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Con la silver economy si fanno affari d’oro

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Laura Magna
Laura Magna

04 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 5 min
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  • Previdenza e sanità sono messe sotto pressione dal rapido invecchiamento della popolazione, soprattutto nel mondo occidentale. Ma in tutti business che si sviluppano intorno ai bisogni degli over 65 – dalla domotica, alla e-health, ai viaggi e al benessere – esistono interessanti opportunità di investiment

  • In Europa, secondo uno studio della Commissione la silver economy valeva 3.700 miliardi di euro nel 2015 e, calcolando una crescita annua del 5%, raggiungerà i 5.700 miliardi di euro nel 2025. A livello globale, il valore è stimato in 15mila miliardi di euro

  • La pandemia ha fatto nascere temi inediti, come il forte incremento dell’interesse delle persone più anziane per uno stile di vita attivo da condurre in un bel posto, circondati dalla natura, dagli amici e dalla famiglia, ma lontano dalle zone affollate

L’inarrestabile trend dell’invecchiamento demografico nel 2020 ha portato il gruppo degli over 65 a superare gli under 5 per la prima volta nella storia dell’umanità. I più anziani hanno aspettative di vita sempre maggiori e, almeno nella prima parte della terza età, spendono in benessere e viaggi oltre che in sanità. Ecco quali settori ne beneficeranno sempre di più nel prossimo futuro

 

Guadagnare cavalcando l’onda d’argento. La silver Economy, ovvero tutti i business che si sviluppano attorno ai bisogni delle persone di età superiore ai 65 anni, è una interessante frontiera d’investimento. Perché è un mercato in crescita forzata, come suggeriscono inequivocabilmente i dati demografici di tutto il mondo industrializzato:gli over 65 in Europa passeranno dal 29,6% del 2016 al 51,2% nel 2070 (fonte: Eurostat). In Italia, il Paese più vecchio del Continente, secondo una ricerca condotta da Tendercapital e Censis, oggi ci sono 13,7 milioni di anziani, il 22,8% della popolazione. Non è un caso che l’Oms ci collochi insieme a Giappone e Germania nel cluster dei “super-anziani”, in cui più di una persona su cinque ha superato i fatidici 65.

Quanto vale la silver economy

Un esercito di nuovi consumatori che hanno davanti almeno meno venti anni di bisogni da soddisfare, diversi a seconda dello stato di salute e della condizione economica.
Domotica, telemedicina, nutrition e salute in senso lato, ma anche turismo e leisure: la silver economy è in realtà composta da una gamma di settori molto variegata e mutevole.  Con un valore che solo in Europa, secondo uno studio condotto per conto della Commissione Europea, ammonta a 3.700 miliardi di euro nel 2015 e, calcolando un potenziale di crescita annuo del 5%, raggiungerà i 5.700 miliardi di euro nel 2025. A livello globale, si stima un valore di 15.000 miliardi di euro.

L’invecchiamento è inarrestabile in tutto il mondo

Quello da cui partono i gestori di fondi è appunto il dato demografico. “Sotto molti aspetti, il 2020 è stato un anno orribile e al contempo straordinario – dice a We Wealth Henk Grootveld, PM of Golden Age di Lombard Odier IM – Dal punto di vista dell’invecchiamento della popolazione, per la prima volta nella sua storia il nostro pianeta conta più abitanti di età superiore ai 65 anni rispetto a quelli con meno di 5 anni. Negli ultimi decenni, l’aspettativa di vita è aumentata di 100 giorni all’anno. Inoltre è già nata la prima persona che raggiungerà i 150 anni e, mi dispiace dirlo al genere maschile, ma molto probabilmente è una donna”.

Polizze e assicurazioni sulla cresta dell’onda

L’invecchiamento demografico pone certamente la società di fronte a delle sfide. È impensabile ottenere una pensione interamente erogata dallo Stato a partire dai 65 anni d’età. “Dunque è acclarato che sarà necessario risparmiare di più per un pensionamento più lungo – suggerisce Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments – Consideriamo ad esempio la Cina, dove il rapido invecchiamento della popolazione ha spinto la società a riflettere sull’assistenza agli anziani. Il risultato è un’urgente necessità di commercializzazione del mercato pensionistico, che, secondo un recente rapporto di McKinsey, si tradurrà in opportunità di crescita per alcune società di servizi finanziari. Benché la Cina rappresenti un caso eccezionale per dimensioni e composizione demografica, altri paesi sviluppati e in via di sviluppo si confrontano con pressioni simili”.
Un altro settore che beneficia dell’invecchiamento demografico è quello assicurativo, “poiché gli anziani acquistano varie forme di copertura, dall’assicurazione di viaggio alla polizza vita.
Stando ai dati di Swiss Re Sigma, nel 2019 il mercato cinese delle assicurazioni vita ha registrato un tasso di espansione del 15,9%”.

