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Interpretare una sostenibilità “imperfettamente compresa”

Interpretare una sostenibilità “imperfettamente compresa”

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Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

19 Novembre 2020
Tempo di lettura: 5 min
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Le tematiche Esg sono ormai la chiave degli investimenti. Restano però alcuni nodi critici da sciogliere: la sostenibilità è ancora “imperfettamente compresa”, spesso sottostimata e sottoanalizzata. Inoltre, non tutte le tematiche Esg pesano allo stesso modo. Come fare?

Transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Riduzione dell’impatto ambientale delle attività produttive. Promozione di una crescita più equa e inclusiva per garantire la tenuta delle società e degli ecosistemi. Sono questi i fattori determinanti per plasmare un futuro migliore. A sottolinearlo è Marco Barbaro, general manager per l’Italiadi  Bnp Paribas Asset Management.

Transizione Energetica, sostenibilità ecologica ed equità. Perché puntare su queste tre “E” e perché in quest’ordine?

Come investitore responsabile puntiamo l’attenzione su quei temi e fenomeni che riteniamo cruciali per la sostenibilità del sistema economico globale e, soprattutto, sui quali possiamo intervenire nel nostro ruolo di gestore, influenzando positivamente gli operatori economici e le autorità pubbliche. Anche se non applichiamo una “gerarchia” a queste tre aree chiave di intervento, non vi è dubbio che la transizione energetica, nell’imminenza dei problemi legati al cambiamento climatico, rappresenta una priorità assoluta.

Ed è anche un’opportunità importante per gli investitori: molti fattori spingono nella direzione di questo cambiamento epocale, fattori non solo di carattere normativo ma anche di natura tecnologica e geopolitica.

“Non puoi gestire ciò che non misuri”: partendo da questo presupposto, quali sono i parametri chiave per includere un’azienda in portafoglio?

La nostra architettura di valutazione Esg è fondamentale per il nostro approccio agli investimenti sostenibili. Essa copre più di 12 000 emittenti, fornisce approfondimenti per aiutare i nostri gestori di portafoglio a individuare le performance delle aziende su questioni materiali Esg, le quali poi vengono integrate nell’analisi a supporto delle decisioni. Abbiamo optato per una metodologia proprietaria che eviti alcuni difetti spesso riscontrati nelle soluzioni offerte in outsourcing, come l’eccessivo numero di metriche, che rendono la valutazione finale difficilmente decifrabile, o la sovraponderazione degli elementi di trasparenza rispetto all’effettiva performance Esg.

Questione di engagement, quindi. Come impostate il rapporto con le aziende in cui investite?

Bnp Paribas Am svolge il proprio ruolo di azionista in modo attivo, ritenendo che un dialogo costruttivo con le imprese consenta di migliorare i processi di investimento e gestire meglio i rischi a lungo termine. Ciò comporta contatti regolari con le società emittenti, in cui poniamo l’accento sulla creazione di valore a lungo termine, e un attento esercizio del diritto di voto. L’engagement si realizza però anche sul piano pubblico: incontriamo funzionari pubblici per discutere degli impegni e delle politiche Esg a livello nazionale, e collaboriamo a stretto contatto con altre società di gestione patrimoniale e con organizzazioni della società civile al fine di offrire un contributo positivo ad un’economia inclusiva e a basse emissioni di carbonio.

Ormai da anni Bnp Paribas Am porta avanti la propria mission in materia di investimenti sostenibili: quali obiettivi vi prefissate per il futuro?

Nel 2019, con l’inaugurazione della nuova strategia globale per la sostenibilità, ci siamo dotati di una roadmap precisa per il triennio 2019 – 2022, contraddistinta da una serie di indicatori di risultato. I primi passi di questo percorso sono stati già compiuti. Abbiamo integrato l’analisi Esg in tutte le nostre strategie di investimento attive, non solo quelle dei fondi Sri. Abbiamo realizzato un programma di formazione interno chiamato Esg Champions – inteso a creare una rete di esperti sia a livello centrale che locale – e cominciato a interagire anche con i broker in merito al loro ruolo nella generazione di liquidità per i cosiddetti attivi verdi.

Nell’ambito del nostro impegno verso la trasparenza informativa, abbiamo recentemente incluso nelle factsheet dei nostri fondi internazionali gli indicatori di impronta carbonio e scoring medio Esg del portafoglio in relazione al benchmark.

(Articolo tratto dal numero di novembre del magazine We Wealth)

Gloria Grigolon
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