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Effetto Draghi sul FTSE-MIB

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Andrea Braglia

02 Marzo 2021
Tempo di lettura: 2 min
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ll Ftse-Mib è best performer tra le Borse mondiali nel mese di febbraio 

Mario Draghi è noto per la frase “faremo tutto quello che è necessario, e credetemi, sarà più che sufficiente” con cui, come Presidente della Bce, ha iniziato il Quantitative Easing, ovvero l’acquisto di debito pubblico in misura superiore a quello della Fed o della Banca di Inghilterra: Draghi farà l’opposto di quello che, con l’austerità, Mario Monti o altri premier “tecnici”, come Lamberto Dini o Carlo Azeglio Ciampi (a cui potrebbe essere equiparato), hanno scelto come soluzione ai nostri problemi.

Draghi, dal 2014 al 2019, come Presidente della Bce, ha iniziato il maggiore finanziamento (indiretto) di deficit pubblici della storia, che di fatto continua tuttora ed ha consentito a tutti i Paesi Ue di aumentare i deficit pubblici di 3.000 Mld Eur: nonostante il Governo guidato dal premier Mario Draghi sia operativo solo da tre settimane, gli effetti positivi sul Ftse Mib erano iniziati già prima della sua nomina e stanno continuando tuttora, dal momento che la nostra Borsa è stata la  migliore al mondo,  in termini di performance positiva, nel mese di febbraio.

 

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Quali sono i settori che stanno guidando il rialzo del Ftse-Mib

I titoli ed i settori che stanno over-performando, sono quelli legati alla futura ripresa economica del nostro Paese, frutto degli interventi che il mercato si aspetta che Draghi attuerà, iniettando liquidità nella nostra economia: i titoli in evidenza sono Autogrill, We Build, Oviesse, Tenaris, Exor, Poste italiane ed il settore bancario, con in evidenza Unicredit, Unipol ed Azimut.

Analisi tecnica e fondamentale del Ftse Mib

Dal punto di vista  fondamentale, basandomi su un Eps stimato da Bloomberg tra 2000 e 2200 ed applicando un multiplo di 11-12, si ottiene un presunto  fair value tra  22.000  e  26.400 punti: questo significa che il Ftse Mib può tornare verso i massimi pre-pandemia, ovvero verso l’area  25.000 – 25.500 punti, che rappresenta un  upside di circa +8%  dai livelli attuali: in questo scenario, se l’attuale trend dei mercati azionari rimane impostato al rialzo, i titoli equity Italia menzionati, possono mettere a segno performance a doppia cifra.

Il supporto a 23.000 punti può dare slancio al Ftse Mib, per chiudere il gap lasciato aperto lo scorso anno ed arrivare in area 25.000 punti: in questo senso un buon indicatore è rappresentato dall’andamento dell’ RSI  che mantiene il proprio trend al rialzo (come evidenzia il grafico).

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Il settore bancario presente nel Ftse Mib dovrebbe contribuire a sostenere il rialzo fino all’area 25.000 – 25.500 punti, dove si potrebbe considerare di iniziare un  take profit.

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Il “momentum” del Ftse Mib è ancora intatto.

Tutti questi elementi (sia di natura tecnica\fondamentale che economica\politica) evidenziano una netta  forza relativa  del Ftse Mib, rispetto alle altre Borse mondiali, che sembra essere in grado di privilegiare il nostro mercato in termini di sostenibilità dell’attuale trend rialzista, almeno fino all’area di  25.000 punti.

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