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Etf, il prossimo passo sarà la sofisticazione

02 novembre 2018 · Maddalena Liccione · 3 min

  • Verso gli Etf attivi

  • Le sfide per l’Europa

Nati 25 anni fa, gli Etf sono percepiti ancora come un prodotto nuovo e con molta strada da percorrere. Jean René Giraud, fondatore della più grande piattaforma europea di analisi di Etf, ci racconta le sfide per i prossimi anni

“Siamo solo all’inizio di una nuova era per gli Etf”, afferma Jean René Giraud, fondatore di TrackInsight, la più grande piattaforma europea di analisi di Etf. Nati 25 anni fa, gli exchange-traded fund  vengono percepiti come un prodotto nuovo, ancora da esplorare e capire. Ci sono due elementi da tenere in conto per spiegare il loro grande successo e la loro spinta innovatrice: il fatto che siano quotati in Borsa li rende uno strumento innovativo e interessante per robo-advisor e trading online, ma soprattutto la loro crescita è così grande che questo settore viene percepito come ‘the place to be’. “Una crescita enorme ma che sarà tuttavia maggiore nei prossimi 10 anni”, spiega Giraud. “Gli investimenti in questi strumenti aumenteranno per la sempre maggiore digitalizzazione, ma soprattutto perché la prossima ondata sarà quella degli exchange-traded fund  attivi, il che significa che ulteriori masse fluiranno in questi prodotti a strategia attiva.

 

La prossima fase dell’evoluzione

Evolucion, innovation, revolution. E adesso sofistication. “Il prossimo passo sarà la sofisticazione delle strategie. Ci sposteremo dall’utilizzo di prodotti cap-weighted verso gli Etf smart beta, factor-based e tematici, ma soprattutto verso quelli attivi. E vedremo una crescita tuttavia maggiore. Oggi tutte le assicurazioni e tutti gli asset manager vogliono avere i propri exchange-traded fund . Stanno cercando il modo di impacchettare strategie attive in questi strumenti. È questo quello che verrà”, prevede l’esperto. Una maggiore sofisticazione comporta il bisogno di più dati e strumenti per analizzare questi prodotti. “È facile quando tu hai 10 exchange-traded fund  che replicano l’S&P 500, ma se ne hai 10 che replicano altrettante versioni diverse dell’S&P500, hai bisogno di molti più strumenti per analizzare l’esposizione finanziaria dell’Etf e ancora di più se l’Etf sarà attivo”.

 

La guerra dei benchmark

Le grandi società come BlackRock, Vanguard, Spdr sanno che la guerra sui benchmark tradizionali è già stata fatta. “Se vogliono vincere dovranno costruire benchmark innovativi (smart beta, factor-based e thematic investing) o dovranno muovere strategie attive in Etf impacchettati e liquidi. Questo ne caratterizzerà la crescita per i prossimi 10 anni. Gli exchange-traded fund  diventeranno la strategia per default”. La “t” nel nome sta per “traded” e non “tracker”, ricorda Giraud. “Oggi sulla mia piattaforma analizziamo solo gli exchange-traded fund  passivi ma avremo presto strumenti per analizzare anche quelli attivi. Questa è la mia scommessa per il futuro”, aggiunge.

 

Le sfide in Europa

Secondo l’esperto la grande sfida in Europa è la liquidità. “Ci sono troppi Etf, troppe valute, e troppe problematiche legate a clearing e settlement, il che significa che molti Etf non hanno sufficiente liquidità per gli investitori istituzionali”. Un’altra grande sfida potrebbe essere portare gli investitori retail a guardare verso questi strumenti, ma bisogna prima abbattere una forte barriera culturale. “L’Europa è ancora molto intermediata dalle banche, per questo rimane un mercato istituzionale anche per gli Etf, ma questi ultimi presto diventeranno una naturale evoluzione degli investimenti”.

 

Appuntamento il 3 dicembre a Milano

Chi lo conosce bene, definisce Jean René come un appassionato degli Etf. Ed è questo lo spirito che lo porta nelle capitali europee per condividere expertise e riflessioni. Non eventi commerciali dunque ma di approfondimento riservati esclusivamente a investitori istituzionali. Appuntamento a Palazzo Mezzanotte il prossimo 3 dicembre con la terza edizione del TrackInsight Summit Milan.

Maddalena Liccione
Maddalena Liccione