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Investire è una partita che si gioca con la tecnologia (IA)

09 novembre 2018 · Maddalena Liccione · 3 min

  • Tre modelli basati sull’intelligenza artificiale (IA)

  • Studiare le anomalie del mercato per fare profitto

  • La City è ancora “the place to be” per le startup tecnologiche

Come utilizzare l’intelligenza artificiale (IA) per cogliere le anomalie del mercato e trarne profitto. Ce lo racconta Tommaso Migliore, ceo e cofounder di Mdotm, una moderna società tecnologica basata sulla convinzione che il metodo scientifico offra il miglior approccio agli investimenti

“La finanza una volta era basata sull’informazione tradizionale, adesso è una partita che si gioca con la tecnologia”, si è detto Tommaso Migliore tre anni fa quando, insieme all’amico Federico Mazzorin, ha deciso di fondare Mdotm, una moderna società tecnologica basata sulla convinzione che il metodo scientifico offra il miglior approccio agli investimenti. Un percorso molto interessante che li ha visti partire dalle aule dell’università, passare da Londra e dalla Silicon Valley per poi approdare a Milano.

“Siamo andati a Londra perché quello inglese è un mercato molto più ricettivo e fertile rispetto all’italiano, soprattutto per una startup tecnologica come la nostra. Sviluppiamo in-house tutta la parte di intelligenza artificiale e addirittura all’interno delle reti neurali andiamo a mettere le mani nel software”, spiega il giovane manager. Nella City si sono fermati per cinque mesi, il tempo necessario a verificare che il loro modello funzionasse. È arrivato, poi, il primo cliente istituzionale che ha creduto in loro, le prime revenue. “Il vero boost l’abbiamo avuto nove mesi fa quando siamo stati l’unica startup dell’universo fintech a essere selezionata, in tutta Europa, da Google for Entrepreneurs per andare nella Silicon Valley. Quella è stata l’occasione per alzare la testa e capire in che direzione volevamo andare”, spiega Tommaso. “Fino a quella data abbiamo dedicato tutte le energie prima sul prodotto e poi sui clienti, ma dopo quella esperienza abbiamo migliorato il processo produttivo e industrializzato il processo di sviluppo algoritmico per i mercati finanziari”.

 

I modelli offerti

L’offerta di Mdotm comprende tre soluzioni: due modelli che lavorano sull’azionario e un modello di asset allocation che lavora sulle varie asset class. Si tratta di modelli completamente diversi e che si distinguono per l’anomalia di mercato che vanno ad ottimizzare ma tutti basati sull’intelligenza artificiale. “Tutto inizia con i dati. Raccogliamo e puliamo vasti e ricchi set di dati, che possono aiutarci a capire come si comportano i mercati”. L’intelligenza artificiale (IA) è uno strumento che deve essere utilizzato soprattutto in finanza dove c’è un rapporto segnale /rumore molto elevato. I mercati sono caotici e proprio in quel caos c’è una sottile informazione. “Utilizziamo l’IA per andare a cogliere quel segnale nascosto e per farlo partiamo da anomalie di mercato note (il mercato di capitali non è perfettamente efficiente e ha delle anomalie che la finanza comportamentale vede molto bene). Noi sfruttiamo quelle anomalie note ma che pochi vedono per fare profitto. Facciamo un lavoro di ottimizzazione e sofisticazione di queste anomalie. Incrociandole tra di loro costruiamo delle strategie sistematiche di investimento che sono in grado statisticamente di produrre dei rendimenti e dei risultati consistenti”.

 

L’intelligenza artificiale non è una bacchetta magica

L’IA è difficile da comprendere ma il valore aggiunto che se ne può trarre è estremamente elevato se si ha la capacità di avere un controllo totale della tecnologia. “Si tratta di una tecnologia che ancora non comprendiamo bene. Non si può usare l’intelligenza artificiale stile bacchetta magica, dove ci butto dentro tutte le informazioni del mondo e tirerà fuori del segnale. Bisogna utilizzarla come uno strumento da applicare su specifici campi e da lì poi costruire”, commenta Tommaso Migliore. “L’IA sono sistemi di reti neurali, random forest, svm che lavorano in concerto tra di loro e di fatto imparano. Il problema in finanza è che devi imparare qualcosa di significativo, non il rumore, ma qualcosa che effettivamente produca informazione”.

 

Il vecchio mondo della finanza visto dal giovane mondo del fintech

Il mondo della finanza in Italia, sebbene in ritardo, sta cambiando molto. “Un segnale positivo che vediamo è che soprattutto le banche e le società che fanno private banking e wealth management si stanno rendendo conto che il mercato sta cambiando e che ognuno deve concentrarsi sul proprio know how. Questo crea un mercato più specializzato su diverse competenze e più competitivo a livello delle competenze stesse e questo porterà un grande valore aggiunto al cliente finale. Le società che fanno tutto internamente non hanno futuro, mentre per quelle più smart che riescono a mettere una verticalità in determinate aree, riusciranno a dare un valore molto maggiore perché concentrate solo su un aspetto, ovvero solo su quello che sanno fare bene e si potranno avvalere di altre professionalità sul mercato per supportarle nel loro processo. Ed è proprio quello che offriamo noi: affianchiamo i nostri clienti (che sono banche, family office, sgr) per supportarli nel processo di investimento. Il nostro approccio è radicato nella scienza, piuttosto che nella teoria finanziaria, e implementato da un talentuoso team di persone con background che vanno dalla statistica alla fisica”, conclude l’esperto.

Maddalena Liccione
Maddalena Liccione