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Imprese, se la tecnologia diventa empatica

15 novembre 2018 · Maddalena Liccione · 3 min

  • Sviluppare servizi digitali personalizzati, per coinvolgere e fidelizzare gli utenti

  • Infondere empatia negli strumenti e nei canali digitali, come siti web e app

  • Dotare i marketer di un superpotere

Nel 2006, Dario Melpignano ebbe la visione che da lì a breve il web sarebbe transitato dai pc agli smartphone. Nasce così Neosperience Cloud, un software che, attraverso l’intelligenza artificiale, permette alle imprese di dialogare in modo diretto con i propri clienti attraverso lo smartphone

Nel 2006 Dario Melpignano ebbe la visone che da lì a breve il web sarebbe transitato dal computer agli smartphone. “La grande diversità di dispositivi presenti nel mercato è stato il punto di inizio del nostro progetto, nato appunto dall’idea di permettere alle imprese di sviluppare le app una volta sola e di farle funzionare su diversi tipi di telefoni, rendendo un’unica base di codici compatibile con all’epoca 14.000 tipi diversi di smartphone”, spiega Melpignano fondatore insieme a Luigi Linotto di Neosperience. “Parliamo proprio degli inizi, quando non era ancora arrivata sul mercato Apple, per non parlare di Google con Android.

 

Fotografia di Dario Melpignano co-fondatore di Neosperience
Dario Melpignano, co-fondatore di Neosperience

L’azienda partecipò a un progetto di ricerca guidato da Nokia per costruire una piattaforma di delivery  di contenuti compatibile con tutti gli smartphone e che poi venne rilasciata open source. Questa tecnologia, chiamata webkit venne scelta da Steve Jobs che decise nel 2007 di incorporarmi in quello che sarebbe stato poi chiamato Ios e ho contribuito all’onboarding di questa tecnologia da parte del team che stava lavorando in gran segreto al progetto di sviluppo dell’Iphone 3G”.

 

Infondere l’empatia nella tecnologia

Dal 2008 in poi, lavorando a vari progetti di sviluppo, progressivamente negli anni prese forma l’idea di quella che poi è diventata Neoesperience Cloud, un insieme di componenti applicativi che permette alle imprese di dialogare in modo diretto, continuativo e non mediato con i propri clienti attraverso il dispositivo che tutte le persone hanno in tasca o in borsa, lo smartphone appunto. “L’idea di fondo è che il web non è adatto a una fruizione da parte di uno smartphone, ma è sistemato in modo da essere fruito da un pc, mentre negli smartphone le app sono un paradigma molto più efficace – spiega il manager – Inizialmente abbiamo assecondato questo tipo di evoluzione, il passaggio dal web alle app, e più recentemente siamo riusciti a infondere l’empatia nella tecnologia, ovvero siamo riusciti a superare un limite molto significativo delle tecnologie digitali che è quello, pur essendo molto evolute,  di non sapere quali sono stati i progressi nella psicologia del marketing degli ultimi 20 anni. Così con un team di psicologi cognitivi, comportamentali e sociali con cui lavoriamo insieme da due anni, siamo riusciti a utilizzare l’intelligenza artificiale per modellare, a partire dai comportamenti delle persone, con property digitali i tratti della personalità”. La piattaforma Neosperience Cloud sviluppa, infatti, servizi digitali personalizzati, per coinvolgere e fidelizzare gli utenti, e contribuire così alla crescita di valore di un brand.

 

Tecnologie persuasive

“Analizziamo grandi volumi di dati hard e soft: il grande spazio di opportunità è dato dall’analisi dei soft e small beta che sono stati trascurati ma che sono di gran lunga predittivi dei comportamenti di acquisto e degli interessi delle persone, molto più dei dati socio-demografici”, spiega Melpignano. “Indagando questa dimensione più qualitativa, il costo di acquisizione di un cliente si è ridotto ad un decimo rispetto a quello che era prima”. Imprese come America Express, Esselunga, Bnp Paribas, Intesa Sanpaolo, Prada solo per citar alcune, hanno in comune il voler migliorare la propria comunicazione con il cliente. “La grande novità in un mondo che parla ancora di AB testing è che non esiste il messaggio ideale”.  La tecnologia di Neosperience Cloud permette, infatti, alle imprese di offrire una digital experience personalizzata che tiene conto dell’unicità di ogni cliente, perché modellata sulla sua personalità, stile cognitivo, abitudini ed emozioni infondendo empatia negli strumenti e nei canali digitali, come siti web e app.

 

Dare un superpotere ai marketer

L’ultima novità della piattaforma consiste in una serie di servizi che permettono di analizzare e individuare quali immagini sono più memorabili nel tempo, ovvero quali vengono ricordate di più dai clienti potenziali e riuscire a estrarre elementi rilevanti per la loro memorizzazione. “Questa capacità di elaborare le immagini e predirne la memorabilità e l’efficacia di comunicazione è qualcosa di straordinario – commenta Melpignano – L’abbiamo costruita analizzando i comportamenti di quasi 100 mila persone raccogliendoli in un set di dati che poi grazie all’AI vengono elaborati in una previsione. Utilizzando questo nostro sistema, una persona che si occupa di marketing di una banca che sta decidendo l’immagine per una campagna pubblicitaria può provare a vedere, tra più immagini possibili, qual è quella che le persone ricorderanno di più. Vogliamo dotare i marketer delle aziende, a prescindere dal settore, di un superpotere: quello di riuscire a predire la memorabilità delle immagini”.

 

Maddalena Liccione
Maddalena Liccione