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Bond Compass, il nuovo report di State Street Global Advisors

29 Ottobre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • Una panoramica per comprendere il sentiment degli investitori

  • Le prime previsioni sulle tendenze a medio-lungo termine

L’ultimo nato in casa State Street vuole essere un supporto indispensabile per tutti gli investitori in obbligazioni. Ogni tre mesi, l’asset manager illustrerà andamento dei flussi e delle posizioni in portafoglio

Da oggi gli investitori in obbligazioni hanno uno strumento in più per orientarsi: Bond Compass. Si tratta dell’ultimo asso nella manica di State Street Global Advisors, asset manager mondiale specializzato nell’obbligazionario. Gestisce infatti 336 miliardi di dollari di asset obbligazionari in 90 strategie, con esposizione su oltre 40 paesi e 30 diverse valute.

Le caratteristiche del report

Il Bond Compass sarà pubblicato con cadenza trimestrale. Utilizzerà le ricerche proprietarie di State Street Global Markets. L’obiettivo del report è quello di rappresentare un quadro dei flussi obbligazionari a livello globale. Oltre a questo, illustrerà gli indicatori delle posizioni detenute nell’ultimo trimestre. Tutto ciò attraverso l’utilizzo di un campione di 10.000 miliardi di dollari di asset, equivalenti al 10% dei titoli obbligazionari globali in circolazione. A tal fine, il Bond Compass offrirà informazioni esclusive sui posizionamenti di portafoglio degli investitori, sulla base degli indicatori sui flussi obbligazionari e delle posizioni.

Bond Compass: l’analisi

L’analisi mostra le posizioni attualmente detenute dagli investitori in una varietà di strumenti obbligazionari e offre una panoramica di come si sono spostati i flussi nell’ultimo trimestre. Questi dati forniscono una profonda comprensione del sentiment degli investitori e consentono agli osservatori di comprendere quale sia il loro reale posizionamento, riducendo le interferenze dei mercati. Il contrasto tra le posizioni esistenti e le recenti tendenze di acquisto ci permette di interpretare le prospettive degli investitori sulla loro esposizione futura.

Ottimismo sulla crescita a lungo termine

“Dai nostri parametri emerge che, nonostante la recente volatilità, gli investitori rimangono cautamente ottimisti sulla crescita a medio termine”. Sono le parole di Michael Metcalfe, responsabile globale Macro strategy di State Street Global Markets. “I flussi obbligazionari indicano che, secondo gli investitori, l’inflazione è ampiamente favorevole. E, attualmente, non sono eccessivamente preoccupati per le prospettive inflazionistiche, trend confermato anche dai dati sull’inflazione online di inizio ottobre. Stiamo assistendo a una rivalutazione del rischio e a una modifica delle posizioni lungo tutta la curva. Ma non vediamo massicci acquisti difensivi. Se a ciò si aggiunge qualche modesto investimento nell’area del credito, i flussi sembrano indicare che gli investitori a lungo termine non sono ancora preoccupati”. 

Le esposizioni sono state adeguate al rischio

“Gli investitori istituzionali hanno adeguato le proprie esposizioni al rischio, riducendo una parte del loro sottopeso nella porzione più piatta della curva negli Stati Uniti, alla ricerca di una maggiore ripidità”. A parlare è Antoine Lesné, responsabile Strategia e Ricerca Emea di Spdr Etfs. 

“È interessante notare che, nonostante le indicazioni di mercato sulla crescita dei salari comincino a minacciare il ritmo dell’incremento dei tassi negli Stati Uniti, non stiamo assistendo a forti acquisti con funzione di protezione dall’inflazione. Se da un lato non si sono verificati scambi massicci dovuti al risk off, dall’altro dobbiamo ancora capire se la propensione al rischio selettiva degli investitori resterà intatta nella seconda metà dell’ultimo trimestre, quando tipicamente le allocation diventano più dinamiche e si assiste a un consolidamento della volatilità”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale