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2021, focus sull’economia reale. La strategia di Eurizon

2021, focus sull’economia reale. La strategia di Eurizon

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Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

22 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 3 min
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Diversificare e allungare l’orizzonte temporale del portafoglio, coerentemente con le proprie esigenze d’investimento, inserendo prodotti che supportano l’economia reale e allo stesso tempo presentano interessanti agevolazioni fiscali. Ecco come orientarsi sul mercato italiano dei Pir

Nonostante l’anno difficile, i prodotti che investono in Pmi italiane hanno conseguito nel 2020 performance mediamente migliori nell’ambito dei fondi specializzati sul mercato azionario italiano. Il dato medio nasconde però una notevole dispersione di performance all’interno del panel dei prodotti specializzati in tale asset class. Ciò è dovuto alla forte divergenza di andamenti che si sono avuti tra titoli/settori, alcuni dei quali sono stati pesantemente penalizzati dalla crisi pandemica nel corso dell’ultimo anno (Energy, Bank, Insurance), mentre altri ne hanno tratto vantaggio (Tecnology e Healthcare). Esordisce così Francesco De Astis, responsabile del team Italian Equity di Eurizon.

2020: che anno è stato per i prodotti investiti in Pmi?

Complessivamente, il 2020 è stato un anno positivo. Se guardiamo alla nostra gamma, Eurizon Italian Fund-ELTIF, fondo chiuso con durata a sette anni, ha sovraperformato gli indici di riferimento, con una performance assoluta del +19,2% nel 2020. Il fondo, che investe nel tessuto produttivo del paese, racchiude il nostro approccio, che si sostanzia in una accurata selezione tra le Pmi quotate, specie sul segmento AIM, con caratteristiche di dinamicità, spesso forti sul fronte estero e in settori in grado di intercettare i trend prevalenti del futuro. Non dimentichiamo tutta la gamma Eurizon dei Pir tradizionali che ha un patrimonio complessivo di oltre 2 miliardi di Euro e rappresenta un’opportunità di investimento rivolta a una base più allargata di clientela.

I Pir di Eurizon possono essere sottoscritti anche attraverso i Piani di Accumulo che permettono un investimento graduale nei mercati, mediando i prezzi di acquisto, anche in periodi di volatilità.

Investire in economia reale è oggi una opportunità?

Ci troviamo in un mondo di tassi a zero. La ricerca dell’extra rendimento spinge il risparmio verso fonti di reddito diverse dal portafoglio tradizionale composto da azioni e obbligazioni, indirizzandolo sempre più verso i mercati privati e in generale verso gli asset illiquidi. Tali attività, per essere valutate correttamente, richiedono però una forte conoscenza del mercato e la costruzione di competenze tecniche specifiche all’interno di team di asset management.

Qual è il quadro in Italia?

Nel contesto italiano, l’economia reale è largamente rappresentata dalle Pmi, area di investimento attraente dove si possono trovare ritorni interessanti, legati ad alcune peculiarità: si tratta infatti di un comparto vastissimo, in fortissima crescita, caratterizzato da una elevata dinamicità. Tutti gli anni ci sono nuove piccole società che entrano nei listini tramite Ipo, che provengono magari da nuove nicchie di business da investigare. Inoltre, le small cap altamente qualificate sono anche quelle più interessate dal processo di consolidamento delle aziende a più larga capitalizzazione. Si tratta di un’area di mercato meno liquida e meno coperta dalle analisi degli esperti, ma proprio per questo ricca di opportunità che possono sorgere dal disallineamento tra il valore delle aziende e il prezzo di mercato.

Cosa si intende con Pir alternativi?

Il Pir alternativo è una soluzione d’investimento a supporto dell’economia reale che risponde alle esigenze di extra rendimento del portafoglio del cliente, tenendo conto
delle caratteristiche di illiquidità e orizzonte temporale di lungo periodo. Indirizza gli investimenti verso asset illiquidi, quotati e non, che presentano una bassa correlazione con le tradizionali forme di investimento. Nel rispetto dei vincoli di concentrazione, un Pir alternativo consente quindi una maggiore diversificazione di portafoglio e maggiore stabilità di rendimento rispetto ai prodotti che investono nelle asset class tradizionali.