La sfida della sanità

La seconda sfida è quella relativa alla sanità: nei Paesi Ocse, poco meno del 10% del Pil finisce in media nella spesa medica. Gli Stati Uniti guidano da sempre e di gran lunga questa classifica (17% circa), con una spesa media di oltre 10mila dollari pro capite in un anno.
“La situazione di emergenza vissuta per la pandemia ha aperto gli occhi su quanto poco si sia investito in ambito sanitario nel corso degli ultimi anni soprattutto nei Paesi con le finanze pubbliche sotto stress e ha accesso i riflettori sul settore – afferma Paolo Paschetta, country head di Pictet Am – Non solo perché si spera in esiti positivi delle ricerche per cure e vaccini contro il Covid, ma anche perché è evidente a tutto il mondo che i sistemi sanitari nazionali debbano essere rinforzati. In termini di investimenti, il focus di breve periodo, quello per certi versi più opportunistico e tattico, si focalizza principalmente sulle biotecnologie, quindi su quelle aziende che sono in fase avanzata nella ricerca sui vaccini e sulle terapie per il COVID-19”. Il focus di lungo periodo è altrettanto importante. “Guardando al futuro, poniamo grandissima attenzione al segmento della diagnostica, al med tech, alla medicina digitale e alla robotica applicata alla medicina. Il digital health, per esempio, è un tema sicuramente destinato a crescere in maniera rilevante”.

Il boom dell’e-health

“Ci aspettiamo che l’ondata digitale del settore healthcare ci porterà una migliore assistenza sanitaria, con costi anche molto più bassi grazie alle cure connesse, a una migliore diagnostica basata sui dati e al cambiamento degli stili di vita – aggiunge ancora Grootveld, il gestore di Lombard Odier – Per gli investitori, il tema dell’e-Health offre grandi opportunità di crescita, insieme alle piattaforme pensionistiche che possono trarre vantaggio dall’evoluzione dei sistemi pensionistici. Inoltre, a causa dei crescenti timori legati a una pandemia, continuiamo a vedere un forte incremento dell’interesse delle persone più anziane per uno stile di vita attivo da condurre in un bel posto, circondati dalla natura, dagli amici e dalla famiglia, ma lontano dalle zone affollate”.

… ma anche attività ricreative, viaggi e benessere

Secondo Eric Labbé, thematic equity portfolio manager di Cpr Am (Gruppo Amundi), “un investimento tematico nella silver economy passa attraverso il prisma dei consumi della popolazione senior: si tratta di investire in aziende che soddisfano le loro esigenze specifiche, che vanno ben oltre l’assistenza sanitaria e la non autosufficienza. I neopensionati che sono ancora in buona salute spendono anche in attività ricreative e legate al benessere”.
Mentre il settore del benessere è stabile, altri comparti come i viaggi e il tempo libero hanno enormemente sofferto della crisi legata al Covid. “Sia per gli alberghi che per le compagnie aeree il recupero sarà molto lento e si stima che i livelli del 2019 non saranno raggiunti rispettivamente prima del 2023 e del 2024 – spiega Labbé – Considerando che le strutture di ospitalità e i viaggi legati a motivi di business dovrebbero diminuire strutturalmente con l’ampia e rapida adozione delle videoconferenze, gran parte di questo recupero dovrebbe ancora essere attribuito alla popolazione senior”.

Per quanto riguarda il tempo libero, le attività all’aperto hanno altrettanto perso terreno sotto i colpi del virus, ma ora “stiamo cominciando a riposizionarci su alcuni segmenti, per esempio il golf. Al contrario, il segmento del fai-da-te si è dimostrato resiliente. Per quanto riguarda i media, abbiamo mantenuto posizioni principalmente sui canali televisivi con abbonamento a pagamento che hanno sofferto meno dei canali pubblici tradizionali, le cui entrate sono state influenzate dal calo della spesa pubblicitaria delle aziende”.

 

(Articolo tratto dal magazine We Wealth di gennaio 2021)

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Laura Magna
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