.

Julius Baer ha contemplato la vendita di Kairos, ma a fine agosto – non trovando un accordo con Mediobanca – ha dichiarato di voler mantenere la proprietà dell’asset manager italiano, ritenendo che un allineamento operativo più approfondito e una collaborazione più stretta tra le due società rappresentino la migliore strada verso un duraturo sviluppo di successo di Kairos.

Alla fine di ottobre, comunque, il patrimonio gestito (AuM) del gruppo bancario privato svizzero ammontava a 422 miliardi di franchi alla fine di ottobre, con un aumento da inizio anno di circa il 10%. Julius Baer stima infine che i risultati del 2019 saranno colpiti dalla svalutazione dell’avviamento finanziario della controllata Kairos che porterà un onere non-cash di circa 90 milioni di euro.

Francesca Conti
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