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Da Wild a Clic: molto si gioca nella mobilità sostenibile

24 Luglio 2020 · Giulia Bacelle

È possibile fare la differenza per l’ambiente e allo stesso tempo accrescere i capitali investiti? Il trend Esg sta modificando le modalità con cui ci si approccia all’investimento e i più importanti players del mercato stanno ampliando la propria offerta coinvolgendo aziende che puntano su soluzioni di mitigazione del cambiamento climatico e adattamento a nuovi stili di vita e produzione. L’esperienza di Lombard Odier Investment Managers

Duemila miliardi di dollari l’anno: questo l’ammontare dell’opportunità di investimento dietro la rivoluzione della mobilità sostenibile. Un dato che, per quanto risulti attrattivo sulla carta, fatica ad entrare nell’ottica di un ragionamento collettivo in virtù di scorciatoie più facili.

Per una mobilità sostenibile

Le misure adottate dalla maggior parte dei governi mondiali per fronteggiare Covid-19 hanno limitato la libertà di circolazione delle persone, con forti incidenze sul settore dei trasporti. Un comparto che potrebbe beneficiare delle sfide proposte dalla pandemia – ma solo se autorità, consumatori e aziende si uniranno in uno sforzo congiunto per un uso più razionale delle opzioni di mobilità, creazione di modelli di trasporto più sostenibili e inclusive e maggiore circolarità nella produzione e nell’after-life dei veicoli.

In poche parole, se si passerà da un modello Wild (wasteful, idle, lopsided, dirty) a uno Clic (circular, lean, inclusive, clean). Ma siamo davvero pronti a rinunciare alla praticità della nostra auto privata, soprattutto se impauriti dal contagio? La rivoluzione della mobilità alternativa può essere sacrificata sull’altare della comodità e del sospetto?

Nel 2019 solo il 35% delle società di trasporti nel mondo era in linea con gli obiettivi di Parigi e soltanto un quinto di loro era impegnata nel contenere il riscaldamento globale sotto la soglia dei 2°C tramite la riduzione delle emissioni dei propri mezzi. Diverse sono, tuttavia, le rivoluzioni silenziose cui ci stiamo abituando pian piano: soluzioni di car pooling e sharing, veicoli ibridi, biocombustibili, micromobilità, Maas (mobility as a service), piste ciclabili, flotte di veicoli a bassa emissione, ma anche controllo nell’intera supply chain della produzione dei veicoli stessi.

Lombard Odier IM, attraverso una dedicata selezione di prodotti e strategia generale, è attiva nel sostenere una serie di progetti sostenibili tramite la modalità dei social impact bond, strumenti finanziari appositamente pensati dal settore pubblico per raccogliere investimenti privati, dedicando le risorse al raggiungimento di un obiettivo sociale. I trasporti, parte dell’obiettivo numero 9 (Industria, Innovazione e Infrastrutture) dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile promossa dall’ONU, sono sicuramente uno dei settori grazie cui è possibile un futuro più green.

Infrastrutture Clic nei Paesi più fragili

Un caso concreto? Il progetto che l’International development association (ida) promuove nella piccola Repubblica Democratica di São Tomé e Príncipe, due isole vulcaniche a largo della costa occidentale dell’Africa Centrale. Considerato uno dei Paesi più vulnerabili ai rischi del cambiamento climatico e dell’innalzamento del livello del mare, il piccolo stato è anche uno dei meno sviluppati a livello economico, con il 60% della sua popolazione sotto la soglia della povertà. Tra i suoi 1.300 km di strade (per lo più lungo la costa), solo 230 km sono asfaltate. Le aziende che si occupano della manutenzione stradale impiegano per quasi il 50% donne, anche se poche di loro ricoprono posizioni manageriali.

Investendo nei bond rilasciati dall’IDA per finanziare questo progetto, gli organizzatori mirano a migliorare le condizioni delle strade delle isole, con effetti per i cittadini e turisti, e ad aumentare del 32% le posizioni manageriali ricoperte dalle donne nelle aziende per la manutenzione stradale.

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