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La Cina insegna: come trasformare le difficoltà in opportunità

25 Novembre 2019 · Gloria Grigolon

Guerra commerciale: problema o opportunità? A sciogliere il nodo sulle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina sono gli esperti di Capital Group. Indipendenza produttiva, nuovo sviluppo settoriale e rientro dei talenti sono alcuni dei fattori che, nel medio lungo termine, possono tradursi in guadagno per gli investitori

La guerra commerciale? Un incentivo per la Cina a fare di più e più velocemente. E’ questo in breve il commento di Winnie Kwan, portfolio manager di Capital Group, che, fatti da parte i continui passi avanti e indietro sull’eventualità di un accordo tra le due più grandi potenze economiche al mondo, ha messo l’accento sulle positive conseguenze, quasi “accidentali”, portate dal conflitto con gli Stati Uniti.

“Ciò che abbiamo visto finora è stato l’effetto della disputa commerciale sulla spesa in conto capitale”, che è decelerata in molti settori, in particolare quello automobilistico e dei semiconduttori. “A farne le spese” ha però puntualizzato Kwan “sono state soprattutto aziende con base in Germania e in Giappone, due nazioni le cui economie sono fortemente dipendenti da auto, beni strumentali e prodotti chimici”.

Dazi Usa? Nuovi sbocchi per Pechino

Da un’analisi di fondo della struttura economica cinese e diversamente da come si possa pensare, il Paese non si sta muovendo lentamente, ma sta cambiando più rapidamente che in precedenza, in risposta alle tensioni sul fronte commerciale. “Le pressioni dall’esterno hanno fatto sì che l’economia cinese diventasse via via meno dipendente dalle esportazioni, dando maggior peso ai consumi interni, ai servizi e alla produzione manifatturiera” ha argomentato Kwan.

Le crescenti difficoltà riscontrate dai produttori cinesi hanno inoltre portato il tessuto produttivo della regione a spostarsi più in alto lungo la catena del valore, passando dal mero assemblaggio delle parti alla diretta produzione delle componenti, evitando in tal modo l’apposizione di tariffe. Una sorta di copertura dal rischio dazi. Il tutto, sviluppando al contempo l’attività di progettazione.

Non a caso “stanno nascendo molti settori nuovi in Cina” ha aggiunto Kwan, che potrebbero tradursi in opportunità di investimento in un arco di tempo non così lontano. A ciò si aggiunge il graduale innalzamento dei salari, che sta portando molti talenti a rientrare in Cina (dagli Stati Uniti) grazie a nuovi sbocchi lavorativi (ad esempio, nel settore biotech).

Cina: opportunità in chiave prospettica

A prescindere dal mercato specifico di riferimento, a rilevare è sempre l’orizzonte temporale. “Ciò che accadrà nel breve termine – diciamo nei prossimi uno, due o tre anni – ci dà l’opportunità di posizionare al meglio i portafogli”. Secondo Kent Chan, investment specialist di Capital Group, “ciò può creare opportunità non solo in Cina, ma in tutti i mercati emergenti”.

In tal senso, “tutte le volte che la gente comincia a chiedersi ‘perché dovrei investire?’, ‘perché investire nei mercati emergenti?’, ‘perché investire in Cina?”, vuol dire che è arrivato il momento di cominciare a entrare proprio in quei mercati”.

 

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