PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Obbligazionario ai tempi del coronavirus

Obbligazionario ai tempi del coronavirus

Salva
Salva
Condividi
we wealth
Andreea Timus

24 Marzo 2020
Tempo di lettura: 5 min
Tempo di lettura: 5 min
Salva
  • L’atteso rallentamento economico ha prodotto all’interno dell’area Euro un aumento degli spread tra i titoli di stato dei diversi Paesi

  • Si stima che le strategie Risk Parity ammontino a circa $500 miliardi

Il rallentamento economico riduce il fatturato delle aziende, quindi peggiora la loro capacità di pagare gli interessi e rimborsare i debiti. Questo è il motivo per cui abbiamo visto un aumento dello spread

Ha 2 dinamiche separate: 

  • la parte corporate 
  • la parte governativi 

La parte corporate: ha un driver generale che è legato al rallentamento economico causato dal lock -down (chiudono tutte le attività) che progressivamente i vari stati stanno adottando per rallentare la diffusione del virus.

 

Qui di seguito i primi dati economici che incorporano le misure di contenimento del virus adottate dalla Cina. Il grafico rappresenta l’indicatore delle aspettative dei direttori acquisti del settore manifatturiero Cinese, indicatore che anticipa l’andamento del settore settore manifatturiero Cinese. 

Il rallentamento economico riduce il fatturato delle aziende, quindi peggiora la loro capacità di pagare gli interessi e rimborsare i debiti.

Questo è il motivo per cui abbiamo visto un aumento dello spread (il rendimento in più rispetto ai titoli di stato utlilizzati come benchmark), fenomeno che ha prodotto un calo dei prezzi di queste obbligazioni societarie.

Inoltre abbiamo assistito ad un fenomeno contro-intuitivo ovvero che le obbligazioni corporate di emittenti investment grade (di qualità di credito più elevato) hanno visto un aumento dello spread relativamente più elevato rispetto a quello subito dagli emittenti high yield (di qualità di credito più bassa).

La ragione sta nel fatto che in questi anni molte aziende di qualità presenti nell’indice investment grate hanno aumentato il loro indebitamento per finanziarie acquisto di azioni proprie (share buy back). 

Il grafico rappresenta esattamente il fenomeno descritto sopra. 

Questo è il motivo che spiega il calo di prezzo delle obbligazioni corporate investment grade e hight Yield a cui abbiamo assistito in questi giorni. 

Passiamo a trattare il tema dei governativi. Bisogna in primo luogo distinguere tra governativi U.S.A. e governativi del resto del mondo ed in particolare quelli Europei.

Partiamo da questi ultimi. L’atteso rallentamento economico ha prodotto all’interno dell’area Euro un aumento degli spread tra i titoli di stato dei diversi Paesi rispetto alla Germania riflettendo la diversa qualità del credito.

Tale fenomeno “naturale” è stato esacerbato dalle improvvide dichiarazioni della governatrice della B.C.E. Cristine Lagarde la quale nella sua sua uscita ufficiale ha dichiarato che: “il ruolo della B.C.E. non è quello di stare a guardare gli spread”, cosa che il mercato ha interpretato come una mancanza di volontà di sostenere i paesi europei con spread più elevato come l’Italia, producendo una forte ondata di vendite sui titoli di stato del nostro paese che ha portato lo spread del Btp vs Bund tedesco a 300 bps.

Spred che poi è rientrato dopo l’annuncio della notte del 18 marzo in cui ha annunciato un piano di acquisti da 750miliardi di euro da utilizzare acquistando secondo necessità i titoli di stato dei diversi paesi, anche se sempre all’interno della percentuale con cui ciascun paese partecipa al capitale della B.C.E. .

Quindi, abbiamo assistito ad un calo di prezzi dei titoli di stato Europei a qualità di credito più basso, prezzi che solo oggi 19 marzo hanno parzialmente iniziato a risalire. 

Per quanto concerne i governativi U.S.A. , questi, in particolare quelli con scadenza decennale, sono stati per lo più “vittime” di una strategia di investimento chiamata Risk Parity che va per la maggiore tra gli investitori istituzionali.

Questa strategia permette di ottenere un maggiore rendimento per unità di rischio assunto rispetto ad un tradizionale portafoglio composto da obbligazioni ed azioni, attraverso un utilizzo ampio dell’indebitamento (leva).

Questa strategia comporta una riduzione della leva quando la volatilità di mercato aumenta. Pertanto, quando il prezzo delle azioni è crollato la volatilità è aumentata in modo abnorme (in questi giorni la volatilità è quasi al massimi visti nel 2008) e per ribilanciare il portafoglio questi gestori hanno dovuto ridurre la leva ovvero vendere sia azioni che le obbligazioni più sicure che avevano in portafoglio.

Si stima che le strategie Risk Parity ammontino a circa $500 miliardi, per questo motivo abbiamo assistito ad un calo di prezzo contemporaneo sia dei Treasuries decennali che delle azioni. 

In conclusione, possiamo aspettarci che con il calare della volatilità questa anomalia verrà assorbita e, di conseguenza, il prezzo dei titoli di stato decennali U.S.A. tornerà a salire per rispecchiare un’economia in rallentamento ed un prezzo del petrolio crollato cosi in basso che fa escludere un possibile aumento dell’inflazione nel breve termine. 

 

 

 

 

 

 

Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: La voce del Wealth
ALTRI ARTICOLI