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Tassi a zero e pensioni in deficit: alla ricerca di Income

04 Settembre 2019 · Gloria Grigolon

Tassi di interesse a zero, allungamento delle aspettative di vita, schemi pensionistici in deficit e un mercato obbligazionario insufficiente a soddisfare la richiesta di reddito. Quali fattori influenzano le scelte dei risparmiatori? Quali sfide si pongono all’orizzonte?

In un decennio che ancora porta con sé i segni della Grande crisi finanziaria globale, il problema del reddito e della sua ricerca occupa oggi una posizione primaria. Il rallentamento generalizzato della crescita economica, assieme con tassi di interesse a zero e un ciclo economico in fase avanzata, hanno spinto i risparmiatori a considerare strade alternative al classico investimento obbligazionario, orientandosi su attività multi asset e diversificate.

Mercato dei bond: il 23% rende tassi negativi

A parlare sono anzitutto i numeri: secondo il Bloomberg Barclays Global Aggregate Index, il valore del mercato dei bond aggiornato a fine giugno ha toccato i 54,6 mila miliardi di dollari, di cui oltre il 23% corrisponde oggi un rendimento negativo (pari a $12,8 mila miliardi totali). In un contesto di crescita debole e inflazione sotto i target, i principali istituti centrali tenderanno a mantenere basso il livello del costo del denaro, andando a pesare ulteriormente su tali cifre.

Sfida demografica: gli over 65 superano gli under 5

Come sottolineato da Eugene Philalithis, Portfolio Manager del fondo FF Global Multi Asset Income Fund di Fidelity International, “oggi, per la prima volta nella storia, vi sono al mondo più persone con un’età superiore ai 65 anni, che bambini con età inferiore ai 5 anni. A livello globale, è previsto che il numero degli ultrasessantenni raddoppierà entro il 2050”, superando i 2 miliardi.

Questione reddito: il trend dei baby boomers

Non è tutto: secondo una ricerca del Boston College, tra il 2007 ed il 2061 circa 59 mila miliardi di dollari verranno trasferiti dalla generazione dei baby boomers ai loro eredi che, per finanziare la propria pensione, tenderanno a puntare su strumenti che corrispondano un reddito costante e periodico. Se si guarda al solo mercato statunitense, nei prossimi dieci anni, ogni giorno 10.000 baby boomers (nati tra il 1945 e il 1964 e aventi un patrimonio totale stimato pari a circa 20 mila miliardi di dollari) raggiungeranno l’età pensionabile.
Per via dei nuovi flussi ch’essi genereranno, il mercato obbligazionario assisterà a un incremento costante della domanda, che, in assenza di altrettanta offerta, dovrà iniziare a cercare strade alternative.

In una fase in cui le principali banche centrali continuano a indebolire i propri tassi di interesse, perseguendo strategie accomodanti volte a stimolare l’economia reale e i livelli d’inflazione, l’allungamento delle aspettative di vita e il cambiamento delle dinamiche del lavoro (sempre meno legate all’operatività manuale) modificheranno progressivamente il modo di vivere e ragionare delle persone, nonché il modo di approcciarsi al tema delle pensioni.

Relazione crisi-rischi: come cambia l’assicurazione

“A seguito della crisi finanziaria globale” ha argomentato Philalithis, “le autorità di regolamentazione hanno promosso una serie di misure più severe, volte a ridurre il rischio sia idiosincratico che sistemico”. L’implementazione dei requisiti di Solvency II (quadro normativo europeo introdotto nel 2016 per il settore assicurativo) e il basso livello dei tassi di interesse ha spinto le compagnie assicurative a rivalutare i propri portafogli, stimolando la domanda di prodotti legati al reddito.

“L’approccio mark to market sia per le attività che per le passività richiesto da Solvency II” ha spiegato Philalithis, “sta creando una maggiore volatilità degli asset degli assicuratori, spingendoli a prediligere soluzioni di investimento liability matching e strategie che offrono flussi di reddito sicuri”.

Una soluzione pensionistica “combinata”

La crescente volatilità di mercato, unita ai bassi rendimenti corrisposti dai titoli a reddito fisso ha, inoltre, peggiorato i livelli di finanziamento degli schemi pensionistici, rendendo più difficile soddisfare gli obblighi futuri in materia di generazione di flussi di cassa sostenibili.

“Investire in prodotti a generazione di reddito” ha quindi concluso Philatlithis “può consentire a tali sistemi di far lavorare meglio i loro investimenti, rispettando il duplice obiettivo di generare reddito per soddisfare il fabbisogno di liquidità e aumentare il capitale nel tempo”. Ciò si traduce nel “guardare oltre le tradizionali asset class che generano reddito”, investendo in una gamma di strumenti più ampia, che persegua obiettivi di diverso genere: da un lato, ottenere un reddito stabile; dall’altro, preservare capitale in periodi di incertezza.

 

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