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Da Ssga, il segreto negli investimenti è nella diversity

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

08 Marzo 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Per restare oggettivi quando si prendono decisioni d’investimento, il modo migliore è di inserire criteri di obiettività nel processo di investimento stesso

  • I vantaggi di un investimento value con approccio quantitativo

  • Ecco i settori su cui puntare e quelli da evitare secondo Ssga

Gli investitori di sesso femminile tendono a giudicare il successo in base al raggiungimento degli obiettivi, mentre gli investitori di sesso maschile sono più propensi a giudicare il successo in base alla performance rispetto a un indice di riferimento. Il punto di vista di Olivia Engel di State Street Global Advisors (Ssga)

“Il genere è solo una dimensione da considerare quando pensiamo alla composizione di un team di investimento che sia altamente performante e diversificato”. Ecco il punto di vista di Olivia Engel, cio, active quantitative equities, State Street Global Advisors (Ssga).

Fotografia di Olivia Engel, cio, active quantitative equities, State Street Global Advisors (Ssga)
Olivia Engel, cio, active quantitative equities, State Street Global Advisors (Ssga)

Engel, quali sono le sue caratteristiche distintive nell’attività di investimento e/o analisi?

Fondamentalmente sono un investitore value, forse perché durante i miei anni di formazione ho lavorato in un team concentrato prevalentemente sul value, e questo ha avuto una forte influenza sul mio percorso. Sono però anche una grande sostenitrice dell’investimento quantitativo, in quanto ho una certa affinità con le cose che si possono misurare, e non mi fido dei bias comportamentali. È molto difficile essere oggettivi in una professione che prevede così tanta soggettività e, ogni giorno, vedo che anche noi siamo soggetti a dei pregiudizi comportamentali. Ricordo di essermi innamorata della prima azienda che abbia mai studiato – tutto quel tempo passato a elaborare modelli, visitare l’azienda, intervistare il management e molto altro ancora… Per restare oggettivi quando si prendono decisioni d’investimento, il modo migliore è di inserire criteri di obiettività nel processo di investimento stesso. Possiamo creare metriche oggettive per misurare la qualità aziendale, il sentiment di mercato, la valutazione, fare previsioni su migliaia di aziende, e possiamo sfruttare i bias comportamentali altrui piuttosto che subirli.

Secondo lei quali sono le caratteristiche distintive delle professioniste in ambito lavorativo e in particolare nel mondo della finanza?

Un’interessante ricerca condotta dal Center for Applied Research (CAR) di State Street ha evidenziato alcune differenze di genere nel mondo degli investimenti. A mio avviso, uno degli aspetti più interessanti provati dalla ricerca è che gli investitori di sesso femminile tendono a giudicare il successo in base al raggiungimento degli obiettivi, mentre gli investitori di sesso maschile sono più propensi a giudicare il successo in base alla performance rispetto a un indice di riferimento. Non è la stessa cosa e ritengo che gli obiettivi siano l’elemento più importante su cui concentrarsi. La ricerca mostra anche che il genere è solo una dimensione da considerare quando pensiamo alla composizione di un team di investimento che sia altamente performante e diversificato. L’equilibrio e le diverse prospettive sono dei fattori molto importanti, che vanno oltre le differenze di genere e abbracciano per ciascun membro del team la cultura, il percorso di studi, la personalità, il paese di origine, la lingua madre, e molto altro ancora! Idealmente, tutti questi aspetti in un team di investimento devono essere molto diversificati, al fine di minimizzare il pensiero di gruppo e massimizzare la creatività nella ricerca.

Parliamo di outlook per il 2019. Su cosa puntare e cosa invece evitare?

All’interno dei mercati azionari a livello globale, il nostro processo di investimento prevalentemente di tipo bottom up ha identificato buone opportunità value in aziende fornitrici di servizi sanitari in Nord America e Giappone, compagnie di assicurazione in Europa, aziende di servizi pubblici in Europa e Asia e imprese di trasporti in Nord America. Tendiamo a evitare investimenti nei retailer online, nelle aziende del beverage, biotecnologie, software e servizi IT perché nella maggior parte delle aree geografiche summenzionate, sembrano tutti piuttosto costosi.

Stefania Pescarmona
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