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Azioni Usa o azioni Europa? La scelta del 2020

14 Gennaio 2020 · Gloria Grigolon

Su cosa concentrarsi nel 2020? Secondo gli esperti di Capital Group, nella scelta tra Stati Uniti ed Europa, a spuntarla sarà il Vecchio Continente

Il 2019 è stato un anno più che positivo per i principali listini azionari. Gli Stati Uniti, ancora una volta, hanno fatto da apripista (l’indice Nasdaq con un +35%, lo S&P500 con un +29% e l’indice industriale Dow con un +22%), seguiti da un mercato europeo con rendimenti assoluti solidi (+23% per il paniere Stoxx600), ma inferiori alla controparte a stelle e strisce.

Su cosa concentrarsi nel 2020? Secondo gli esperti di Capital Group, vi sarebbero tre principali motivi per cui il nuovo anno potrebbe vedere un rialzo dell’equity del Vecchio Continente.

Usa o Europa? Questione di concentrazione

Rispetto ai listini americani, più focalizzati sul settore farmaceutico e tecnologico (già ampiamente apprezzatisi), gli indici europei tendono ad avere una maggiore concentrazione all’interno di settori dell’economia tradizionale quali finanziari, energetici e legati ai materiali. Seppur con concentrazioni meno pronunciate, nei panieri del Vecchio Continente trovano però spazio anche eccellenze del comparto sanitario, della moda e della manifattura, che hanno ancora buoni margini di crescita. E’ il caso di Novartis, AstraZeeneca, Novo Nordisk, ma anche di LVMH, Kering e Richemont.

E i dividendi? In Europa sono superiori

Raffrontate a quelle statunitensi, le azioni europee pagano dividendi mediamente più elevati in rapporto al prezzo e scambiano su valutazioni più basse. I loro corsi azionari tendono pertanto ad essere più economici in termini di multipli basati sugli utili sottostanti, “una caratteristica interessante” hanno aggiunto da Capital Group “per gli investitori che preferiscono restare più difensivi in un contesto di fine ciclo” come quello attuale.

Sovraperformance Usa, un 2019 da record

La superiorità dei rendimenti azionari statunitensi nel corso del 2019 è fondamentalmente ascrivibile a tre fattori: la forza del dollaro, scelto come valuta rifugio rispetto al paniere delle principali divise; l’incertezza politica e geopolitica, calmierata dalle dichiarazioni del presidente americano, Donald Trump, intenzionato a far raggiungere a Wall Street massimi successivi (in vista delle elezioni 2020); infine, i dazi commerciali, che hanno tenuto in pugno l’economia di tutto il mondo, lasciando in parte interdetti i mercati circa l’effettivo risvolto ch’essi avranno sulle sorti dei singoli Paesi.

Alla luce del probabile miglioramento del quadro economico europeo e delle interessanti valutazioni rispetto alle controparti statunitensi, “è possibile trovare interessanti opportunità d’investimento di più lungo termine nei mercati azionari europei” hanno concluso da Capital Group.

 

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