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Bond market (al femminile): è ancora tempo di investire?

Bond market (al femminile): è ancora tempo di investire?

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Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

03 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • C’è sempre un’opportunità nel bilanciare il proprio portafoglio con una componente obbligazionaria

  • Il comparto del fixed income è molto ricco: il mercato si compone infatti di una parte più sicura, che contempla i titoli di Stato (europei e statunitensi in primis), e una parte più interessante, rappresentata dal mercato privato

  • In Carmignac due terzi delle masse sono co-gestite da donne

Più che chiedersi se sia ancora il momento di investire in bond, la domanda che ognuno dovrebbe porsi è: quali sono le alternative che offre oggi il mercato nel suo complesso?

Il mercato dei bond ha il privilegio di poter contare sul supporto delle banche centrali, che l’hanno reso ancora più sicuro rispetto al passato. Certo, non mancano e non mancheranno fasi fisiologiche di discesa e ripresa, che possono però essere utilizzate per posizionarsi in maniera strategica. L’intervista a Rose Ouahba, fund manager e head of the fixed income di Carmignac.

Qual è la domanda più ricorrente di questo 2020?

“La domanda che ogni anno mi sento ripetere è: ‘E’ ancora l’anno dei bond?’. La mia risposta è sempre la medesima: da un punto di vista del profilo di rischio, c’è sempre un’opportunità nel bilanciare il proprio portafoglio con una componente obbligazionaria” ha commentato Ouahba, aggiungendo: “Quando raggiungi una fase di fine ciclo economico, ciò che può proteggerti da un eventuale rischio di recessione è proprio il mercato dei bond”.

In un contesto di mercato incerto, come orientarsi nel mercato dei bond?

“Complessivamente considerato, il comparto del fixed income è molto ricco: il mercato si compone infatti di una parte più sicura, che contempla i titoli di Stato (europei e statunitensi in primis), e una parte più interessante, rappresentata dal mercato privato. Di questa classe fanno parte obbligazioni investment grade, titoli high yield”, ma anche “distressed debt”, debito in sofferenza, e “strumenti strutturati”, attività a rendimento variabile, che nascono dalla combinazione di un’obbligazione ordinaria con uno o più contratti derivati.

“Vediamo infine opportunità nei cosiddetti clo, collateralized loan obligation” strumenti di debito appartenenti alla categoria degli abs (asset backed securities).

Dove cercare rendimento a livello obbligazionario?

“Ciò che è bene ricordare è che il mercato obbligazionario non è solo il tasso corrisposto. Le persone tendono spesso a fare confusione tra cosa può farti guadagnare e cosa no: possiamo dire che investire nel bund tedesco garantisca una perdita certa se si detiene il titolo fino a scadenza. Spesso non si considerano però i movimenti di breve, che possono ad esempio portare i tassi ad un livello ancora inferiore rispetto a quello attuale (con prezzi a rialzo): al detentore di bond, in tal caso, spetta infatti un capital gain”.

Facile a dirsi, meno a realizzarsi però…

“Purtroppo sì: ragionare su tassi di interesse negativi, che siano quelli di un’obbligazione statale o quelli applicati da un istituto centrale” ha commentato Ouahba “è certamente meno facile e immediato da comprendere tra i risparmiatori”.

Quale domanda dovrebbe farsi oggi il risparmiatore medio?

“Più che chiedersi ‘è ancora il momento di investire in bond?’ la domanda che ognuno dovrebbe porsi è: quali sono le alternative che offre oggi il mercato nel suo complesso?”. Dopo dieci anni di rialzi incontrastati per il mercato dell’equity e trent’anni di bull market obbligazionario, “riuscire a bilanciare una componente azionaria con una di reddito fisso (anche alternativo) credo sia la migliore delle soluzioni”.

Entrando nello specifico dell’operatività, ad esempio, “ciò che più mi piace del Carmignac Patromoine è il fatto che offre accesso a più tematiche, difficili da valutare singolarmente per una per un cliente individuale. Non si tratta solo delle opportunità di investimento, ma anche delle capacità di gestire l’intero spettro dei rischi, valutandoli in maniera olistica”.

Quali sono stati i maggiori ostacoli affrontati nel corso della sua carriera?

“Quando penso alla mia carriera, l’ostacolo più grande che mi sono trovata a superare non si lega a qualche particolare dinamica del mercato, ma ad un ambiente, quello finanziario che, specie qualche anno fa, era disabituato ad essere trattato dalle donne. Credo che per lavorare serenamente” ha aggiunto l’esperta, “sia necessario avere un confronto diretto, sentirsi integrati ed apprezzati, essere valorizzati secondo un sistema di merito e spronati perseguendo un obiettivo comune, chiaro all’azienda. In Carmignac”, dove due terzi delle masse sono cogestite da donne, “è stato così: all’interno dei diversi team di gestione si discute, si espongono le proprie idee, si prendono in considerazione le valutazioni di ognuno senza pregiudizio.

Gloria Grigolon
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