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Asset management globale: calo di 3 mila miliardi di dollari

21 Agosto 2019 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • Gli asset manager dovranno puntare sulla tecnologia nel prossimo (immediato) futuro se non vogliono soccombere

  • Inoltre, sono due le strade che caratterizzeranno il mondo dell’asset management: piccolo boutique o grandi conglomerati. Le società di medie dimensioni, senza specializzazioni, saranno penalizzate

Secondo l’ultimo report pubblicato dal Boston Consulting Group nel 2018 il valore delle attività gestite è sceso del 4%, rispetto all’anno precedente, registrando un calo di tre mila miliardi di dollari

L’asset management globale cala di tre mila miliardi di dollari nel 2018. L’ultimo rapporto pubblicato dal Boston Consulting Group mostra infatti come nell’ultimo anno il settore dell’asset management globale ha registrato il primo calo significativo dal 2008. Nel 2018 il valore delle attività gestite è infatti diminuito del 4% a livello mondiale, scendendo a 74,3 bilioni di dollari rispetto ai 77,3 dell’anno precedente. Un’inversione di tendenza che ha annullato alcuni dei benefici del 2017, quando l’AuM globale era aumentato del 12%.

Lo scorso anno, sottolinea il report, i nuovi flussi netti sono stati di 944 miliardi di dollari, al di sotto dei 2,15 bilioni del 2017. Nella prima metà del 2019 si registra però un miglioramento. Ma per gli asset manager è il momento di pianificare il futuro. Le prospettive del prossimo decennio indicano volatilità in crescita e concorrenza più serrata, anche da parte di nuovi attori. Da dove verranno dunque le opportunità? Dalla tecnologia, che può portare ad incrementare l’efficienza fino al 30%, insieme alle scelte strategiche su economie di scala.

Alla base delle strategie di successo per gli asset manager del prossimo decennio ci sarà dunque la tecnologia, in particolare sottolinea l’analisi i big data e gli analytic. Il digitale aiuterà le società ad aumentare l’efficienza dal 15% al 30%. Al momento però la strada è ancora lunga dato che le imprese del settore mancano di capacità tecnologiche. Secondo un sondaggio del Boston consulting group sui gestori patrimoniali, solo il 20-30% (oggi) può essere classificato capace di investire con convinzione in un’ampia gamma di soluzioni digitali.

Tornando al report,  la formula per il successo negli anni ’20 avrà due direzioni, con gli asset manager chiamati a scegliere tra: le “boutique alpha”, piccoli operatori molto focalizzati che possono raggiungere ottimi guadagni massimizzando la capacità d’investimento. O i grandi player che fanno distribuzione su un mercato di massa, capaci di gestire oltre mille miliardi di dollari in AuM e di offrire una gamma completa di prodotti. Verranno dunque penalizzate le vie di mezzo: le società di medie dimensioni, poco specializzate e non in grado di sfruttare le economie di scala.

A livello di mercati, la Cina diventerà il secondo mercato dopo gli Stati Uniti, superando l’Europa. Inoltre, colossi come Google e Amazon dovranno fare le loro mosse all’interno del mercato finanziario (Esempio: Alibaba è entrato nella gestione patrimoniale e ha stretto partnership di distribuzione con operatori locali ed esteri).

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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