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I piani di espansione di Mfs in Italia: parla Baron

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

03 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • In Italia, Mfs è presente con un ufficio e una persona dal 2007; nel 2020 raggiungerà un setup ideale di otto persone

  • Oltre ad Allianz Bank, tra gli altri accordi vanno menzionati: Fineco, Fideuram, Deutsche Bank Retail, Deutsche Bank wealth management e CheBanca

La società ha appena sottoscritto un contratto di distribuzione con Allianz Bank Financial Advisors. Intervista ad Andrea Baron, managing director Italy di Mfs Investment Management

Procede ad ampio ritmo il piano di espansione del gruppo Mfs Investment Management, che oggi ha siglato con Allianz Bank Financial Advisors un contratto di distribuzione che consentirà agli investitori privati di sottoscrivere il Mfs Meridian funds – prudent capital fund attraverso le unit linked challenge pro e challenge private, le piattaforme di Darta Saving life Assurance, una società del gruppo Allianz.

Il fondo può investire in azioni, titoli di debito di società di alta qualità e fruire della flessibilità offerta da altri strumenti, quali liquidità e derivati, che permettono di attenuare il rischio di ribasso riducendo contemporaneamente l’esposizione di mercato complessiva. La strategia prevede, infatti, un portafoglio composto per il 50-90% da azioni globali, per lo 0-40% da liquidità o strumenti a breve termine equivalenti e per il 10-30% da credito globale.

“Siamo lieti di lavorare con il team di Mfs al fine di mettere a disposizione dei nostri consulenti finanziari (oltre 2.300 professionisti, ndr) questo nuovo fondo, una strategia basata sul giusto equilibrio tra la preservazione e la creazione di ricchezza”, ha commentato Mario Ruta, direttore commerciale di Allianz Bank Financial Advisors. Dello stesso avviso Andrea Baron, managing director, Italy di Mfs Investment Management, che ha spiegato che Prudent Capital prende decisioni basate sui fondamentali dei titoli, senza risentire dei rumor di mercato o dei rischi comportamentali legati a un benchmark, il che ne fa una strategia popolare per gli investitori che prediligono un rendimento totale a lungo termine.

Ma quali sono i piani di sviluppo del gruppo Mfs? We Wealth lo ha chiesto direttamente a Baron.

Voi siete una società Usa, approdata in Italia qualche anno fa: come si siete mossi nel nostro paese e quali sono i prossimi step?

Siamo una società americana fondata nel 1924 e in Usa copriamo tutti i canali di distribuzione, dalla parte istituzionale fino al puro retail. Vista l’esperienza degli Stati Uniti, abbiamo deciso di seguire una nuova strategia di espansione retail a livello globale, anche in Europa, partendo dall’Italia, un mercato dove la parte del canale di distribuzione delle reti è un qualcosa di unico e in forte crescita ed espansione. In questo contesto, vogliamo cercare di diversificare sia la struttura dei nostri clienti sia soprattutto i fondi che abbiamo a disposizione, riuscendo a coprire un po’ tutte le asset class: abbiamo, infatti, un’offerta che varia sia dal cliente istituzionale fino al cliente retail: parliamo di multiasset, obbligazionario ma anche azionario.
Per quanto riguarda l’Italia, siamo presenti con un ufficio e una persona dal 2007 e nel 2020 raggiungeremo un setup ideale di otto persone. Dopo esserci concentrati soprattutto sulla parte dei professional buyer (quindi gestori di fondi di fondi, wealth management, private banking), il passo successivo è stato quello di diversificare la base di clientela e la linea dei prodotti offerti con la parte retail.

Quali sono i vostri partner in Italia?

Siamo una realtà che sta crescendo in modo molto dinamico. Solo per fare qualche nome, lavoriamo molto bene con Fineco da circa 5 anni e con Fideuram da 3-4 anni. Quest’anno poi abbiamo firmato delle partnership strategiche con Deutsche Bank Retail e con Deutsche Bank wealth management, con CheBanca e ora siamo partiti con Allianz.
E non ci fermeremo qui: il traguardo ovviamente è quello di riuscire a coprire un po’ tutte le realtà vuoi attraverso le unit vuoi attraverso il collocamento diretto o appunto i prodotti futuri che verranno offerti. Sono in corso infatti dei colloqui anche con altre realtà: eventuali annunci, però, non avverranno nel brevissimo, ma non nei prossimi mesi.

Cos’è che vi differenzia dai vostri competitor?

Quello che piace è la nostra piattaforma di ricerca globale dove tutti gli analisti danno degli input ai gestori, che – a loro volta – in precedenza avevano iniziato come analisti. Questo fa sì che ci sia un ottimo rapporto di fiducia tra le varie parti. Inoltre, siamo molto bravi nella downside protection, quindi nel cercare di limitare i danni, anche alla luce del fatto che pensiamo di essere sempre più vicini alla fine del ciclo economico, anche se non sappiamo quando si verificherà e quanto durerà.

Come sta andando quest’anno?

Quest’anno ha sorpreso un po’ tutti, sia dal punto di vista dell’equity, sia soprattutto dal punto di vista dei bond. Non dimentichiamo che all’inizio dell’anno, soprattutto negli Stati Uniti, venivamo da un 2018 con un aumento dei tassi di interesse. E tutte le aspettative erano per un proseguimento su questa scia o meglio ancora un ritorno alla normalizzazione. Sicuramente, però, non ci aspettavamo una inversione di tendenza. Invece, il nuovo messaggio che è passato è che forse non ci si deve più preoccupare dell’inflazione ma soprattutto di sostenere l’economia: quindi, al via il taglio dei tassi in America, con l’Europa sotto zero e una situazione caratterizzata da circa 15 mila miliardi di dollari a livello globale di titoli governativi e una esplosione da 0 a 500 miliardi di titoli corporate con tassi negativi, Quindi siamo in un contesto storico senza precedenti, soprattutto sulla parte corporate dove diventa difficile fare previsioni e soprattutto posizionarsi nei portafogli.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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