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Rischio patrimoniale o siamo già a rischio?

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Daniela De Tilla

26 Giugno 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Questo è solo un assaggio di come si pensa ad una corretta pianificazione finanziaria

  • I patrimoni vanno creati, gestiti per dare rendimento e poi suddivisi ed infine destinati

La soluzione è su come impieghiamo i nostri soldi nel paese in cui viviamo

In questo ultimo periodo, di aiuti ed incentivi Covid, elargiti al di là delle reali possibilità di intervenire di un paese indebitato al 140%, si è tornati a parlare di una possibile patrimoniale, e cioè di una tassazione extra del patrimonio del contribuente. Lo Stato ha bisogno, i cittadini devono contribuire. 

 

Il ricordo del ’92 è ancora scioccante e vicino nel tempo. Un prelevo dello 0,60% in una notte ci ha ingenerato sfiducia nello Stato Italia e vulnerabilità del nostro patrimonio personale. 

Eppure penso che la soluzione non sia scappare all’estero, come fu allora per molti risparmiatori, poi rientrati negli anni attraverso gli scudi fiscali. Che senso ha far scappare i nostri soldi se poi non siamo noi ad andare via dal paese in cui viviamo, produciamo e consumiamo? 

Non lo dico per incentivare ad andare via, ma è evidente che la soluzione è altrove. La soluzione è su come impieghiamo i nostri soldi nel paese in cui viviamo. 

Il rischio di impoverimento non deriva dal prelievo forzoso; le nostre tasse celano già patrimoniali nascoste da bolli su cc, bolli su investimenti, iva, bolli auto, imu, imposta di registro, accise ed altro ancora. 

Dobbiamo intervenire su come usiamo i nostri soldi: conti correnti, investimenti ed immobili. 

Sui conti correnti dobbiamo tenere il giusto, il famoso tesoretto di liquidità, il resto è da investire, il che vuol dire mettere a profitto i nostri soldi, senza fretta ed avidità, ma con metodo. Almeno per ripagarci dall’inflazione e dalla tassazione. 

Utilizziamo in giuste dosi lo strumento delle polizze assicurative che ad oggi rendono il patrimonio trasferibile esentasse in caso di decesso.

Oggi soprattutto parenti in linea retta cominciano a scarseggiare e la necessità di nominare erede chi non è legato da rapporti di parentela è più evidente. 

Non dobbiamo avere immobili in eccesso, come più case a scopo di investimento, oppure una casa sovradimensionata rispetto al nostro reddito.

Se proprio ci interessa comprare più immobili, utilizziamo l’intestazione ai figli con riserva di usufrutto, così evitiamo anche spiacevoli questioni ereditarie da divisioni impossibili. 

Più polizze e pochi immobili pro capite ci salvano dalle tasse di successione. Ad oggi è questa la vera patrimoniale che rischiamo in quanto le aliquote sono ancora molto basse rispetto ai nostri fratelli europei. 

Questo è solo un assaggio di come si pensa ad una corretta pianificazione finanziaria. 

I patrimoni vanno creati, gestiti per dare rendimento e poi suddivisi ed infine destinati. 

Non possiamo farlo da soli! 

Come in altre situazioni della vita, la soluzione non è scappare dal problema, ma affidarsi ad un professionista. 

 

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