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Lagarde, von der Leyen: chi tiene le redini del mercato corporate europeo

07 Ottobre 2020 · Gloria Grigolon

Mercato obbligazionario Ue sospinto dalle mosse della Banca centrale europea e dagli stimoli fiscali della Commissione, che hanno compensato il deterioramento dei fondamentali. E' il momento di investire nel credito aziendale europeo?

Banca centrale europea da un lato e misure di stimolo fiscale dall’altro: il comparto obbligazionario del Vecchio Continente ha potuto beneficiare, a partire dalla seconda metà di marzo, di nuove forze che hanno compensato il deterioramento dei fondamentali economici.

Tuttavia, ha sottolineato David Stanley, gestore di T. Rowe Pricealcuni di questi driver potrebbero venire meno nel breve termine, mentre i fondamentali continuano il declino, con conseguenze per gli investitori nel credito corporate europeo”.

E’ il momento di investire nel mercato del credito europeo? Ne parleranno gli esperti di T. Rowe Price nel webinar di venerdì 9 ottobre 

Christine Lagarde, Pepp e stimoli monetari

Ripercorrendo in breve la storia recente, a marzo l’istituto ha annunciato il programma di stimolo Pepp, estendendo gli schemi di acquisto titoli anche ai bond societari. “Con l’avvio del Pepp, i bond eligible hanno sovraperformato rispetto a quelli non eligible (non idonei al programma, ndr) con qualità creditizia e scadenze simili”.

La scelta della Bce di acquistare obbligazioni corporate europee ha spinto gli investitori a riversarsi sul comparto dei corporate bond di elevata qualità, attratti anche dagli spread contenuti offerti dai titoli di Stato (beni rifugio in periodi di instabilità) e dai possibili default del comparto high yield (la parte più rischiosa del credito).

Ursula von der Leyen e il Recovery Fund

Con l’approvazione del Recovery Fund (Next Generation Eu) di luglio, le obbligazioni societarie hanno ulteriormente tratto beneficio, sospinte dal “messaggio di unità nei confronti dei Paesi altamente indebitati e dalla fine della volatilità sui bond sovrani”.

A luglio, il mercato del credito corporate ha inoltre registrato uno scostamento: in Europa, “l’offerta lorda di bond IG europei si è quasi arrestata e l’offerta netta è diventata negativa”; negli Stati Uniti, “sebbene l’offerta generalmente tenda a ridursi in estate prima di tornare a crescere in autunno, le emissioni di bond IG Usa sono state molto più numerose”.

La combinazione di maggiore domanda e minore offerta di bond IG europei ha aperto nuove opportunità per il settore, i cui spread restano maggiori rispetto ai livelli pre-crisi, seppur in fase di restringimento.

Mercato del credito europeo: outlook 2021

In un contesto dove i fondamentali stanno in media peggiorando, la riduzione dei differenziali e le valutazioni consistenti potrebbero già scontare, secondo l’esperto, “la view sull’outlook per il 2021, assumendo che la ripresa economica continuerà”.

In questo quadro, “qualsiasi riduzione dei driver tecnici (a partire dalle misure di stimolo fiscale, ndr) potrebbe portare a un aumento della volatilità e a un possibile ampliamento degli spread”. L’acquisto di obbligazioni societarie “non solo continuerà, ma la sua portata potrebbe aumentare se necessario. Tuttavia” ha aggiunto Stanley, “l’offerta probabilmente tornerà a crescere a breve, allineandosi con quella Usa e riducendo uno dei fattori tecnici chiave di supporto per i bond IG europei. Ciò non significa che gli spread si amplieranno nel breve termine, ma implica che i rischi di downside stanno crescendo e che la volatilità potrebbe aumentare”.

Come investire in vista di fine anno? Ne parleranno gli esperti di T. Rowe Price nel corso del webinar di venerdì 9 ottobre.

 

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