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Transizione climatica: +5% sul Pil globale entro il 2050

08 Settembre 2020 · Giulia Bacelle

Ambientale, sociale, di governance: l’attenzione alla sostenibilità delle imprese passa attraverso tre fattori complementari. Complice la pandemia, i temi Esg sono infatti gli osservati speciali per una riprogettazione a lungo termine dell’economia. Quali le opportunità?

Il climate change non riguarda più solo una nicchia di attivisti, ma nella sua totalità il mondo degli investimenti. Con segnali sempre più evidenti di un clima già danneggiato, i governi cercano di porre rimedio a un cambiamento che sembra – ma non dovrà – essere irreversibile.
Una transizione climatica che è già in corso, e che presenta rischi “ma anche opportunità in quei settori che si impegneranno ad accelerare rapidamente il passo”, commentano gli esperti di Lombard Odier Investment Managers (LOIM).

Sostenibilità e ambiente: un po’ di storia

“Il cambiamento [climatico] sta arrivando, che vi piaccia o no”, interveniva l’attivista-adolescente Greta Thunberg nel 2019. Un concetto che, sebbene ancora lontano ai più, viene ripetuto ai leader di tutto il mondo sin dagli anni Ottanta. È solo in questi anni, infatti, che l’innalzamento della temperatura terrestre comincia ad essere considerato come una problematica reale: nel giugno 1988 lo scienziato Nasa James Hansen dichiara di essere “sicuro al 99 per cento” che il riscaldamento globale stesse incombendo. E le Nazioni Unite, l’anno successivo, organizzano il primo dibattito globale sul cambiamento climatico (Ipcc, Intergovernmental panel on climate change).

Nel 1997 i governi si riuniscono a Kyoto, firmando un protocollo per ridurre la produzione di gas serra del 5,2% in meno rispetto ai livelli del 1990 tra il 2008 e il 2012, sottoscritto da 41 paesi più l’Unione Europea. E nel 2015, con l’Accordo sul clima di Parigi, 195 stati si impegnano nel prevenire un aumento della temperatura terrestre di 2 gradi centigradi (un limite critico secondo gli esperti, che porterebbe a ondate di calore, siccità, tempeste e livelli del mare crescenti).

Sostenibilità e investimenti

La strada da fare, tuttavia, è ancora molta. Per combattere il cambiamento climatico è infatti necessario riprogettare la quotidianità all’insegna dell’attenzione all’ambiente, adottando anche nel più piccolo dei gesti scelte responsabili per un futuro in pericolo. Un percorso che passa anche e soprattutto attraverso il mondo della finanza e degli investimenti sostenibili.

Come sottolineato da Hubert Keller, Managing partner del Gruppo Lombard Odier e Ceo LOIM, “Siamo nel bel mezzo di un’imponente transizione di massa verso un’economia sostenibile a zero emissioni nette. Gli investitori hanno miliardi in gioco in questa transizione climatica, che riteniamo creerà un valore significativo e darà un’impronta fondamentale ai risultati del portafoglio negli anni a venire”.

Sostenibilità, i fondi Esg e il Covid-19: vince l’Europa

Durante la recente crisi finanziaria causata dall’emergenza sanitaria da Covid-19, infatti, l’interesse degli investitori sulle tematiche Esg è stato più forte dei timori della pandemia. Si tratta di un afflusso globale di capitali verso fondi sostenibili pari a 45,6 miliardi di dollari contro riscatti per 384,7 miliardi di dollari dagli strumenti tradizionali e solo nel primo trimestre del 2020, secondo un recente rapporto di Morningstar. L’Europa si conferma essere la regione più sensibile ai temi Esg, con il 72,5% della raccolta; al secondo posto gli Usa, con il 23%.

Non solo fondi, però. L’attenzione ai criteri Esg in Europa è alta anche tra i policymakers. “A livello europeo, il focus sui fattori Esg sembra non essere una moda temporanea, ma un trend forte per le società di investimento e gli investitori istituzionali”, sottolinea l’ultimo rapporto dell’Ecmi (European capital markets institutions) pubblicato a luglio 2020. “Nella policy europea, questo trend è stato finora supportato dall’Action Plan for Sustainable Finance e continuerà con l’imminente Renewed Strategy”.

Ingenti flussi a parte, i fondi Esg si sono anche mostrati più resilienti dei fondi tradizionali: lo si apprende sempre dal rapporto dell’Ecmi. Durante il mese di marzo 2020 infatti, se l’Msci World Index calava del 14,5%, il 62% dei fondi large-cap Esg sovraperformava l’indice stesso. Una caratteristica già emersa, quella della resilienza, durante la crisi finanziaria del 2008-2009 – sebbene in scala minore. Caratterizzata da importanti implicazioni sociali e ambientali, la pandemia da Covid-19 è stata infatti occasione per molti investitori “per riconoscere la forte caratteristica difensiva dei fattori Esg, causando un chiaro aumento dei flussi verso i fondi sostenibili a discapito di quelli tradizionali”.

L’attenzione alla sostenibilità potrebbe generare effetti positivi di larga scala su tutta l’economia globale, soprattutto nei temi riguardanti l’ambiente e la transizione climatica. Proprio quest’ultima “potrebbe avere un impatto positivo sulla crescita economica ed essere d’impulso per una crescita del Pil globale del 5% entro il 2050”. Secondo gli esperti di LOIM, “gli investimenti globali annui dovranno raddoppiare il loro volume fino a 5,5 mila miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, arrivando a 7,2 mila miliardi di dollari tra il 2030 e il 2040. I capitali dovranno essere riallocati, sia per decarbonizzare la società che per adattarsi ad un mondo danneggiato dal carbonio”.

La transizione climatica secondo LOIM

La strategia sulla Transizione Climatica di LOIM “segue un approccio lungimirante e basato su dati scientifici per individuare le aziende che forniscono soluzioni volte a ridurre, evitare e catturare il carbonio. Ad esempio, la strategia investirà in aziende che propongono progetti di miglioramento dell’efficienza energetica e nel campo delle energie rinnovabili. Al contempo, la strategia si rivolge in modo mirato alle aziende che operano in settori ad alta intensità di carbonio, fondamentali per la crescita economica, ma che stanno adottando prassi in linea con una transizione verso un’economia a zero emissioni nette, per cui riteniamo che beneficeranno di un vantaggio competitivo e di un incremento della redditività”.

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