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Legg Mason, l’azionario europeo è la strada giusta

11 ottobre 2018 · Francesca Conti · 5 min

  • Per Frost sui mercati è importante dimostrare coerenza e metodo, senza fare scommesse

  • Il manager si occupa della gestione del fondo European Absolute Alpha ed è responsabile della long-short strategy europea

  • Le incertezze sul mercato Ue restano, ma in futuro si assisterà a un assestamento

Puntare sui titoli delle grandi società che sono interessate alla creazione di valore, selezionando idee e investimenti. Niente derivati, opzioni o future, ma solo azioni in ottica long-short. La view di Steve Frost, di Martin Currie (Legg Mason)

Niente scommesse, ma investimenti informati. E una strategia coerente con un’esperienza ultratrentennale, che punta a generare e mantenere i rendimenti nel tempo. Ha le idee chiare Steve Frost, portfolio manager di Martin Currie, società del gruppo Legg Mason. Il manager si occupa della gestione del fondo European Absolute Alpha ed è responsabile della long-short strategy europea. Un mercato, quello del Vecchio Continente, che secondo Frost è destinato a tornare a crescere nei prossimi sei mesi.

“Non voglio gestire persone, ma azioni. Il nostro team è piccolo ma ci va bene così”. Steve Frost è sicuro della filosofia alla base della sua squadra di lavoro, mentre ricorda agli investitori i progressi del fondo da lui gestito in occasione dell’Annual Conference di Legg Mason a Milano. Per il manager, sui mercati, è più importante mostrare coerenza e metodo. “Non siamo qui per fare scommesse – spiega il manager – ma investimenti informati”. La strategia della sua società è incentrata sul fare soldi per poi difenderli, puntando sempre sul non perdere troppo.

“Se il mercato ha una performance annualizzata del 3,3%, noi ci posizioniamo a 6,2%. Se la volatilità si attesta al 14,9%, noi riusciamo a portarla a 7,1%”, dichiara il manager ricordando i risultati della sua squadra. Martin Currie, spiega Frost, mira a selezionare titoli di aziende basandosi sui numeri del loro bilancio (approccio bottom-up), concentrandosi su 600 titoli large e mid cap europei, per un totale di 630 milioni di dollari di asset. Niente derivati, futures o opzioni, solo azioni in ottica long e short.

Steve Frost, Legg Mason Martin Currie European Absolute Alpha Fund Portfolio Manager
Steve Frost, Legg Mason Martin Currie European Absolute Alpha Fund Portfolio Manager

Con ogni titolo scelto, il manager punta a generare attraverso il suo lavoro un circolo virtuoso. Un concetto che racconta anche agli investitori: “Se hai una buona gamma di prodotti si genererà un rendimento che potrai spendere in ricerca e sviluppo. Così venderai di più e potrai posizionarti con un better pricing”. Ecco che Martin Currie cerca società con una solida governance, che abbia un’attenzione rilevante per gli Esg. I manager, per Frost, sono “pagati per usare le matrici corrette, non solo per generare utili e anche se non ci sarà un immediato ritorno per gli azionisti, è importante proiettare la propria visione su un futuro di lungo termine. Guardare quindi alle idee, agli investimenti, a tutto ciò che porta alla creazione di valore.

Il gestore, però, ha diversi compiti. Deve anche puntare “non solo alla cattura dei titoli Beta, ma “a generare Alfa”. I titoli Alfa “sono il perno del nostro andamento”, ribadisce Frost, spiegando che è più importante puntare su titoli con una propria attitudine, distinta dalle variazioni dei mercati. Una considerazione avvalorata dal probabile aumento della volatilità delle piazze finanziarie nel prossimo futuro. Ma la visione di Frost sull’Europa è cautamente ottimista.

“Dopo un periodo di minor crescita e rallentamento, pensiamo che le macro economie europee potrebbero diventare più positive. I manager stanno investendo, e questo è un buon segno. I mercati, comunque, non dettano il Pil dei Paesi, perché molte società non sono quotate. Abbiamo visto poi che l’aumento dei tassi di interesse e dell’inflazione non è un fattore sempre negativo”, spiega Frost. E le politiche dei Paesi dell’Unione sembrano andare nella direzione di una minore austerity. “Questo atteggiamento è finito. I piani per l’Italia, se non faranno cose troppo pazze, potrebbero essere positivi”, azzarda il manager. Certo, incertezze come l’instabilità dello scenario politico-economico italiano o la Brexit restano, ma “l’orologio sta andando avanti, il tempo passa e pensiamo che ci sarà un assestamento”.

In generale, per Frost, “le ragioni per essere ottimisti ci sono”. Le persone “stanno aspettando il momento giusto per investire”, continua il manager, per cui “ci troviamo ancora in un mercato ribassista e sarà così almeno per i prossimi 2-3 mesi, bisogna limitare i rischi”. L’incertezza, comunque, è un’opportunità: “La ripresa continua, si sta alzando l’inflazione, i tassi saranno fermi fino all’anno prossimo e i Pmi più deboli si stanno rafforzando”. Per Frost ci sarà “una grande correzione in Europa, non si tratta di una cosa nuova”, ma “da qui ai prossimi 6 mesi potremmo arrivare a grandi rialzi”. Questo, sottolinea ancora il manager, perché le economie del Vecchio Continente aumenteranno il proprio valore.

Francesca Conti
Francesca Conti