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Strategia long-short declinata in ESG: di cosa si tratta?

10 Dicembre 2019 · Gloria Grigolon

Riccardo Valeri, portfolio manager di Kairos

ESG è la sostenibilità di lungo periodo, che si contrappone a scelte inoculate, deleterie sia sul lungo che sul breve termine. Quale strategia è bene adottare in ottica prospettica? La risposta long-short di Kairos

Due pesi, un solo metro di misura: il grado di osservanza dei criteri ESG, considerati non come mero rispetto dell’ambiente, ma nella loro totalità. Parte da questi presupposti Riccardo Valeri, portfolio manager di KIS ActivESG di Kairos Partners, nello spiegare la strategia long-short scelta dalla casa di investimento per posizionarsi a 360 gradi sul tema della sostenibilità.

Criteri ESG: qual è il metro di valutazione?

Parlare di criteri ESG e di aziende ad essi compliant si scontra oggi con una realtà ove ancora non esiste una precisa tassonomia. Non solo: all’aumentare dei provider che forniscono la propria valutazione ESG (secondo pareri arbitrari), la dispersione di informazioni tende ad aumentare. “Quanti siano gli utili di una società emerge dai numeri di bilancio; quanto la società stia migliorando in termini di emissioni o di attività svolte nel sociale sono invece dati non valutabili in maniera univoca, che possono quindi creare confusione” ha argomentato Valeri.

Un discorso, questo, valido anche al contrario: la difficoltà del gestore nel selezionare titoli allineati a parametri non ufficiali è infatti commisurata alla difficoltà delle singole aziende che vogliono comprendere modalità, costi e tempistiche per convergere verso un modello sostenibile. “Non è raro che siano le stesse aziende a chiamarci, chiedendoci: cosa devo fare per migliorare la mia valutazione?”. In tal senso, ha aggiunto Valeri, “i passi da compiere sono molti e il ruolo delle relazioni diventa fondamentale”.

Strategia long-short: come funzionano i filtri ESG?

ESG è la sostenibilità di lungo periodo, che si contrappone a scelte inoculate, deleterie sia sul lungo che sul breve termine. Se da un lato è bene premiare quelle società che hanno una strategia chiara, trasparente e mirata a livello di business, dall’altro lato “abbiamo scelto di andare a vendere quelle realtà che non rispettano criteri di sostenibilità e che non si stanno muovendo nella direzione di migliorare la propria strategia”.

Preso l’universo investibile delle azioni europee, “per valutare le attività da includere in portafoglio applichiamo tre diversi filtri ESG: il primo livello di filtro è l’esclusione, che elimina dalla selezione tutte quelle realtà non coerenti con i principi di lungo, che operano nei settori del tabacco, delle armi e del carbon fossile”.

“Il secondo livello è il rischio controversia, che taglia fuori realtà di per loro investibili, ma che hanno avuto una tenuta scorretta o lesiva nei confronti di ambiente, persone o società”. Sono esempi la comunicazione deviante al mercato in tema di emissioni, gli effetti legati al crollo di una infrastruttura o il coinvolgimento in questioni di riciclaggio di denaro ed evasione fiscale.

“Infine, il terzo livello prevede l’applicazione dell’ESG Risk Rating – fornito dal provider Sustainalytics -, che classifica le società in una scala da zero a 100, dove zero corrisponde al minor rischio corso, ovvero al miglior merito ESG; le realtà con rating superiore a 40 vengono omesse dal paniere di selezione per via di una politica ritenuta ancora non adatta”.

KIS ActivESG: gli effetti long-short in portafoglio

In un mondo dominato da strumenti long only, che nel lungo periodo si posizionano unidirezionalmente sul mercato, valutare l’utilizzo di un prodotto flessibile può aggiungere valore a strategie di tipo ESG, permettendo al contempo di gestire meglio la volatilità.

“Tutto quello che passa i tre filtri” ha precisato Valeri “sono eligibili per la parte long del comparto; i titoli che non superano i tre livelli sono invece eligibili per la parte di portafoglio corto, che fa da complementare alla prima”. Trattandosi di prodotto alternativo, un comparto long-short che basa le proprie fondamenta sull’analisi fondamentale permette all’investitore di partecipare al mercato smussando gli effetti delle fluttuazioni di periodo, beneficiando di uno strumento “a metà tra un portafoglio direzionale ed un portafoglio bond”.

 

Riccardo Valeri Kairos

KAIROS PARTNERS SGR
Kairos, oggi società del Gruppo Julius Baer, nasce nel 1999 come un’iniziativa imprenditoriale nel settore del risparmio gestito. Forte di una presenza strategica nei principali centri finanziari nazionali ed internazionali, Kairos rappresenta un punto di riferimento nel mondo dell’asset management e del private banking.
www.kairospartners.com
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