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Coronavirus: il rischio ed il danno latente

Coronavirus: il rischio ed il danno latente

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Cristiana Sergio

02 Aprile 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Purtroppo il virus non ci da un congruo preavviso, colpisce in modo inaspettato

  • I titolari di patrimonio dovrebbero iniziare a pianificare e proteggere consapevolmente il proprio patrimonio

L’Italia, ad oggi, è la nazione più colpita perché ha una popolazione anziana importante e soprattutto perché i giovani abbandonano il tetto familiare sempre più tardi.

Negli ultimi 20 anni, nel mondo, si sono succeduti 5 virus ad alta mortalità.
In successione temporale abbiamo dovuto fronteggiare: nel 2003 la SARS, nel 2009 l’influenza A/H1N1, nel 2012 la MERS; nel 2014 Ebola e, infine, nel 2020 il nuovo Coronavirus COVID-19.

 

L’Italia, ad oggi, è la nazione più colpita perché ha una popolazione anziana importante e soprattutto perché i giovani abbandonano il tetto familiare sempre più tardi.

Considerate le modalità di trasmissione del contagio, è evidente come nelle famiglie italiane, in cui spesso convivono genitori, figli e nonni, sia più facile la diffusione del virus. In Germania, ove i giovani si rendono indipendenti dalla famiglia di origine molto prima che in Italia, i casi sono nettamente inferiori.

Tralasciando il rigido protocollo previsto per i decessi da Covid19 che impone il divieto assoluto per i malati di ricevere visite dai loro cari, con la conseguenza terribile che queste persone vengono a mancare prive della vicinanza e dell’affetto dei loro congiunti, tale virus impatta notevolmente anche da un punto di vista economico.

Poiché il 70% della ricchezza in Italia è detenuta da persone di età superiore a 65anni, l’improvvisa dipartita dell’anziano o del capo famiglia, porta l’apertura di una successione necessaria per legge, quindi si aprono scenari imprevisti o inaspettati in quel momento.

Perché mi riferisco ad una successione legittima è presto detto. La causa va ricercata, come ho già avuto modo di evidenziare altrove, nella scarsa abitudine degli Italiani a pianificare in tempo il passaggio dei loro beni. Questa “negligenza” è frutto di scarsa informazione e conoscenza delle dinamiche successorie, di una buona dose di scaramanzia e della convinzione della maggior parte degli Italiani che “tanto a me non capiterà mai”.

Purtroppo il virus non ci da un congruo preavviso, colpisce in modo inaspettato.

Prova ne è che molti anziani che godevano di ottima salute purtroppo sono venuti a mancare perché colpiti in modo letale da questo virus. Proprio perché l’impatto è stato repentino queste persone non hanno avuto modo di pianificare il loro passaggio dei beni, sono stati colti alla sprovvista. 

Gli scenari che si aprono per gli eredi possono essere piuttosto rischiosi. Può accadere intanto che il chiamato all’eredità non possa o riesca ad accettare con beneficio d’inventario (art. 484 C.C.), stante la repentinità del decesso del congiunto, oppure che accetti l’eredità senza avere il tempo di informarsi circa l’esistenza di eventuali debiti.

Partendo dal presupposto stabilito dall’art. 2740 C.C. in tema di responsabilità personale, che dispone che il debitore risponde delle proprie obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri, l’art. 754 C.C. dice che gli eredi sono tenuti a pagare i debiti ereditari in proporzione alla loro quota di eredità.

Sebbene non sia dunque prevista la solidarietà passiva, spesso i contratti di finanziamento e le fidejussioni prevedono che le obbligazioni contratte dal de cuius siano solidali nei confronti degli eredi e aventi causa. Si tratta di una deroga convenzionale alla regola della parziarietà che pone un rischio molto alto sugli eredi.

In tutti questi casi l’erede, anche se dovesse rinunciare all’eredità, lascerebbe nelle mani del creditore la possibilità di opporsi, qualora subisse un pregiudizio dalla rinuncia, per far accettare l’eredità al chiamato alla stessa.

Per questa e molte altre ragioni, i titolari di patrimonio, dovrebbero iniziare a pianificare e proteggere consapevolmente il proprio patrimonio utilizzando gli strumenti legali che oggi il codice civile offre.

Prevenire è meglio che curare…

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