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Il ruolo sociale educativo del consulente finanziario

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Maria Luisa Visione

02 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Le percezioni dei clienti non sempre coincidono con quelle dei consulenti finanziari

  • La stabilità finanziaria si costruisce grazie alla messa in sicurezza di risparmio

Avere cultura finanziaria crea un cuscinetto ancora più utile nei momenti di emergenza

Assurgere a un ruolo sociale educativo per il Consulente Finanziario non è mai stato così contestuale come lo è in questo particolare periodo storico.

Bisogna, però, sapersi interpretare a livello più ampio, non solo come parte della relazione Consulente/Cliente, ma come elementi chiave di una società davvero capace di generare sicurezza, stabilità e valore sociale nel tempo.

 

Le percezioni dei clienti non sempre coincidono con quelle dei consulenti finanziari, aspetto facilmente spiegabile con la frase “cosa mi consiglia”, che esprime, nelle solite tre parole, una differenza di traduzione: si intende l’attivazione di un comportamento utile al raggiungimento degli obiettivi o la spiegazione dettagliata di un prodotto?

In maniera sorprendente, già nel 2018, un’indagine Consob evidenziava che l’argomento “analisi di entrate, spese, risparmio” del Cliente, pesasse in modo irrisorio nella relazione di consulenza. In un’altra indagine Consob del 2017, per il Cliente, la relazione con il Consulente risultava “funzionale a raccogliere informazioni” piuttosto che ad “apprendere nozioni utili ad affinare le proprie conoscenze e abilità”. 

La riflessione che ne scaturisce è che ieri si scorgeva, mentre oggi resta aperta, l’opportunità di una sfida strategica per tutti i consulenti finanziari: trasformare in comportamenti coerenti le scelte economiche e finanziarie delle famiglie; orientare al lungo periodo aspettative, progetti e desideri; lasciare intatta e sempre presente la cornice di stabilità che tutti cercano, semplicemente applicando le regole di base della pianificazione finanziaria. Regole che trasferite al Cliente creano un’alleanza virtuosa ed efficace nella relazione.

Infatti, non è un caso che l’indagine Doxa presentata all’apertura di lancio del “Mese dell’educazione finanziaria” curata dal Comitato EDUFIN, racconti che è proprio nei momenti in cui le condizioni economiche si presentano avverse che risulta importante disporre di adeguate competenze finanziarie, assicurative e previdenziali, consentendo alle persone di compiere scelte consapevoli per il presente, senza dover rinunciare al pensiero di un futuro sereno. 

Una migliore cultura finanziaria supporta nelle spese quotidiane perché trasferisce l’utilità del governo entrate/uscite e della predisposizione a priori di liquidità “sufficiente”, non “eccedente” per affrontare eventi inattesi, fino a impiegare e destinare il risparmio “rigenerato” da una sana attività di Budgeting verso scelte di lungo periodo, assicurando tutela e serenità a quel domani che altro non è, se non l’esito delle azioni dell’oggi. 

Nell’indagine Doxa è evidente come avere istruzione finanziaria si trasformi in maggiore “resilienza finanziaria”, migliore capacità di affrontare shock avversi, quali le conseguenze economiche della recente pandemia.

Si mette in evidenza il fattore “vulnerabilità” delle famiglie che, sia prima che dopo l’emergenza sanitaria, presentano maggiori difficoltà a gestire la serenità del presente, nonché l’aumento della disuguaglianza tra le diverse famiglie scaturita dalla fragilità iniziale.

Inoltre, si evidenzia anche che, a un maggior titolo di studio posseduto corrisponde maggiore capacità di risparmiare e minori utilizzo del risparmio o ricorso all’indebitamento per far fronte alla crisi.

Quindi, avere cultura finanziaria crea un cuscinetto ancora più utile nei momenti di emergenza, perché genera “prima” comportamenti funzionali ad affrontare e gestire in serenità tale momento straordinario.

Se questo è condivisibile dobbiamo allontanare un preconcetto che spesso si accompagna all’importanza di diffondere l’educazione finanziaria, ovvero credere che essa sia indicata soprattutto per coloro che dispongono di risorse economiche ridotte. Non è vero, in quanto ragionare come un’azienda, quindi avere i conti in ordine e gli obiettivi pianificati e chiari, nei tempi, nei modi e negli importi di realizzazione, è utile a tutti.

Gli obiettivi finanziari riguardano la tutela, la previdenza, il ricorso al finanziamento, i piani di investimento, il patrimonio immobiliare, ma partono tutti dalla consapevolezza delle risorse economiche e finanziarie reali di cui si dispone e dalla stabilità finanziaria della famiglia. La stabilità finanziaria si costruisce grazie alla messa in sicurezza di risparmio, reddito e consumi, aspetto per il quale la redazione e il monitoraggio del bilancio familiare risultano fondamentali.

Abbiamo letto di tante storie riguardanti personaggi vip in difficoltà finanziaria nonostante un passato di laute entrate economiche e importanti disponibilità patrimoniali.

L’altra considerazione dalla quale sono partita è il valore sociale che il Consulente Finanziario può oggi contribuire a costruire insieme agli altri operatori di welfare, attraverso l’erogazione, lo sviluppo e l’attuazione di programmi di educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale mirati. 

Nell’attuale momento storico la combinazione ottimale di welfare-mix tra settore pubblico, mercato, famiglia, terzo e quarto settore, nei ruoli e nelle azioni, disegnerà un modello futuro di relazione e complementarietà nel quale la prima fonte di tutela sarà rappresentata dal minore o maggiore livello di cultura finanziaria, assicurativa e previdenziale delle persone.

In questo futuro il contributo educativo del Consulente Finanziario ha un forte rilievo, perché quando si genera valore all’interno di una famiglia, si costruisce valore per la collettività.

 

Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

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