A quale tipo di cliente si adatta e come combinarlo in portafoglio?

La percentuale dei Pir alternativi che andrebbe inserita in portafoglio varia a seconda delle caratteristiche dell’investitore, delle sue esigenze finanziarie. La percentuale in portafoglio dovrà essere tale da consentire una buona diversificazione in modo da ottenere il giusto equilibrio tra impatto positivo sul rendimento atteso per il cliente ed adeguato profilo di liquidabilità. Questa tipologia di investimenti si rivolge quindi a clienti che hanno due caratteristiche importanti: un patrimonio adeguato per garantire la giusta diversificazione dell’investimento complessivo e una adeguata conoscenza finanziaria per comprendere le caratteristiche del prodotto in termini di rischi e di illiquidità.

Pir tradizionali o alternativi: come scegliere nei panni dell’investitore?

Col lancio dei Pir tradizionali nel 2017 si sono creati strumenti adatti alla clientela retail per investire nell’economia reale italiana. Il Pir alternativo è una risposta importante per lo sviluppo dell’industria del risparmio e del paese, ne rappresenta quindi l’evoluzione: i Pir alternativi presentano una componente di rischio più elevata, un orizzonte di tempo generalmente più lungo e necessitano di maggiori disponibilità finanziarie. Possono essere chiusi, assumendo la forma dell’Eltif (European Long Term Investment Funds) o dei Fia (Fondo di investimento alternativo), investire nel capitale di rischio e debito di società non quotate (solo in parte possibile per i Pir tradizionali) e attrarre l’interesse di investitori private e istituzionali. Non c’è dubbio che un forte incentivo alla sottoscrizione dei Pir alternativi derivi anche dalle agevolazioni fiscali: la Legge di Bilancio 2021 introduce infatti un credito di imposta fino al 20% delle somme versate sulle minusvalenze, le perdite e i differenziali negativi, che si affianca alle agevolazioni sul capital gain.

Come selezionate le realtà da includere in portafoglio?

Considerando l’orizzonte di lungo periodo di un investimento in economia reale, tendiamo a privilegiare quei titoli di settori che meglio si prestano ad intercettare i trend prevalenti dei prossimi anni. Ci si riferisce a settori legati all’economia circolare, dove ci aspettiamo un numero crescente di aziende che farà ricorso al mercato dei capitali; all’healthcare, dove si possono intercettare trend solidi, sostenuti da una forte domanda aggregata (come visto anche in tempi di crisi); al new- tech, con i suoi sub settori quali ad esempio il cloud computing, l’Internet of things, i big data o la cyber security; infine, alle reti infrastrutturali, che dovrebbero beneficiare della programmazione economica dei governi. Si tratta fondamentalmente di quei settori su cui saranno indirizzate le risorse del Next Generation Eu.

Pir alternativi: gli obiettivi di Eurizon per l’anno 2021

Il team di Eurizon porta avanti da tempo il proprio impegno nell’investimento a supporto dell’economia reale. Siamo stati pionieri nei PIR tradizionali nel 2017, così come nel 2019 con il lancio del primo fondo Eltif in Italia compliant con la normativa. Ora stiamo lavorando su un nuovo Eltif che risponderà alle caratteristiche dei Pir alternativi, progetto in fase di sviluppo che sarà gestito dal team Italian equity, che dovrebbe essere lanciato nel primo trimestre 2021. Il nuovo prodotto mirerà a sfruttare il mispricing sui titoli di piccolissima capitalizzazione, illiquidi e poco conosciuti, ma emessi da società che riteniamo possano avere brillanti prospettive di crescita nelle rispettive aree di business.

Articolo tratto dal magazine We Wealth di febbraio 2021
Gloria Grigolon
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