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Gestione attiva/passiva, qual è l’allocazione ideale?

12 ottobre 2018 · Maddalena Liccione · 3 min

  • L’allocazione tra veicoli di investimento come motore della performance

  • Ogni stile di gestione presenta vantaggi specifici e la sfida sta ora nel combinarli in maniera ottimale

  • Il 34% dei fondi attivi ha in media sovraperformato ogni anno il proprio indice benchmark

In un contesto di mercato in costante evoluzione, trovare il giusto equilibrio tra obiettivi di performance e gestione del rischio rappresenta una vera e propria sfida per gli investitori. La combinazione ottimale tra gestione attiva e passiva costituisce un ulteriore motore essenziale per ottimizzare i portafogli

Da numerosi anni la ricerca accademica ha dimostrato che l’asset allocation costituisce il principale motore di performance di un portafoglio sul lungo termine. In un contesto di mercato in costante evoluzione, trovare il giusto equilibrio tra obiettivi di performance e gestione del rischio rappresenta una vera e propria sfida per gli investitori. Oggi, la ricerca di Lyxor Etf si spinge più in là e dimostra che l’allocazione tra gestione attiva e passiva costituisce un ulteriore motore essenziale per ottimizzare i portafogli. Ecco cosa è emerso dall’Analysing active & passive performance: what 2017 results tell us about portfolio construction” e dall’ultimo aggiornamento trimestrale “6 steps for a better portfolio, H1 2018”, pubblicati dal dipartimento di Lyxor Etf Research.

 

Fotografia di Marlène Hassine Konqui, head of Etf Research di Lyxor
Marlène Hassine Konqui, head of Etf Research di Lyxor

“Abbiamo analizzato la performance di circa 6.000 fondi attivi domiciliati in Europa rispetto al loro indice benchmark, in 23 universi di investimento. Analizzando i risultati di questo studio, possiamo dimostrare l’opportunità della combinazione tra gestione attiva e passiva nella costruzione dei portafogli”, spiega Marlène Hassine Konqui, head of Etf Research di Lyxor . “Ne deriva, quindi, una proposta di combinazione ottimale tra gestione attiva e passiva all’interno di un portafoglio che integra per la prima volta una visione prospettica del contesto per ogni stile di gestione su quattro grandi mercati azionari (Usa, Europa, Giappone e Mercati Emergenti).

 

Una gamma più ampia di soluzioni a disposizione degli investitori

Lo sviluppo dei mercati e l’evoluzione della teoria finanziaria hanno permesso di ampliare il ventaglio di soluzioni di investimento a disposizione degli investitori: Etf, Smart Beta, gestione attiva e alternativa. “Ogni stile di gestione presenta vantaggi specifici e la sfida sta ora nel combinarli in maniera ottimale in un portafoglio. La comparazione tra le performance storiche dei fondi attivi e i loro indici benchmark può orientare gli investitori che cercano di ottimizzare la loro allocazione tra gestione attiva e passiva”, dice l’esperta.

 

Quale allocazione ottimale per i portafogli?

“Il nostro studio del 2018 mostra come, su un orizzonte di 10 anni, il 34% dei fondi attivi ha in media sovraperformato ogni anno il proprio indice benchmark. Sulla base di questi risultati, un’allocazione ottimale dovrebbe prevedere l’impiego di fondi attivi nella misura del 30/40% circa e di fondi passivi tradizionali o Smart Beta nella misura del 60/70%”, stima Hassine Konqui. I fondi passivi possono essere impiegati per aumentare la diversificazione, cogliere i premi di mercato in maniera più efficace, migliorare la precisione dell’allocazione, gestire la liquidità, ottimizzare la gestione dei fattori di rischio. L’impiego di fondi attivi deve fare seguito a una selezione rigorosa di gestori alla luce della loro capacità di generare alfa (gestori alternativi o specializzati nella selezione di titoli di nicchia) per apportare una diversificazione maggiore al portafoglio.

 

La prova dei dati

A partire da una simulazione effettuata su 8 dei 23 universi di investimento dello studio, un portafoglio che proceda ad un’allocazione dinamica tra gestione passiva e attiva secondo un processo efficiente come quello di Lyxor, crea un valore significativo.

In conclusione, se l’asset allocation rimane il principale veicolo di generazione di performance sul lungo termine, l’allocazione tra gestione attiva e passiva rappresenta oggi un elemento da considerare con altrettanta attenzione nella costruzione del portafoglio.

Maddalena Liccione
Maddalena Liccione