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JP Morgan pronta allo sbarco in Cina. Ma a caro prezzo

JP Morgan pronta allo sbarco in Cina. Ma a caro prezzo

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Francesca Conti
Francesca Conti

05 Luglio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo le indiscrezioni per acquistare il 2% della joint venture cinese, JP Morgan dovrebbe investire circa 35,1 milioni di dollari

  • La società – così come gli altri possibili acquirenti – avranno tempo fino al 26 luglio per presentare la propria offerta

  • In base al premio del 33%, la società cinese sarebbe valutata circa 1,7 miliardi di dollari

L’asset manager americano JP Morgan ha tempo fino al 26 luglio per presentare la sua offerta per il 2% della sua joint venture cinese China International Fund Management, diventandone azionista di maggioranza. Ma per la quota – secondo quanto riferisce il Financial Times – la società Usa dovrebbe pagare circa un terzo in più rispetto al valore attuale

Trentacinque milioni di dollari valgono la gloria di essere il primo asset manager straniero a entrare a pieno titolo nel mercato del risparmio cinese? La risposta spetta a JP Morgan, che ha la possibilità di diventare l’azionista di maggioranza della sua joint venture cinese China International Fund Management, ma a caro prezzo. Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times e da Cnn Business, infatti, l’asset manager statunitense – già proprietario del 49% della società – rischia di pagare il 2% necessario a detenere la maggioranza della società cinese con un premio del 33%. Tradotto in cifre, si tratta di un esborso complessivo di circa 35,1 milioni di dollari.

JP Morgan detiene già il 49% della società cinese, che sarebbe stata valutata complessivamente 1,3 miliardi di dollari (9 miliardi di yuan). Così come altri possibili offerenti, avrà tempo fino al 26 luglio 2019 per presentare la propria offerta di acquisto della quota mancante. Ma il prezzo di offerta minimo per la quota del 2% è stato fissato a 35,1 milioni di dollari. Una cifra che porterebbe l’intera società ad essere valutata circa 1,7 miliardi di dollari (12 miliardi di yuan), un terzo in più rispetto al valore attuale. Il colosso a stelle e strisce non ha voluto commentare le indiscrezioni, ma in passato aveva dichiarato di voler aumentare la propria partecipazione nella joint venture.

Le banche internazionali stanno guardando con sempre maggiore interesse alla Cina, dove 1,4 miliardi di persone nel 2018 avevano asset finanziari investibili del valore di 20.000 miliardi di dollari, secondo i dati di PwC. Si prevede che questo valore aumenterà fino a 26.000 miliardi di dollari entro la fine del 2020. Nonostante le recenti iniziative del governo cinese per aprire il settore agli investimenti esteri, i nuovi arrivati devono affrontare numerose sfide, tra cui numerosi ostacoli normativi e una radicata concorrenza locale.

La Cina dallo scorso anno permette agli asset manager internazionali di possedere fino al 51% di gestori locali. Fino ad oggi nessun gruppo straniero ha fatto domanda alla Securities Regulatory Commission cinese per potere salire al 51%. JP Morgan Asset Management potrebbe quindi fare da apripista alle società internazionali. Secondo un report di Morgan Stanley e della società di consulenza Oliver Wyman, i ricavi provenienti da attività collegate alla clientela cinese salirebbero da 5,3 mila milioni di dollari a 9,3 milioni di dollari nel 2023.

Francesca Conti
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