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Mercato dell'arte e blockchain: il debutto ufficiale

08 novembre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

Non solo cryptoarte. Mercato dell’arte e blockchain stanno per fare il loro debutto ufficiale e congiunto in un’asta che si terrà a New York la settimana prossima. Chop Suey, baby!

Pollock, Composition with Red Strokes
Jackson Pollock, Composition with Red Strokes, 1950

Artrory

Mercato dell’arte e blockchain insieme, non solo per la creazione di nuove opere, ma per la tutela di artisti e investitori. Il 13 e il 14 novembre Christie’s New York terrà infatti la prima asta al mondo le cui vendite saranno validate e garantite grazie alla catena dei blocchi. E non è forse un caso che il battesimo avrà ad oggetto pezzi di culto del modernismo americano protagonisti della corposa collezione di Barney A. Ebsworth. È stato infatti chiuso l’accordo con Christie’s per un totale di cento lotti e una stima complessiva che parte da 300 milioni di dollari. La piattaforma utilizzata sarà Artrory, specializzata in blockchain per l’arte, la quale produrrà un certificato criptato di autenticità per ogni lotto, contenente informazioni quali titolo, descrizione, prezzo finale e data e provenienza.

Come funzionerà?

Christie’s darà ad ogni acquirente una chiave di accesso alle informazioni criptate riguardanti i loro acquisti. Si tratta di una mossa rivelatrice della volontà della casa di posizionarsi come leader nel dibattito fra mercato dell’arte e tecnologia. Lo scorso luglio infatti la stessa casa londinese ha organizzato una conferenza nella capitale britannica, dal titolo ART + Tech: Exploring blockchain – is the art world ready for consensus?. Già dal titolo si evince la conclusione del summit: mercato dell’arte e blockchain, è solo una questione di tempo.

Come ormai noto, la blockchain è:

  • non solo un magazzino di informazioni (per quello basterebbe avere un database), ma anche
  • una tecnologia di trasmissione/trasferimento sicura (per quello basterebbe un buon notaio) grazie a blocchi crittografati e separati e soprattutto
  • trasparente e “democratica”, senza un’entità di controllo centrale. Chiunque al mondo può consultare tutte le transazioni intervenute nella catena dei blocchi, fin dalla data della sua creazione. L’assenza di un supervisore centrale è resa possibile grazie a
  • relazioni di tipo peer to peer, sistema in cui terze parti fidate validano i blocchi uno a uno.

Creata in origine per tenere traccia delle transazioni in criptovalute, la tecnologia dei blocchi ha tutte le caratteristiche per imporsi come strumento di validazione nel mercato dell’arte.

Hopper, Chop Suey
Edward Hopper, Chop Suey, 1929

I vantaggi di una partnership fra mercato dell’arte e blockchain

Dal punto di vista dell’artista, questa tecnologia rende possibile una tutela affidabile delle proprie opere e dei connessi diritti d’autore. Inoltre, se importante per un artista di tipo “tradizionale”, diventa fondamentale per gli artisti digitali, le cui opere sono spesso contraffatte in maniera incontrollata.

Dal punto di vista degli enti, la blockchain consente di autenticare operazioni come la firma di contratti con le gallerie o l’acquisto di opere d’arte nelle aste, per l’appunto. La digitalizzazione del mercato dell’arte può risolvere il problema dell’opacità e della confraffazione in questo mercato, aumentando il grado di fiducia fra compratori e venditori.

Un test eccellente

La vendita della collezione Ebsworth rappresenta una fase protocollare d’eccellenza. Questo perché si sta parlando di una delle più importanti collezioni private in assoluto per quanto riguarda il modernismo americano.

I lotti più ambiti

Saranno tre:

  • innanzitutto, un’opera seminale del modernismo americano, Chop Suey di Edward Hopper, del 1929. Si tratta della più importante opera dell’artista ancora in mani private. Il titolo pare derivi dal termine della cucina cantonese tsap sui, che vuol dire letteralmente “cianfrusaglie”, “rimasugli”. Il dipinto, ambientato in un ristorante cinese dal nome Chop Suey appunto, rende cinematografica e per questo immortale una scena quotidiana dell’America nell’anno della Grande Crisi. Il senso di isolamento e solitudine che avvolge i protagonisti del quadro stilla da quello che è già un luogo simbolo del capitalismo globalizzato statunitense. La stima di partenza si attesta sui 70 milioni di dollari.
  • La Composition with Red Strokes di Jackson Pollock del 1950, stimato 50 milioni;
  • Woman as landscape di Willem De Kooning (1955). La stima di questo lotto parte dai 60 milioni di dollari.

Per sapere chi si aggiudicherà il prezzo di vendita più elevato basterà aspettare meno di una settimana. Ma una vincitrice c’è già, e si chiama blockchain.

Teresa Scarale
Teresa Scarale