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Cathie Wood, è la migliore stock picker del mondo?

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

01 Marzo 2021
Tempo di lettura: 5 min
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  • Orizzonti temporale a cinque anni, analisi intersettoriale, idee di crowdsourcing, focus su aziende tech ad alto potenziale di innovazione sono alcuni dei segreti di Cathie Wood, fondatrice e ceo di Ark Investment

  • Il fondo Ark Innovation ha performato lo scorso anno il 140%, ben di sopra al mercato – lo S&P 500 si è fermato al 21% – ed ad ogni altro gestore

Molti pensavano, numeri alla mano, che l’era della gestione attiva fosse finita: Cathie Wood è stata l’eccezione del 2020. Il suo fondo Ark innovation, battendo indici e gestori, ha restituito un ritorno del 140%

Cosa hanno in comune Tesla, Square, bitcoin e Shopify? Sono azioni roventi e frizzanti, direbbe qualcuno: corretto. Ma c’è anche dell’altro: sono tutti titoli che sono stati benedetti da Cathie Wood, la star selezionatrice di titoli e fondatrice di Ark Investment Management. Il fondo “disruption innovation” di Wood ha registrato un guadagno del 140% nell’ultimo anno, surclassando il 21% del mercato azionario statunitense.

I cinque segreti di Ark

L’etf Ark Innovation ha lasciato nella polvere indici e gestori: dallo S&P 500, indice di riferimento per il mercato azionario, statunitense al Berkshire Hathaway, il conglomerato gestito da Warren Buffett, un leggendario selezionatore di titoli che notoriamente era solito evitare il tipo di società che Wood invece predilige: aziende tecnologiche dalla difficile valutazione. È quanto emerge da un articolo di Quartz, giornale online statunitense di informazione economica e politica, che evidenzia come il successo di Wood sia da attribuirsi a una capacità superiore di guardare oltre l’andirivieni a breve termine del mercato e cercare di anticipare ciò che accadrà tra cinque anni o più. La ricetta del successo di Ark sarebbe fatta di soli cinque ingredienti.

  • Invece di analizzare il mercato attraverso i settori, Ark afferma di esaminare i settori trasversalmente concentrandosi su cinque tecnologie chiave, o “piattaforme”: intelligenza artificiale, stoccaggio di energia, robotica, sequenziamento del DNA e tecnologia blockchain.
  • Wood afferma che Ark sta cercando solo aziende coinvolte in “innovazioni dirompenti”
  • Il capo della ricerca di Ark afferma di costruire tutte le previsioni da zero, piuttosto che basarsi su proiezioni di terze parti (come le società di consulenza)
  • Ark afferma di modellare le sue previsioni sui cinque anni: “Poiché il costo della tecnologia sta diminuendo così drasticamente, la dimensione del mercato può essere notevolmente diversa tra cinque anni rispetto a quest’anno”
  • Ark afferma che il suo ecosistema di ricerca è aperto: l’azienda pubblica le sue idee di investimento online e si aspetta di vedere questi temi dibattuti e stressati da altri sui social media
Cathie Wood
Performance del Ark Innovation rispetto a S&P 500 e Berkshire Hathaway. Fonte: Quartz

La gestione attiva è rara, ma ancora possibile

Il successo di Wood è risaltato soprattutto alla luce del fatto che, a detta di molti, l’era della gestione attiva è ai capitoli di coda, e gli asset manager rockstar alla Warren Buffet o alla Ray Dalio, per citarne due, sono ormai figure rilegate al passato. Investire in fondi indicizzati a basso costo è dunque la strategia d’investimento migliore. Un’opinione, la cui diffusione, è certificata dai numeri. A marzo 2020, i cosiddetti fondi passivi rappresentavano circa la metà delle attività in fondi azionari. Nel 1995 tale percentuale era al 5%.  Il successo di Wood è stato così ampio che non è passato inosservato e gli investitori le hanno dato fiducia. Secondo ETF.com, al 19 febbraio ARK è risultato essere il settimo emittente di etf, con quasi $ 60 miliardi di asset in gestione. Per Bloomberg, la performance è stata riflesso in parte della scommessa su Tesla (nel 2018 quando le azioni valevano 300 dollari Wood aveva previsto che sarebbero salite fino a 4000 dollari: ora vengono scambiate a 3600 dollari) e sull’acquisto di società, il cui core business era il sequenziamento del dna.

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I migliori asset manager di sempre. Fonte: Quartz

Il pericolo di essere una stella cadente

La domanda è se è fortunata – spinta da una bolla finanziaria che un giorno scoppierà – o se Wood abbia davvero il tocco magico. Nel fornire una risposta il tempo è sempre galantuomo. Soprattutto ora che, a detta di molti, sono attesi forti ribassi legati alle alte valutazioni e ad un ritorno dell’inflazione. E non solo: la recente perdita in borsa di Tesla del 22 febbraio ha causato gli investitori un deflusso di circa mezzo miliardo di dollari dal fondo per l’innovazione di ARK, secondo i dati di Refinitiv. Inoltre, è molto probabile che ora i gestori sconfitti cercano di capire cosa fa funzionare ARK. Se gli orizzonti temporali di cinque anni, l’analisi intersettoriale e le idee di crowdsourcing sono davvero ciò che offre a Wood e al suo team un vantaggio, i concorrenti lo copieranno, rischiando di rilegare Wood alla schiera di prestigiatori la cui uscita di scena è stata tanto breve quanto la loro comparsa. Tra questi Quartz ricorda John Paulson, il quale ha guadagnato miliardi di dollari anticipando la crisi dei mutui subprime, e Meredith Whitney, diventata una star analyst dopo aver correttamente previsto nel 2007 che Citigroup avrebbe dovuto affrontare una carenza di capitale. In entrambi i casi il decennio seguente è stato fatto di rendimenti poco brillanti.

Lorenzo Magnani
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