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Aqa Capital sbarca in Italia e va a caccia di professionisti

Aqa Capital sbarca in Italia e va a caccia di professionisti

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Francesca Conti
Francesca Conti

09 Ottobre 2018
Tempo di lettura: 5 min
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  • Aqa offre servizi personalizzati come la creazione di fondi Ucits e alternativi Aif

  • Per Alessandro Beggio: “L’Italia è un mercato dominato dalle grosse reti e banche dove il servizio di gestione patrimoniale discrezionale di matrice anglosassone ed elvetico non è così sviluppato”

  • I prossimi passi saranno rivolti al Nord Europa con in programma l’apertura di un altro ufficio

La società fondata a Malta nel 2015 apre a Milano la sua prima sede nazionale, puntando su clienti istituzionali e private. Il team italiano presenta al momento 6 professionisti, ma l’obiettivo è quello di arrivare a 10 entro i prossimi 12 mesi

La società di asset e wealth management maltese Aqa Capital approda sul mercato italiano. Aqa apre infatti a Milano la sua prima sede nel Belpaese, rivolgendosi sia a clienti private che istituzionali come banche, family office e intermediari. La società, che è anche ManCo service indipendente di respiro internazionale, è nata a Malta nel 2015 dall’esperienza di un gruppo di professionisti con track records diversi e complementari e l’obiettivo comune di offrire ai clienti un servizio di alto standing qualitativo sul modello svizzero e anglosassone a costi competitivi.

Aqa Capital offre servizi personalizzati di investment manager e management company, come la creazione di fondi Ucits e alternativi Aif in ambito mobiliare, private equity, real estate, arte e club deal, tagliati su misura delle esigenze del cliente.

“La scelta di sviluppare anche il mercato italiano ha origine proprio dalla decennale esperienza in ambito wealth management e asset management di noi soci, convinti che anche in Italia fosse necessario e importante sviluppare un modello di servizio evoluto, dedicato alla clientela istituzionale e private”, commenta Alessandro Beggio, capo della divisione wealth management di Aqa Capital.

“L’Italia è un mercato dominato dalle grosse reti e banche dove il servizio di gestione patrimoniale discrezionale di matrice anglosassone ed elvetico non è così sviluppato. Il nostro modello prevede una pluralità di soggetti coinvolti, con il cliente come baricentro che sceglie la banca depositaria e Aqa Capital che agisce con un mandato di gestione personalizzato disegnato su misura sul cliente”, sottolinea il manager.

Alessandro Beggio, capo della divisione wealth management di Aqa Capital
Alessandro Beggio, capo della divisione wealth management di Aqa Capital

Beggio ricorda che in ambito wealth management la società adotta “un modello che si basa su principi semplici: estrema trasparenza, condivisione, costi competitivi: lo identifichiamo con la parola ‘partnership’, che per noi significa soprattutto condivisione del modus operandi con i clienti, a costi competitivi e con meccanismi ad incentivo con performance fee sui risultati conseguiti”.

Attenzione maniacale al servizio e al risultato e grande focus sul passaggio generazionale inteso come maggior consapevolezza e conoscenza delle dinamiche finanziarie e dell’innovazione tecnologica da parte dei clienti: questi in estrema sintesi i cardini su cui si poggia il progetto di Aqa Capital. “Non crediamo all’estremizzazione della tecnologia, ma crediamo ad un perfetto connubio tra aspetto relazionale, competenza e utilizzo dei nuovi mezzi che costituiscono un fondamentale supporto e un aiuto quotidiano al nostro lavoro”, sottolinea ancora il manager di Aqa.

L’esperienza italiana parte con un team strutturato di 6 professionisti. La guida operativa e di direzione generale è composta dall’amministratore delegato Christian Manicaro, dal capo della divisione wealth management Alessandro Beggio e da Gabriele Rossi, capo della divisione asset management.

Sono inoltre presenti Franco Quartero, branch manager e consulente finanziario, con precedenti esperienze anche come gestore di rete in Unicredit Sim, Xelion , Fineco e poi nel private equity, settore energy e rinnovabili; Cristiana Brocchetti, business developer e consulente finanziario che ha lavorato anche in Lehman Brothers, Hsbc, Collins Stewart, Abaxbanx, a Londra e Milano ed è stata board member di Alba Private Equity; Alessandro Peluso, consulente finanziario che vanta consolidate esperienze in Banca Profilo, Anthilia, Campisi a Milano; Antonio Midolo, consulente e business development per canali istituzionali esteri, che ha lavorato anche in SanPaolo, Symphonia, Fideuram; Paolo Vicentini, analista, ha avuto lunghe esperienze nelle gestioni patrimoniali e di fondi, anche in Fortis Bank, Edmond de Rothschild e Zenit; Rosa Paparella, con funzioni di office manager e segreteria.

La branch italiana, autorizzata da Banca d’Italia, sta proseguendo l’attività di selezione e reclutamento di professionisti e si pone l’obiettivo di inserire almeno altri 10 private banker nei prossimi 12 mesi, con meccanismi a incentivo con performance fee sui risultati conseguiti. I prossimi passi saranno rivolti al Nord Europa con in programma l’apertura di un altro ufficio.

“Il nostro logo – si legge sul sito della società – incorpora il colore International Klein Blue che riflette anche l’era da cui prendiamo il nostro nome, ovvero ‘the Age of Aquarius’. Categorizzato da modernità, innovazione e indipendenza, Age of Aquarius riecheggia i nostri obiettivi: essere indipendenti da banche e istituzioni, per mantenere trasparenza con i nostri clienti, adattarsi costantemente al mutamento dell’ambiente di mercato”.

Francesca Conti
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